BombaSordi a Messina

Josè è la coordinatrice di questa nuova avventura che si chiama BombaSordi. È sorda anche lei ed è una persona davvero speciale. Ha frequentato uno dei nostri primi laboratori l’anno scorso e poi ha accolto con grande entusiasmo la proposta di cominciare un laboratorio presso l’ENS, l’Ente Nazionale Sordi di Messina. Le ho chiesto di condividere con noi le sue prime impressioni ed emozioni.

Immagine tratta dal sito “I segni come parole” ed è di Sergio Lavo

Da quando ho iniziato il workshop del laboratorio di scrittura creativa con i sordi, ero molto emozionata e nello stesso tempo preoccupata, perché mi chiedevo come sarebbe andata nel tempo con questi incontri! Ora posso dire che dopo i primi tre appuntamenti, sono rimasta colpita dal loro interesse di provare e voglia di esprimere i loro pensieri, tutto ciò ha suscitato molta curiosità, anche se c’è qualche timore nello scrivere. Io mi sono impegnata in qualche modo nel far passare la paura di scrivere, spiegando loro cosa voglio ottenere con questo laboratorio. Il mio obiettivo è quello di imparare a mettersi in discussione e confrontarsi, soprattutto poter condividere le proprie impressioni, attraverso la presentazione del mio lavoro. Tutto ciò avviene nello sala dell’Ens di Messina. Al primo appuntamento, mi trovo [Continua »]


La rete che avviluppa il mondo

InternetChe cos’è Internet? Si potrebbe definire come una rete di interconnessione tra computer collegati attraverso l’adozione di un medesimo sistema (“protocollo”) di comunicazione. Se un computer entra nella “rete” può essere connesso in modo interattivo e veloce a qualunque altro computer collegato e in qualunque angolo della terra si trovi. Internet è così un sistema globale di comunicazione a “ragnatela” – in inglese web, metafora usata per indicare l’intera rete. Concretamente questo significa che ponendo in uno degli hard disk connessi all’interno di questa rete testi, immagini, suoni e dunque informazioni di tipo testuale o multimediale, è possibile renderli accessibili in modo rapido e in qualunque momento da qualsiasi utente connesso.

Internet oggi si rivela come un “oceano” di informazioni da riempire e da solcare. Ma più che di un oceano bisognerebbe parlare di una biblioteca. Lo scrittore argentino Jorge Luis Borges nel racconto La Biblioteca di Babele (1941) paragonava l’universo a una immensa biblioteca: tutti sono attratti dal numero indefinito delle sue gallerie e trascorrono la vita ad esplorarle, senza però mai venirne a capo. Ecco, la rete può essere compresa come una grande biblioteca di Babele. In questo senso Internet dunque è un luogo in cui è possibile accedere alla conoscenza. Anzi: in realtà è una sorta di grande unico testo di cui nessuno è l’autore, che si riferisce a se stesso e che è di fatto non esauribile.

Ma chi è oggi il protagonista di questa rete? Il mensile Time dedica ogni anno la sua copertina del mese di gennaio alla “persona dell’anno”. Nel gennaio 2007 al centro della copertina appariva un computer con il monitor argentato a specchio in modo da riflettere l’immagine del lettore. In basso compariva il titolo: You, cioè “Tu”, [Continua »]



Il sogno e l’incubo: Martin Luther King

Martin Luther King

C’è un’immagine che attraversa l’intera storia americana e che si è caricata negli anni della forza inarrestabile del simbolo. A coniarla, parafrasando l’evangelista Matteo (5,14), fu nel 1630 il leader puritano John Winthrop, appena sbarcato in America: “Noi saremo come una città sulla collina. Gli occhi di tutte le genti saranno su di noi”. C’è nella formula di Winthrop una sintesi perfetta degli ingredienti che si fonderanno nella retorica nazionale Usa: un mito di fondazione, una viva profezia, il senso della missione che avrebbe innervato il destino del Paese, la certezza della grazia operante nella storia, ma anche di un primato che sfocerà nelle teorizzazioni dell’eccezionalismo americano.

