La poesia di Rowan Williams: la concretezza e il divino
La concretezza è una delle basi forti della poetica di Rowan Williams* (La dodicesima notte, Milano, Ancora, 2008), nel senso che lo sguardo rivolto alla materia della vita è un modo di discernere il mistero nell’infinita trama del finito, del concreto. Da questa concretezza sprizza il pensiero e l’intuizione, spesso del tutto lasciata al lettore che percepisce l’effetto di un’ispirazione così frastagliata, che dispone il testo a letture infinite e continue, ricorsive. Qual è il modello di questa concretezza? Cosa ispira visivamente la poesia di Williams?
Certamente il suo paesaggio gallese di origine. È questo il «correlativo oggettivo», per dirla con Eliot – al quale Williams comunque si inspira – dei suoi versi. La sua è un lingua ruvida (rough) come la brughiera, dura (hard) come la pietra asciutta (drystone), testarda (stubborn), tracimante (swelling) come i ruscelli (streams). [Continua »]
Anna Lissa, docente di Lingua e letteratura ebraica all’Università di Trieste, è autrice di un bellissimo libro sulla letteratura israeliana: “Quando lo spazio si fa tempo. Rappresentazioni di Gerusalemme nella letteratura israeliana. David Shahar e Abraham B. Yehoshua” (Il nuovo Melangolo). La professoressa Lissa ha risposto ad alcune domande.
A Mantova la lettura è “cominciata”. L’evento annuale che per tutto il mese di febbraio riunisce tutta la città attorno ad un libro – e che si chiama appunto 
In Dacia gentium conventui eram et, die feriato, duo Universitatis eius loci studiorum magistri tres nostrum per voluptatis causa peregrinatione regiones quibus nomina nunc Sibiu et Sighisoara sunt ducebant. Mecum italico collega in regione quae nunc Australia dicta est nata et collega Hispanus erant.
Cari Bombers, è stato pubblicato sul sito il nuovo numero della e-zine di BombaCarta: il numero 75 di Gas-o-line.
Mi trovavo in Romania per un convegno internazionale e, durante un giorno di riposo, due professori della locale Università stavano guidando tre di noi in un giro turistico per Sibiu e Sighisoara. Eravamo: una collega australiana, un collega spagnolo e un italiano, il sottoscritto. Una bella gita, davvero. Passeggiando con la collega australiana parlavo, e non mi ricordo bene perchè, delle radici, così siamo passati a parlare delle nostre radici.