Rosso infuocato sasso
Leggere la poesia di Karol Wojtyła significa compiere un percorso che coinvolge pienamente l’esistenza a livello estetico ed emozionale fino a toccare le corde più profonde del significato dell’esperienza umana. Ho cercato di mostrarlo nel mio saggio Nella melodia della Terra. La poesia di Karol Wojtyła (Jaca Book 2006). Egli è accomunato dalla data di nascita a poeti noti al pubblico italiano quali Czesław Miłosz, Wisława Szymborska e Tadeusz Różewicz: poeti nati agli inizi degli anni Venti, che hanno dovuto fare i conti prima con l’invasione tedesca e poi con l’occupazione sovietica. Wojtyła, però, a differenza degli altri ha vissuto la sua poesia quasi in silenzio, sempre più assorbito dalla sua scelta sacerdotale e poi dalle crescenti responsabilità pastorali. Pubblicò le sue opere con riluttanza e sotto pseudonimo, che rimase segreto fino alla sua elezione al pontificato nel 1978. Ma poesia e vocazione per lui vivono sempre di un legame nascosto, forse, ma vivo: «il sacerdozio è un sacramento e una vocazione, mentre lo scrivere poesia è una funzione del talento; ma è anche il talento che determina la vocazione», scrisse nel ’71. [Continua »]
“Non puoi dormire la notte/ non puoi sognare i tuoi sogni”, canta Bruce Springsteen in Your own worst enemy, quarta traccia di Magic. Mettiamo da parte per un attimo il nuovo lavoro, e tuffiamoci nel passato. C’è un uomo che conosce la stessa esclusione dal sogno, e con la stessa radicalità. “Dormii il sogno dei morti”, dice il protagonista di Highway 29. Un uomo e una donna, un motel, una rapina, sangue ovunque, una fuga da casa, un’auto che sfreccia nel deserto, che taglia il confine fino all’urto finale, quello con la morte: “la strada era piena di vetri rotti e benzina/ lei non diceva nulla era solo un sogno/ il vento entrava senza far rumore dal parabrezza/ tutto quello che vedevo era cielo e neve e pini/ chiusi gli occhi e correvo/ chiusi gli occhi e volavo”. Anche l’uomo di Straight Time è tornato in una casa, la sua casa, tra la moglie (che lo segue con la coda degli occhi) e i suoi figli, con la vertigine dell’illegalità che ancora lo risucchia e lo alletta. La casa come una trappola, la trappola della stabilità (Hungry heart, Stolen car, tutte cronache di fughe senza ritorno). Per l’uomo di Straight time il sonno è invece l’unica via di fuga “quando poggia la testa su un cuscino/ e va alla deriva in terre straniere”.
“Nunzio”, l’opera prima di Spiro Scimone apre il cartellone della sala Laudamo a Messina.
Vi è mai capitato di sentir parlare in continuazione di un film e di non riuscire mai a vederlo? Ecco, per me “
“La lettura è un fatto intimo, privato, personale”, mi ha detto, “posso leggere un brano che mi piace solo a qualcuno che conosco molto bene, a un amico… e quando lo faccio, quando addirittura “scelgo” un brano all’interno di un romanzo, inevitabilmente rivelo anche qualcosa di me… non è qualcosa che si può spartire con chiunque. Per la musica è diverso, è normale far ascoltare un pezzo… per i libri no”. 
Ho letto sul Corriere un bellissimo articolo intervista a Roald-Hoffmann Nobel per la chimica e poeta, sceneggiatore e scrittore di successo. Ma a noi, uomini e donne d’azienda, di banca, consulenti non ci avevano insegnato che più stavamo concentrati sul “nostro lavoro” più facevamo carriera? Che dovevamo formarci un po’ a senso unico per diventare degli eccezionali manager capaci di creare e gestire aziende ed operazioni di successo?