The Elisabeth Show
Capita di comprare un libro perché attratti dalla copertina; a volte si ascolta il consiglio di un amico o si dà fiducia ad un autore già apprezzato in passato; accade pure che un esordiente, classe 1982, monopolizzi per qualche settimana l’attenzione di blog letterari e stampa cartacea, al punto da voler maturare una propria opinione. La novità si chiama Paolo Sortino; il romanzo, pubblicato da Einaudi, risponde al nome di Elisabeth e sul libro si sono già espressi fior fiore di giornalisti e scrittori (Giorgio Vasta sul Manifesto, Walter Siti su La Stampa, Chiara Valerio su Nazione Indiana, etc…). Tutti d’accordo, ed io con loro, nell’esaltare lo stile del giovane Sortino: ciò che sorprende non è tanto la padronanza dello strumento narrativo, quanto piuttosto la costruzione di un linguaggio capace di reggere il confronto con il dramma messo in scena. Se a ogni porta non corrispondeva più una sola chiave, di certo occorreva cercarne una speciale che le aprisse tutte; un grimaldello che soverchiasse la regola, capace di scardinare tutti i passaggi della comprensione. Ecco, sono riuscito a scrivere dieci righe senza fare accenno alcuno alla trama … ma quando il racconto “accarezza” fatti realmente accaduti, parlare di trama forse diventa fuori luogo.
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Librarsi. E’ uno dei nomi selezionati per il nostro gruppo di lettura. Io voterò per questo. Ho girellato su Google e ho capito che non è la prima volta che questo verbo viene usato allo scopo, pazienza per la mancanza di originalità, e poi non so ancora se sarà il più votato. Ma mi piace. Leggo dal dizionario: librarsi, mantenersi sospeso in aria. A mio avviso sì, ci si sospende in aria quando si legge un libro, e – secondo Coleridge – si sospende anche la propria incredulità. La sospensione non significa perdita dei contatti con il mondo, il mondo è sotto di noi, siamo temporaneamente sopra di esso e abbiamo una visuale privilegiata, come la cima di una montagna che è visibile da grandi distanze e non dalla sua valle più vicina. E non significa nemmeno fuga, evasione, perché a terra torneremo arricchiti dalla lettura, sperando di “cadere con stile”(vedi toy story).
