Un romanzo di “common people”

Vito Bruno

Vito Bruno

«Questo libro è un dono. Un giorno mia moglie mi disse: “Guarda che sta arrivando la cicogna”. Era Giovannino. Due giorni dopo mi sono messo a scrivere e ho finito il romanzo in cinque mesi, senza avere un ripensamento». Mentre Vito Bruno ci racconta il suo ultimo romanzo (Il ragazzo che credeva in Dio, Fazi) il piccolo Giovanni – sedici mesi di pura vitalità – sale e scende dalle nostre braccia come da uno scivolo, rendendo l’intervista piacevolmente movimentata. Una storia piuttosto movimentata ce l’ha alle spalle anche Vito Bruno: nato in un paese vicino a Taranto nel 1957, emigrato in Svizzera con la famiglia, tornato poi ad Alberobello (Ba) per sposarsi con Elena, si è infine stabilito a Roma. Ma Taranto gli è rimasta nel cuore. Ed è lì che si ambienta la vicenda di Carmine Bianco, 49 anni, di “professione” sacerdote. Un prete amatissimo dai suoi parrocchiani, ma giunto ormai a un esaurimento emotivo. L’entusiasmo è venuto meno. E quando il dolore di chi gli sta attorno preme ed esige risposte, Carmine scopre di non avere più parole… Cos’è successo? È arrivato il momento di arrendersi? o quello di combattere? [Continua »]


L’ascensione dei Coldplay

I Coldplay pubblicano nel 2008 Viva la Vida or Death and Hall His Friends, tra la curiosità dei fans e le accuse di pungenti detrattori. L’esordio dell’album, infatti, non è dei più fortunati. Gli americani The Creaky Boards accusano i Coldplay d’aver copiato in Viva la Vida una loro canzone The Songs I Didn’t Write (titolo adatto alla situazione). Successivamente, su YouTube appare in video un’altra imputazione di plagio. L’involontario ispiratore sarebbe il chitarrista Joe Satriani, con il brano If I Could Fly. Sul web, alcuni bloggers inglesi battagliano da tempo contro Chris Martin, frontman del gruppo, deridendo le sue idee filosofiche e religiose. Recita la descrizione di un blog: “C’è un solo Dio e Chris Martin è il suo profeta”, sotto una foto ritoccata al Photoshop del Sacro Cuore di Gesù che raffigura Martin come il nuovo Messia. Riguardo una presunta spiritualità dei Coldplay, il leader Martin asserisce: “Non lo so se c’è Allah, Gesù o Zeus. Io quasi protendo per Zeus”. Qui c’è il timore d’essere confinati in una professione di fede che non appartiene al background culturale della band e che li renderebbe simili in tutto, anche nelle convinzioni, agli U2. [Continua »]


Bomba Musica 5 Febbraio 2009

Giovedì 5 febbraio, alle ore 19.00, appuntamento con BombaMusica, il laboratorio musicale di BombaCarta.

Vi aspettiamo per ascoltare… le migliori uscite del 2008! Ognuno porta il brano, tra quelli usciti lo scorso anno, che preferisce, poi lo si ascolta e commenta insieme. La durata del pezzo dovrebbe essere di massimo 5 minuti, ed è preferibile portarlo su cd (ma non necessario, per altri supporti tipo ipod, flash pen, o brani in mp3 contattatemi); è preferibile portare anche le fotocopie del testo, se presente.

Per chi fosse in cerca di spirazione sul brano da portare, ecco qui una prima Bombaclassifica (e alcune preziosissime altre) a cui ispirarsi!

Ci vediamo in via San Saba 19 (Aventino, Metro B Circo Massimo), dalle 19.00 alle 21.00.


Un edificio da leggere in memoria della Shoah

Nella Giornata della Memoria della Shoah può far bene un giro virtuale al Museo Ebraico di Berlino, accompagnati dalle note del Mercurio di Gustav Holst. Il messaggero alato del musicista inglese de I pianeti ci porta la notizia che l’architettura moderna, anche nell’espressione lontana da ogni canone classico di un decostruzionista come Daniel Libeskind, può essere arte ovvero esperienza in grado di emozionare e trasformare nel profondo. Nato dall’idea di continuare il racconto incompiuto della liberazione degli ebrei nel Mosé e Aronne di Arnold Shoenberg, il progetto del museo ebraico è stato immaginato dall’architetto di origine polacca “come una sorta di testo destinato a essere letto”: una struttura a zig zag e piena di tagli che fa pensare ad corpo rannicchiato e ferito, una forma per nulla tranquillizzante ma intensamente narrativa che contiene anche un corridoio senza uscita e uno spazio (la Torre dell’Olocausto) così scuro che non si vede a un palmo. Non c’è memoria senza racconto, immedesimazione, commozione. Provate, dunque, a visitare, anche solo con gli occhi, questa stella di Davide spezzata nel cuore di Berlino: una grande rivincita sull’architettura razionalista e funzionalista che tanto piaceva alle dittature totalitarie del ‘900 e che oggi ci lascia senza alcuna emozione quando passiamo davanti al complesso museale dell’Ara Pacis a Roma progettato dall’architetto Richard Meier.


