I Seminario di BombaCarta – G.K.Chesterton
Il prossimo martedì 17 maggio si terrà presso la sede de La Civiltà Cattolica il I seminario organizzato da BombaCarta. Negli auspici degli organizzatori questo sarà il primo di una serie di incontri, almeno due all’anno, dedicati interamente alla figura di uno scrittore/artista. Ci sono alcuni scrittori che, più di altri, sono “di casa” dentro BombaCarta, assumendo il ruolo di punto di riferimento e di ispiratore ; vale la pena quindi di presentare, con l’aiuto di alcuni “esperti” (interni ed esterni a BombaCarta) la figura e l’opera di questi autori. Si comincia martedì 17 maggio alle ore 15 con G.K.Chesterton, scrittore inglese, genio multiforme, scomparso nel 1936 di cui, negli ultimi anni, si assiste ad un revival editoriale. Chesterton, ovvero la meraviglia, la vita come avventura che suscita continua sorpresa e umile gratitudine.. se ne volete sapere di più, basta esserci (al convegno del 17 maggio). Non c’è gioia maggiore di quella del puro “esserci”, perchè, come ricordava Borges citando il suo maestro inglese: “Tutto passerà, resterà solo lo stupore, lo stupore per le cose quotidiane”.

Il prossimo 24 maggio il signor Robert Allen Zimmerman di Duluth (Minnesota) compirà 70 anni. Su Bob Dylan sono state dette tante cose. C’è chi ha messo in luce le sue radici poetiche, Rimbaud e Whitman in primis (il titolo del suo ultimo album, Together Trough Life, è tratto da un verso di zio Walt), chi quelle ebraiche (togliere la Bibbia dalle liriche di Dylan equivale ad annichilirle), chi la forza dirompente dei suoi versi nei primi anni ’60 (Allen Ginsberg disse “ha messo la poesia nel juke-box”), chi il ruolo di guida (“Dylan mostra la strada”, John Lennon), chi ha sottolineato la sua contraddittorietà, le tante maschere che sembra di continuo indossare, chi la sua capacità di convivere con il proprio ingombrante mito. Nel giorno del suo 70° compleanno anche BombaCarta vuole raccontare un po’ questo strano tipo, tra Chaplin, James Dean e Woody Allen, un dinosauro del rock ancora giovane e sempre “on stage” da cui tutti hanno attinto, da Springsteen fino a Luciano Ligabue (che lo ha definito “lo zio di tutti”).
A proposito di arazzi rovesciati e trame nascoste… c’è una poesia di Czeslaw Miłosz, intitolata Il senso, che ci collega perfettamente alla seconda presentazione (
In genere le presentazioni di libri ai convegni sono un po’ come il prezzemolo: tappabuchi garbati, spezie colorate che non decidono del sapore della pietanza principale. Non è stato il caso del convegno di Reggio Calabria: i tre titoli presentati – uno per giornata – si sono richiamati tra loro in una maniera davvero sorprendente. A partire dai titoli: il rovescio, gli appunti, l’incompiuto… tre parole che dicono parzialità, “work in progress”. E poi i temi affrontati. Il male e la poesia, come due frecce convergenti a indicare lo stesso punto: il mistero di un’incompletezza universale che non si lascia zittire. Una triangolazione eminentemente baudelairiana.