Il volto incompiuto di Flannery O’Connor

FlanneryA cura di Antonio Spadaro è di recente è stata pubblicata dalla casa editrice Rizzoli una raccolta di testi inediti di Flannery O’Connor, tradotti da Andrew Rutt e Elena Buia. Curatori e traduttori, insieme al poeta e critico Davide Rondoni presenteranno la raccolta (il titolo, significativo, è Il volto incompiuto) venerdì prossimo 20 maggio, alle ore 21, presso il centro culturale-pub GP2 in vicolo del grottino 3/B, vicino a via del Corso a Roma.

Flannery O’Connor è una scrittrice “fondamentale” per BombaCarta, morta a soli 39 anni, ha “prodotto” pochi titoli (per lo più racconti, saggi, articoli e due romanzi) ma pur non avendo avuto figli naturali la sua “maternità” si stende ad ampio raggio fino ad oggi: suoi ammiratori e suoi “figli” possono essere considerati autori e artisti molto diversi come Bruce Springsteen, John Huston e Luca Doninelli, Nick Cave e Quentin Tarantino. La sua prosa tagliente, il suo spirito paradossale, il gusto per il grottesco fanno di questa singolarissima figura di scrittrice un punto di riferimento per chi sa che nello scrivere convivono “mestiere” e “mistero”, il Male e la Grazia, la dannazione e la redenzione perchè scrivere non è qualcosa di “carino”, ma è tentare di rispondere a una domanda che affonda le radici nel più profondo dell’animo umano. Per saperne di più basta partecipare alla presentazione di venerdì 20 (magari pre-iscrivendosi al pub GP2 al seguente sito www.acli.it ).


I Seminario di BombaCarta – G.K.Chesterton

Il prossimo martedì 17 maggio si terrà presso la sede de La Civiltà Cattolica il I seminario organizzato da BombaCarta. Negli auspici degli organizzatori questo sarà il primo di una serie di incontri, almeno due all’anno, dedicati interamente alla figura di uno scrittore/artista. Ci sono alcuni scrittori che, più di altri, sono “di casa” dentro BombaCarta, assumendo il ruolo di punto di riferimento e di ispiratore ; vale la pena quindi di presentare, con l’aiuto di alcuni “esperti” (interni ed esterni a BombaCarta) la figura e l’opera di questi autori. Si comincia martedì 17 maggio alle ore 15 con G.K.Chesterton, scrittore inglese, genio multiforme, scomparso nel 1936 di cui, negli ultimi anni, si assiste ad un revival editoriale. Chesterton, ovvero la meraviglia, la vita come avventura che suscita continua sorpresa e umile gratitudine.. se ne volete sapere di più, basta esserci (al convegno del 17 maggio). Non c’è gioia maggiore di quella del puro “esserci”, perchè, come ricordava Borges citando il suo maestro inglese: “Tutto passerà, resterà solo lo stupore, lo stupore per le cose quotidiane”.


Moby Dick / 2 – I messaggeri dell’Imperscrutabile

(La prima parte QUI)

«Per produrre un libro grandioso – scrive Herman Melville – si dovrà scegliere un tema grandioso». Secondo lo scrittore newyorkese la balena è il tema più ampio possibile, eppure, nonostante dia il titolo all’opera, Moby Dick balenerà fuori dalle onde soltanto nelle ultime pagine, in un’epifania fulminea e rovinosa. Se ne contempla la possanza attoniti e smarriti, come un uomo che apra gli occhi giusto in tempo per vedersi piombare addosso un treno. Di YHWH si possono vedere solo le spalle, della balena infuriata soltanto la coda. [Continua »]


