BombaBibbia Report (11/2010)
Il secondo incontro di BombaBibbia si apre con un invito alla ricerca della Sapienza… o meglio, una vera e propria battuta di caccia. Siracide 14,20-27 parla infatti di appostamenti, di piste da fiutare, di squarci da spiare: la Sapienza sfugge come una bestia selvatica, forse perché è qualcosa di affine all’istinto naturale dell’animale braccato. Una cosa è certa: non la si cattura aspettando che ci cada tra le braccia.
Dalla caccia passiamo all’agricoltura: il così detto “piccolo Credo” di Deuteronomio 26,1-11 invita ad accompagnare l’offerta delle primizie con una attestazione legale («Io dichiaro oggi al Signore tuo Dio che sono entrato nel paese che il Signore ha giurato ai nostri padri di darci») e una ricapitolazione della propria storia: «Mio padre era un Arameo errante; scese in Egitto, vi stette come un forestiero…». La forza del Signore viene descritta con espressionismo pittorico – «con mano potente e braccio teso» – un gesto imperioso, michelangiolesco, ma anche cubista: non descrive un’azione precisa, ma suggerisce accostando due forme in tensione (mano/braccio). [Continua »]

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“Odo augelli far festa”… chi di noi non ricorda il più che celebre verso leopardiano de “La quiete dopo la tempesta”? A tal punto che ci suona un po’ ridicolo, soprattutto per l’uso del termine “augello” che ci fa ridere. Ma se ci fermiamo un istante a comporre l’immagine che questo verso dipinge non faremo fatica a perderci in essa… io ho sempre immaginato un coro di usignoli che cinguettano all’impazzata. Il loro cinguettare sonoro e corale dice il senso di un festeggiamento. Avete mai visto persone festeggiare in silenzio?
Adam Zagajewski, uno dei maggiori poeti polacchi viventi e vincitore del Premio Europeo di Poesia 2010, ha definito l’ispirazione come «un certo stato mentale, eccezionale e straordinario», che è in qualche modo necessario «perché sembra che ci innalzi al di sopra della meschina rete empirica delle circostanze che forma il nostro destino e il nostro limite. Ci innalza al di sopra del quotidiano, cosicché possiamo scrutare il mondo attentamente e ardentemente». Se «non ci libera completamente da questi limiti empirici», d’altra parte «sembra offrire, a coloro che sono in grado di accoglierla, la possibilità di un certo avanzamento, una certa forma di levitazione, invisibile e meramente interiore. A volte il processo creativo la arricchisce di una forma più perfetta, e di un maggiore potere intellettuale».