Il ritorno a casa del Boss

Bruce Springsteen“Non puoi dormire la notte/ non puoi sognare i tuoi sogni”, canta Bruce Springsteen in Your own worst enemy, quarta traccia di Magic. Mettiamo da parte per un attimo il nuovo lavoro, e tuffiamoci nel passato. C’è un uomo che conosce la stessa esclusione dal sogno, e con la stessa radicalità. “Dormii il sogno dei morti”, dice il protagonista di Highway 29. Un uomo e una donna, un motel, una rapina, sangue ovunque, una fuga da casa, un’auto che sfreccia nel deserto, che taglia il confine fino all’urto finale, quello con la morte: “la strada era piena di vetri rotti e benzina/ lei non diceva nulla era solo un sogno/ il vento entrava senza far rumore dal parabrezza/ tutto quello che vedevo era cielo e neve e pini/ chiusi gli occhi e correvo/ chiusi gli occhi e volavo”. Anche l’uomo di Straight Time è tornato in una casa, la sua casa, tra la moglie (che lo segue con la coda degli occhi) e i suoi figli, con la vertigine dell’illegalità che ancora lo risucchia e lo alletta. La casa come una trappola, la trappola della stabilità (Hungry heart, Stolen car, tutte cronache di fughe senza ritorno). Per l’uomo di Straight time il sonno è invece l’unica via di fuga “quando poggia la testa su un cuscino/ e va alla deriva in terre straniere”. [Continua »]


Spiro Scimone. Due persone e una cucina

“Nunzio”, l’opera prima di Spiro Scimone apre il cartellone della sala Laudamo a Messina.

Non c’è una storia da raccontare, solo due persone e una cucina. La cucina non è un ambiente, è una relazione. Non è neanche una storia, sono tante storie, che si intrecciano, danno vita e confluiscono in un’altra storia, senza fine. Così Spiro Scimone ha immaginato i suoi due personaggi, Pino (lo stesso Scimone) e Nunzio (Francesco Sframeli), raccolti in questo spazio, seduti ad un tavolo tra una cucina, un frigorifero e un lavandino. Un mondo a parte, all’interno del quale conta solo la relazione, un sicario può essere un brav’uomo e un [Continua »]


Abitare l’imperfezione – Wittgenstein

wittVi è mai capitato di sentir parlare in continuazione di un film e di non riuscire mai a vederlo? Ecco, per me “Wittgenstein” è uno di questi film. Ieri, però, mentre mi trovavo in biblioteca, ho visto un libro di cui le altre volte non mi ero accorta: “Giustizia e comunità” di Antonella Besussi. Sfogliandolo ho trovato questa citazione, a dir poco insolita per un libro di politica:

Lascia che ti racconti una piccola storia. C’era una volta un giovane che sognava di ridurre il mondo a pura logica. Dal momento che era un giovane intelligente, ci riuscì davvero. E quando ebbe finito la sua opera, fece un passo indietro per ammirarla. Era meravigliosa. Un mondo purgato dall’imperfezione e dall’indeterminatezza. Infiniti acri di ghiaccio luccicante esteso all’orizzonte.

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Leggere un libro con gli occhi di un altro

Un amico, sentendo parlare del nostro laboratorio di lettura, ha reagito come se gli avessero chiesto di togliersi le scarpe e camminare in mezzo alla strada con i calzini bucati: infastidito e a disagio.

Bookshop“La lettura è un fatto intimo, privato, personale”, mi ha detto, “posso leggere un brano che mi piace solo a qualcuno che conosco molto bene, a un amico… e quando lo faccio, quando addirittura “scelgo” un brano all’interno di un romanzo, inevitabilmente rivelo anche qualcosa di me… non è qualcosa che si può spartire con chiunque. Per la musica è diverso, è normale far ascoltare un pezzo… per i libri no”. [Continua »]


Brina Svit finalmente in italiano

Viene finalmente tradotto anche in Italia un romanzo di Brina Svit, scrittrice a cavallo tra due lingue: nel suo caso lo sloveno e il francese.

Brina Svit, "Morte di una primadonna slovena"

Brina Svit, "Morte di una primadonna slovena"

Brina Švigelj Mérat, nata a Lubiana nel 1954, vive a Parigi dal 1980. I suoi romanzi, tradotti in francese, inglese, tedesco, greco e spagnolo hanno avuto immediato successo e dal 2005 scrive anche in francese (è pubblicata da Gallimard). [Continua »]


Raccontarsi nella professione

Ho letto sul Corriere un bellissimo articolo intervista a Roald-Hoffmann Nobel per la chimica e poeta, sceneggiatore e scrittore di successo. Ma a noi, uomini e donne d’azienda, di banca, consulenti non ci avevano insegnato che più stavamo concentrati sul “nostro lavoro” più facevamo carriera? Che dovevamo formarci un po’ a senso unico per diventare degli eccezionali manager capaci di creare e gestire aziende ed operazioni di successo?

Per fortuna a me non hanno insegnato così…anche se ci hanno provato… La mia esperienza personale (così come quella di tanti di noi) è alquanto singolare perché il mio mestiere, il marketing (quello vero, quello strategico) io non [Continua »]


La città di Daniel Libeskind

In vista della

Officina romana di BombaCarta del prossimo 10 novembre

dedicata alla CITTA’

vi propongo di vedere la puntata di CultBook dedicata a Daniel Libeskind, l’architetto che ha costruito il Museo Ebraico di Berlino e che nel 2003 ha vinto la gara per la ricostruzione di Ground Zero con il parere favorevole dei cittadini di New York al suo progetto. [Continua »]