San Paolo era un critico letterario?

È appena uscito l’ultimo numero del magazine Paulus, che sforna ogni 30 giorni 80 pagine a colori tutte su Paolo di Tarso. E’ dedicato al tema della bellezza. Oscar Wilde scrisse, nella famosa prefazione a Il ritratto di Dorian Gray: «Non esistono libri morali o libri immorali. Esistono solo libri scritti bene e libri scritti male. Questo è tutto». Dunque estetica e teologia non hanno niente da dirsi? Rispondono Davide Rondoni, Roberto Mussapi e Antonio Spadaro.  Altri servizi: san Paolo nella letteratura (V. Arnone), nell’iconografia ortodossa (M. Roccasalva Firenze), nei musical contemporanei (P. Pegoraro).

Ecco l’articolo di Antonio Spadaro e una poesia fattaci avere dagli amici di BombaCarta-Târgu Mures.

Il lettore di un testo letterario non è mai semplicemente il destinatario di un messaggio, quello cioè dello scrittore. Al contrario, è una persona attivamente coinvolta a inoltrarsi in un terreno poco stabile e definito, perché la letteratura, come giustamente ebbe a dire Carlo Bo, tende ad avere la stessa qualità della vita. Leggere non significa innanzitutto “interiorizzare” un testo, quanto piuttosto “interagire” con la pagina. L’atto della lettura è allora come un atto di “discernimento”, nel quale il lettore è implicato in prima persona come soggetto di lettura e, nello stesso tempo, oggetto di ciò che legge. Il lettore, leggendo un romanzo o un’opera poetica, in realtà vive l’esperienza di “essere letto” dalle parole che legge. Così il lettore è simile a un giocatore sul campo: egli fa il gioco, ma nello stesso tempo il gioco si fa attraverso di lui, [Continua »]


C’è modo e modo di essere nel mondo

C’è modo e modo di essere nel mondo. Chi è ciascuno di noi, si chiedeva Calvino nelle sue Lezioni americane, “se non una combinatoria d’esperienze, d’informazioni, di letture, d’immaginazioni? Ogni vita è un’enciclopedia, una biblioteca, un inventario d’oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili”. Ma “io” dove sto in questa combinatoria d’esperienze? Sono io a vivere la vita o il grande meccanismo del mondo che determina la mia esistenza? Io sono coinvolto nel mio essere nel mondo o sono avvolto, sommerso senza scampo? O sono impigliato, involuto in esso?
Dopo una breve fenomenologia dell’esserci come coinvolto, avvolto o involuto, cercherò di indicare l’esistenza come il luogo di una complessa esperienza emotivo-affettiva dell’uomo nei confronti del suo essere nel mondo. Andando vedremo come la pluralità di queste esperienze di coinvolgimento esistenziale attingano a un possibile duplice atteggiamento nei confronti della vita: l’angoscia o la meraviglia… [Continua »]


Intervento all’Officina del 24 gennaio

La suite I Pianeti di Holst ci testimonia un modo particolare di porsi di fronte alla volta stellata del cielo, quello di cogliere delle peculiarità dei singoli pianeti ed esprimerle attraverso le forme musicali. Altri modi di rapportarsi alla meraviglia dell’universo possono essere il senso di smarrimento, con il percepire tra sé e il firmamento una distanza abissale, ma anche un incombere, oppure il sentirsi portati ad un dialogo per colmare l’abisso, sia come interrogazione che come acquisizione di certezze.
Un esempio di cielo stellato che grava ed incombe sullo spettatore, in modo inquietante, è dato dal quadro di Vincent Van Gogh Notte stellata (nella foto) del 1889, mentre una poesia di  Giovanni Pascoli ci dà il senso dello smarrimento:

[Continua »]