Significativamente Paolo Naso, docente di Scienza politica all’Università La Sapienza di Roma, ricorre a questa immagine per indagare l’intreccio tra la tradizione puritana e il movimento per i diritti civili negli Stati Uniti. L’intero protestantesimo americano – mostra infatti Naso – ha fatto continuamente ricorso alla visione della “città sulla collina”, fino a farne una [Continua »]


Gas-o-Line n° 79 Aprile 2008

Gas-o-lineCari Bombers, è stato pubblicato sul sito l’ultimo numero della e-zine di BombaCarta: il numero 79 di Gas-o-line, di Aprile 2008.

Lo trovate, come al solito insieme a tutti gli arretrati di Gas-o-line, nella pagina dedicata a Gas-o-line all’interno del sito: https://bombacarta.com/gas-o-line/.

Il numero del mese di aprile contiene le seguenti rubriche:

  1. Editoriale, di Antonio Spadaro
  2. Poesia, di Raffaele Ibba & Anna Maria Bonfiglio
  3. i Racconti del mese, di Manuela Perrone & Toni La Malfa
  4. BombaCarta di Targu Mures, di Veronica Buta
  5. Cose di BombaCarta – Novità di Aprile, di Livia Frigiotti
  6. Discussioni, a cura di Rosa Elisa Giangoia
  7. Il convegno di Reggio Calabria, a cura di Andrea Monda
  8. BombaVino, di Livia Frigiotti
  9. BombaBimbo, di Nancy Antonazzo & Maria Guglielmino
  10. Recensioni, a cura di Rosa Elisa Giangoia

Un saluto a tutti e buona lettura!


Prendersi cura

Sabato 10 maggio, alle ore 17 si tiene presso La Civiltà Cattolica (via di Porta Pinciana 1, Roma) una tavola rotonda sul tema La cura dell’uomo. Interventi di Teresa Gamucci, premio Bellisario per la ricerca medica – Mario Marazziti, pubblicista Comunità di Sant’Egidio – P. Francesco Occhetta S.I., sacerdote e giornalista. Modera P. Antonio Spadaro S.I.

Take CareChe cosa significa prendersi cura, curare, aver cura, curarsi di qualcuno o di qualcosa? Tutti questi termini fanno riferimento a una dimensione umana fondamentale che è quella della relazione.

Prendersi cura significa riconoscere che esiste altro da me e, anzi, che c’è un altro davanti a me. Ma non basta. Significa anche riconoscere che quell’altro mi interpella, mi chiede qualcosa, magari implicitamente. Se io mi prendo cura è perché in qualche modo avverto che l’altra persona per me è un appello vivente che sollecita e muove la mia capacità di agire, di pensare, di vivere.

Prendersi cura è avere un rapporto non dis-interessato… scoprire che tra me e gli altri c’è un inter-esse, c’è qualcosa. Io so che in realtà il mio successo in quanto persona passa attraverso la relazione. C’è un modo di intendere il nostro compito nel mondo che lo vede come far sì che gli altri stiano bene, rendere il mondo migliore. [Continua »]


Intervista a Sami Michael

Sami Michael è uno scrittore israeliano, anzi uno scrittore ebreo di cultura araba nato a Baghdad nel 1926 e fuggito in Israele nel 1948 dove ha imparato l’ebraico (non quello delle preghiere millenarie apprese da bambino in occasione delle festività tradizionali, ma quello parlato nel nuovo Stato) ed è diventato un autore di alcuni bellissimi romanzi (in Italia ne sono stati pubblicati due da Giuntina: Una tromba nello uadi e Victoria).Sami Michael incontrerà il pubblico italiano alla Fiera del Libro di Torino, domenica 11 maggio, ore 17:00, sala blu.

Iniziamo dal titolo del tuo ultimo romanzo pubblicato in Italia, Una tromba nello Uadi. Che cosa è lo Uadi?

Uadi è una parola araba che indica il corso di un fiume in cui l’acqua scorre solo durante la stagione delle piogge mentre nell’altra stagione invece si asciuga e diventa secco.

Però è anche il nome di un quartiere di Haifa…

E’ vero. Haifa è una città che è nata su una montagna però a quei tempi non c’erano mezzi di trasporto e allora le persone cercavano di abitare nei luoghi più bassi e non in cima alla montagna. Dunque 50-60 anni fa i vari quartieri di Haifa venivano chiamati a seconda dei Uadi. La caratteristica principale è che questo quartiere è abitato dal 95% di arabi, io sono nato in Iraq, ma [Continua »]