La “fundadora” e la padella

La mia cucina è un open space. No, non è un grande ambiente in cui si vive, si comunica, è proprio ed esclusivamente. uno spazio aperto. È proprio l’unico e singolo, seppure vario nei continenti, spazio in cui io abbia vissuto l’esperienza del passare dal crudo al cotto, dall’elaborazione della mente trasferita all’abilità delle mani e trapassata a quella della fiamma e dell’acqua, per poi passare alla godibilità orale e nutrizionale mia e degli amici. Il sapore antico del fuoco che crepita, della brace che arde, mi scorta, mentre quello della fiamma del gas o del forno caldo mi è estranea. Il mio eco di odore è ben altro, non ero simile infatti, come ben canta Gabriela Mistral, alla donna evangelica: Marta faceva pani/per nutrire Cristo affamato.

Non sono vissuta nell’era della pietra, insieme con i cavernicoli e la mia casa paterna non era un antro, ma in cucina non mettevo mano. Non sono proprio come Fanis che, in cucina, era re, regista e consumatore e vi leggeva la sua vita intera. Tuttavia, seduta sull’erba o sulle rocce, ho assaporare me stessa come cuoca e come ospite, ho strappato l’occhio del montone con la mano destra e lo ho offerto all’ospite, talvolta metaforicamente, perché gli europei con l’occhio del montone poco si ritrovano in sintonia! So però che cosa significhi usare lo spiedo di granata per l’agnello di Pesach, e so legarlo, secondo la grande tradizione talmudica, con il muso come se fosse un elmo e con lo spiedo che lo trapassa a croce. Grande intuizione che si apre ai tempi messianici? L’arte culinaria che mi ha educato conosce gli antichi riti orientali e mitteleuropei, in cui la vita è insieme tessitura e tappeto e il simbolo è un precedere il desiderio. Le spezie odorose, coltivate in giardino e nella serra d’inverno, fornivano costantemente il pizzico che distingueva un comune pasto ammanito dagli “altri”, da un pasto pensato e preparato da “noi”. Allora, nella veranda attigua alla cucina, troneggiava una pianta di peperoncino che si saccheggiava con cautela ed accortezza perché potesse donare il suo sapore sempre e in continuità. La cannella permeava l’ambiente e il kren era sempre ben conservato per essere grattugiato e sparso con sapiente abilità sui cibi. Imperavano i grandi vasi di vetro con i succosi frutti sigillati nell’alcool che osservavo conservarsi per le giornate di inverno; i funghi messi a decantare nell’olio d’oliva, come le essenze odorose che avrebbero lenito i nostri acciacchi. Teresa di Gesù non ha saltato a piedi pari, come è capitato a me, quella grande fase di vita nella cucina, presso il fuoco, che diventa oblazione perché gli altri, in poco tempo, distruggano il lavoro e la fatica di intense ore. Servizio pluriquotidiano donato alla vita, a quel vivere elementare che però, qualora venisse a mancare impedirebbe le tanto predilette letture, i lunghi tempi spesi allo strumento o alla dolcezza dell’immersione nella natura. Non è una leggenda o un pio fioretto, Teresa si trovava nella cucina dell’Encarnación di Avila, oggi ritrovata e che si può visitare, e stava preparando per le sue “figlie e sorelle” il pasto: una semplice frittata. Lei, la dona Teresa de Ahumada y Cepeda, la grande Fundadora, messasi a servire nel più umile ma nel più indispensabile dei servizi: cuoca e sguattera. Ebbene Teresa, impugnando la padella e ponendola sulla fiamma, fu colta dall’estasi e fu rapita. Non mollò la padella da accorta massaia. Chissà se mai sarò invitata a condividere la mensa in una cucina in cui la donna padrona e serva mi offra la frittata di Teresa e il pane di Marta?


Sabato 13 ottobre ore 10.00-17.00 – Officina a Roma!

Prima Officina di espressioni 2007-’08
Sabato 13 ottobre ore 10.00-17.00
Istituto Massimo, via Massimiliano Massimo, 7 Roma-Eur

Tema dell’anno: A M B I E N T I

Tema dell’incontro: LA CUCINA

Che cos’è? L’incontro di Officina è l’appuntamento principale di Bombacarta-Roma.