70 volte Bob

Il prossimo 24 maggio il signor Robert Allen Zimmerman di Duluth (Minnesota) compirà 70 anni. Su Bob Dylan sono state dette tante cose. C’è chi ha messo in luce le sue radici poetiche, Rimbaud e Whitman in primis (il titolo del suo ultimo album, Together Trough Life, è tratto da un verso di zio Walt), chi quelle ebraiche (togliere la Bibbia dalle liriche di Dylan equivale ad annichilirle), chi la forza dirompente dei suoi versi nei primi anni ’60 (Allen Ginsberg disse “ha messo la poesia nel juke-box”), chi il ruolo di guida (“Dylan mostra la strada”, John Lennon), chi ha sottolineato la sua contraddittorietà, le tante maschere che sembra di continuo indossare, chi la sua capacità di convivere con il proprio ingombrante mito. Nel giorno del suo 70° compleanno anche BombaCarta vuole raccontare un po’ questo strano tipo, tra Chaplin, James Dean e Woody Allen, un dinosauro del rock ancora giovane e sempre “on stage” da cui tutti hanno attinto, da Springsteen fino a Luciano Ligabue (che lo ha definito “lo zio di tutti”).

Se ne parlerà al pub GP2 a Roma, un locale intitolato a Giovanni Paolo II, il Papa che divenne per una sera (il 30 settembre 1997) un improvvisato ed acuto “esegeta” della più famosa canzone di Dylan, Blowin’ in the wind affermando che quel vento in cui soffia la risposta è lo Spirito. Ecco forse Dylan è un uomo delle domande (che costellano i suoi versi) più che delle risposte, come scrive Silvano Fausti: “Amo le persone che fanno domande e non hanno risposte sempre pronte“. La risposta di Dylan, come quella che ha incontrato il profeta Elia sul monte Oreb, soffia nel mormorio di un vento sottile. Ci lasceremo agitare dal dolce vento del buon vecchio Bob, tutti insieme, soffiando sulle sue 70 candeline il prossimo 24 maggio, segnatevi la data.



Il Convegno di Reggio Calabria / 05 – Colpi di grazia

Francis Bacon, Ritratto di Lucien Freud. Volto in sfacelo o... under costruction

Ritratto di Lucien Freud. Volto in sfacelo o... under costruction?

Francamente non so se Flannery O’Connor leggesse poesia. Ho il sospetto di no. Dovremmo chiederlo ad Antonio Spadaro, curatore del volume Il volto incompiuto (BUR), una raccolta di saggi, recensioni e lettere della scrittrice statunitense ancora inediti nel nostro Paese. Di male, nella sua narrativa, ce n’è abbastanza da stendere al suolo un cavallo, e il bene che appare dichiaratamente come tale raro, impensato, improbabile, ma formidabilmente concentrato, come un candelotto di dinamite. Se il libro di Andrea ci ha descritto un misterioso ordine d’intreccio e le pagine di Rosa aprono alla massima libertà espressiva, i testi della O’Connor riescono a combinare intreccio e improvviso in maniera strabiliante. I suoi personaggi – spiega Antonio – sono allineati al principio di tutte le loro possibilità e pertanto sono radicalmente liberi nelle loro azioni; in questo modo viene spezzato lo schema abituale per cui il buono fa cose buone e il cattivo le cattive. Qui, al contrario, il gesto di salvezza può venire anche da un uomo malvagio e la “brava persona” può infliggere e infliggersi – letteralmente – il “colpo di grazia”. [Continua »]


Il Convegno di Reggio Calabria / 04 – La poesia… salva?

A proposito di arazzi rovesciati e trame nascoste… c’è una poesia di Czeslaw Miłosz, intitolata Il senso, che ci collega perfettamente alla seconda presentazione (R. Giangoia, Appunti di poesia, Fara):

– Quando morirò vedrò la fodera del mondo.
L’altra parte, dietro l’uccello, la montagna, il tramonto.
Il vero significato che vorrà essere letto.
Ciò ch’era inconciliabile si concilierà.
E sarà compreso ciò ch’era incomprensibile.

– Ma se non c’è una fodera del mondo?
se il tordo sul ramo non è affatto un segno
ma solo un tordo sul ramo, se il giorno e la notte
si susseguono senza badare a un senso
e non c’è nulla sulla terra, oltre questa terra?

Se così fosse, resterebbe ancora la parola
suscitata una volta da effimere labbra,
che corre e corre, messaggero instancabile,
nei campi interstellati, nei vortici galattici
e protesta, chiama, grida. [Continua »]