Alle radici del blues

Secondo il critico letterario americano Leslie Fiedler un fantasma inquieta la letteratura americana: quello del pellerossa. Più la cultura dei nativi veniva sistematicamente distrutta, più essa – il suo fantasma – invadeva le “stanze” dell’animo americano. Tanto che alcuni tratti dell’eroe a stelle e strisce – come già sosteneva D.H. Lawrence – sarebbero solo dei “prestiti” dell’indiano (e delle sue stilizzazioni). Una fascinazione presente, ad esempio, nelle pagine di Moby Dick, nella forma della divertita ammirazione del bianco Ismaele nei confronti del selvaggio (in versione polinesiana) Queequeg.

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Il sogno del nuovo vecchio Springsteen

Spensierato e gioioso, come è stato scritto? E’ davvero il nuovo lavoro di Bruce Springsteen – Working on a dream – un’opera (facilmente) ottimista? Il senso della caduta e della perdita – che hanno accompagnato gran parte della produzionde del Boss e non ultimo il denso Magic – sono così lontani dalle nuove canzoni e dal loro universo poetico? Il pendolo sembra scivolare verso il sì se solo si dà un’occhiata ai titoli dei brani.

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Su “Sunset Limited” di C. McCarthy

Questo articolo è il commento a Sunset Limited scritto da Laura Angeletti, 15 anni, della  1^ C, una delle classi in cui ho dato da leggere il romanzo di C. McCarthy.

L’opera letta in classe, Sunset Limited di McCarthy, ha la struttura di una sceneggiatura teatrale, dal momento che è composta esclusivamente da dialoghi inframmezzati da didascalie che descrivono in poche righe movimenti o espressioni dei personaggi. I dialoghi possono essere efficacemente paragonati a mosse di un incontro di boxe senza esclusione di colpi, domande stringenti poste con ferrea insistenza alle quali conseguono deduzioni tanto banali quanto dolorose per l’interlocutore. [Continua »]


Laboratori BC

Prendete carta e penna, ecco le date dei laboratori di BombaCarta per i prossimi 2 mesi e mezzo:

22 gennaio: bombaCinema
29 gennaio: bombaBibbia

5 febbraio: bombaMusica
12 febbraio: bombaCinema
19 febbraio: bombaLettura – O’Connor
26 febbraio: bombaBibbia

5 marzo: bombaLettura – O’Connor
12 marzo: bombaMusica
19 marzo: bombaCinema
26 marzo: bombaBibbia.

I laboratori si tengono tutti dalle 19:00 alle 21:00 in via San Saba 19 (Roma).


La parola poetica nell’eremo

Nino, Marco e Francesco sono tre monaci che hanno deciso di vivere senza sconti la regola di San Benedetto in un piccolo eremo nell’Appennino Tosco-Emiliano. Le loro giornate sono fatte di preghiera comune, preghiera personale, lavoro, studio delle sacre scritture e dell’arte. La letteratura ha un posto importante nella loro formazione umana, culturale e spirituale. Marco, il più giovane dei tre, mi ha concesso questa breve intervista video (5′:57″) sul suo rapporto con la parola poetica. Essa, a quanto pare, è indispensabile per entrare nel cuore dell’Uomo, il luogo in cui si cela l’Essere che un monaco desidera contemplare. Il monaco, come ogni altro “cacciatore di Dio”, sa che la sua preda va scovata nella selva della Storia, nella giungla delle contraddizioni di ciascuna persona, nel groviglio di esperienze che scaturiscono dal corto circuito tra il desiderio di peccato e il desiderio di redenzione. Come entra, dunque, la letteratura nella vita di un monaco?


Presentazione di BombaLettura

http://vimeo.com/2860587

Per chi si fosse perso la trasmissione di Sat2000 dedicata al Laboratorio di Lettura di BombaCarta eccola riproposta in 2 minuti. Buona visione!


Cesare Pavese: “Un mondo di pietra e di cielo”

Cesare Pavese«La nudità del cielo fa appello alla nostra», nota Cesare Pavese in Piscina feriale, un breve racconto che descrive movimenti e intuizioni del protagonista mentre in agosto si trova con amici sul bordo di una piscina. Lo scrittore comprende che è difficile nascondersi in questa insolita nudità: «Siamo tutti inquieti, chi seduto e chi disteso, qualcuno contorto, e dentro di noi c’è un vuoto, un’attesa, che ci fa trasalire la pelle nuda». Ecco l’intuizione fondamentale: «In verità, siamo tutti in attesa» (1). L’opera di Pavese è una delle più ampie e ricche del Novecento italiano, una tra le più discusse e dense di significati e valenze: da quelle più politiche a quelle più esistenziali e anche religiose. La sua opera è stata solcata dalla critica di ogni segno e direzione. A cento anni dalla sua nascita, avvenuta il 9 settembre 1908 a Santo Stefano Belbo (Cuneo), ci sembra necessario proporre qualche riflessione fondamentale, tentare di cogliere quello che ci pare essere il vero nervo scoperto della vicenda artistica dello scrittore, nella quale vita e letteratura convergono nell’attesa di vivere una pienezza sfuggente.

La lotta di un giovane
Dove troviamo le radici del desiderio di vita che si fa scrittura pulsante? Già il Pavese tra i 17 e i 22 anni esprime tensioni interiori illuminanti, tradotte in racconti, poesie e lettere che convincono, nonostante siano testi ancora acerbi. Essi esprimono la lotta interiore tra la bellezza e una visione stinta della vita, tra il desiderio di pienezza e l’inettitudine. Incamminandosi a passi lenti lungo la costa di un colle ai primi di ottobre, il protagonista di Lotte di giovani percepisce con ammirazione lo spettacolo che ha intorno: «Alzando il capo spaziavo lo sguardo e sentivo nello spettacolo di quella campagna qualcosa di grande di bello, struggendomi di non comprenderlo appieno e di non saperlo rendere in parole. Tentavo di goderne qualcosa, ma nulla riusciva a scuotermi l’indolenza interiore. Nei punti scoperti della strada mi alitava addosso la freschezza vivida della brezza ma [Continua »]