Officina è un workshop tematico gestito in forma di seminario tra espressione scritta, visuale e musicale. Gli incontri mirano alla formazione personale e svolgono un ampio tema annuale che ha le caratteristiche del percorso critico. Coordina l’incontro Antonio Spadaro

Dov’è? Il workshop si tiene dalle ore 10.00 alle 17.00 presso l’ Istituto Massimo di Roma in via Massimiliano Massimo, 7. Per arrivarci occorre scendere alla fermata Eur-Palasport della linea B della Metro e raggiungere viale Europa. Salire la grande scalinata fino in cima e quindi girare a sinistra e proseguire fino a raggiungere la grande cancellata bianca dell’Istituto. Dalla fermata della Metro 12 min. ca.)

L’accesso è libero e la partecipazione è gratuita

officina


BombaCarta a Casa delle Letterature

Casa delle Letterature e BombaCarta
Laboratori di lettura e scrittura

Lunedì 15 ottobre BombaCarta inaugura il primo dei laboratori organizzati in collaborazione con La Casa delle Letterature del Comune di Roma. L’ingresso è gratuito e aperto a tutti, è consigliata l’iscrizione! Sono previsti:

LABORATORI DI SCRITTURA ESPRESSIVA
Ogni lunedì dalle 17.00 alle 19.00 a partire dal 15 ottobre
Responsabile: Stas’ Gawronski

LABORATORI DI LETTURA
Ogni mercoledì dalle 17.00 alle 19.00 a partire dal 24 ottobre
Responsabile: Saverio Simonelli

LABORATORI DI LETTURA SUL
RACCONTO ITALIANO DEL NOVECENTO

In collaborazione con la rivista Nuovi Argomenti
Ogni venerdì dalle 18.00 alle 20.00 a partire dal 26 ottobre
Responsabile: Michela Carpi

Dove: Casa delle Letterature, Piazza dell’Orologio 3, Roma
Per iscrizioni: 06-68136959


Pino Roveredo. Un pugno in faccia ai "maudit"

pino roveredoLa voce di Roveredo è calma e ferma, dice concisamente quanto gli viene chiesto, poi tace, in attesa della domanda successiva. Non interrompe, non chiede chiarificazioni. Dice spesso «ripeto», come temesse di aver usato troppe parole. Ma non è né freddo né austero: è il primo intervistato che, dopo 12 minuti che ci conosciamo, mi saluta con «Un abbraccio». Le sue parole hanno peso, ecco tutto. Così anche Caracreatura (Bompiani, 2007, pagg. 246, euro 15,50): non è un romanzo, è un parto. C’è dentro amore tangibile come placenta, lancinante come un grido di doglie. C’è molto dolore, ma è dolore prezioso, che ha senso, e serve. Caracreatura è un romanzo dedicato a «tutte le donne madonne, che con le loro lacrime, muscoli, sospiri, sogni, preghiere, sputi, sangue, angosce, passione, sudore, tempo, cuore, amore, amore, amore, amore e ancora amore mi hanno insegnato a essere madre». [Continua »]


L’ambiente ovvero l’«abito di essere»

Quest’anno BombaCarta si occuperà di ambiente.

Che cosa avete capito? Probabilmente che BC si occuperà di questioni ecologiche. E invece no. O meglio, magari anche di quelle, ma la nostra intenzione è di occuparci degli ambienti in cui l’uomo (cioè ciascuno di noi) vive. L’uomo, proprio perché è uomo, vive sempre in un “ambiente”, cioè in un contesto col quale è in relazione esplicita o implicita. Così ogni essere vivente, forse anche ogni cosa. [Continua »]


La poesia di Elena Bono

Elena BonoÈ appena uscita la raccolta completa della produzione poetica di Elena Bono (Elena Bono, Poesie – Opera Omnia, Le Mani, Recco 2007, € 20), che ci dà la possibilità di percorrere il lungo e ricco itinerario creativo di questa scrittrice a cui noi guardiamo con interesse e ammirazione. Per invitare tutti alla lettura propongo la lirica che chiude la raccolta e una scheda d’analisi di Elio Andriuoli.

QUEL TULIPANO GIALLO
Quel tulipano giallo nell’aria senza vento
Vinto dalla calura reclina il capo
E piano piano s’addormenta senza paura.
Il tulipano d’oro non lo sa
Che non si sveglierà mai più.

[Continua »]