La porta spalancata
A volte, sull’orlo della notte, si rimane sospesi
e non si muore. Si rimane dentro un solo respiro,
a lungo, nel giorno mai compiuto, si vede
la porta spalancata da un grido. La mano feriva
con una precisione vicina alla dolcezza. Così
si trascorre dal primo sangue fino a qui,
fino agli attimi che tornano a capire e restano
imperfetti e interrogati.
In questi primi versi di Quell’andarsene nel buio dei cortili, la nuova raccolta di Milo De Angelis, si viene subito condotti in un luogo e in un tempo precisi. Siamo su una soglia, sull’orlo della notte, sospesi […] nel giorno mai compiuto. È la consapevolezza di questa incompiutezza dell’essere la prima risorsa? E’ nel rimanere saldi e vigili in questa precaria sospensione l’occasione propizia? E’ nell’inesprimibile gemito per questa ferita originaria ancora non guarita, dal primo sangue fino a qui, che la poesia vede un nuovo inizio, una porta spalancata da un grido?

Cari amici, e così siamo arrivati a 1000! 1000 articoli sono stati pubblicati sul blog di BombaCarta: 1000 idee, 1000 suggestioni, 1000 immagini, 1000 domande e 1000 attese. BombaCarta è questo: un’amicizia che genera idee, spunti di riflessione, meditazioni e immagini, scelte.
È in corso una telefonata. Pronto! Chi? / Mi ripeta. Ma in che lingua ha parlato? No, non è lei, non è la persona che vogliamo che risponda. Non è la persona che aspettavamo ci rispondesse. Quante volte ci è accaduto? Almeno qualche volta. Abbiamo sbagliato numero. L’automatismo, quello per cui al nostro “Pronto” risponde un “Ciao” ben noto, è infranto in questi versi di
Che cosa significa “attendere”? Aspettiamo qualcosa o qualcuno? Conosciamo l’identità di ciò che attendiamo? E quali sono gli atteggiamenti esteriori e interiori di colui che attende? L’antologia Nell’ombra accesa (Ancora 2010, pp. 125, € 13) offre un percorso attraverso cinquanta poesie per tematizzare questi interrogativi. Magari gustandosi una manciata di versi ogni giorno, rileggendoli più e più volte, lasciandoli depositare dentro di sé. Un invito a innervare le prossime settimane con il presentimento e la tensione caratteristici della grande Festa della Venuta. Breviario poetico di Natale è infatti il sottotitolo di questa raccolta, curata dal gesuita Antonio Spadaro e concepita come un percorso di gestazione: dal buio del grembo all’annuncio della nascita fino alla visione del nascituro.