Il mio “no” alla letteratura elettronica

Non posso più far finta di nulla: il libro elettronico è arrivato e si presenta come una reale e succulenta alternativa a quello cartaceo. La ricchezza e la semplicità d’uso degli ultimi dispositivi rendono gli eBook un’insidia concreta per le abitudini del lettore tradizionale.

E io che faccio? In quanto lettore, scrittore e coordinatore di un laboratorio di lettura, sento di dover prendere una posizione.

I motivi per cedere alla tentazione sarebbero molti: sono circondato da iPad e ho potuto verificare con i miei occhi come garantiscano un’esperienza di lettura di assoluto comfort; mia moglie ha già lasciato intendere che il numero dei libri ammessi in casa sarà contingentato per ragioni di evidenza geometrica; sono allergico agli acari della polvere. Inoltre non ho mai nutrito un attaccamento feticistico all’oggetto libro. E vogliamo parlare di quanto a cuore mi stiano gli alberi?

Se ciò non bastasse, la lettura è soltanto una delle esperienze secondarie a cui accedere per mezzo di queste benamate tavolette: sfiorando un cristallo con le dita potrei gettarmi nella rete, sfogliare un quotidiano, far vivere Cotus & Leon in colori vividi come la carta non mostrerà mai. Potrei sbirciare nella pagina facebook di un amico, cercare nuovi commenti sul sito di BombaCarta, sfogliare vecchie foto, riguardare una scena di Fantozzi, fare una telefonata alla mamma e mille altre cose che ora non posso neppure immaginare. Eppure, è proprio questa abbondanza che mi spinge ad affermare con solennità che non ho mai scaricato e mai scaricherò un libro da Amazon.

Perché quando apro un libro, lo faccio per cercare una pausa da tutto questo.

[Continua »]


Lab O’Connor in coppia con Lettori cercasi

Una bella première per il nostro caro vecchio laboratorio O’Connor, che quest’anno ha debuttato a fianco dell’iniziativa di Feltrinelli, Lettori cercasi.

In una location perfetta per gli affezionati dei libri e della lettura, la Feltrinelli di Piazza Colonna a Roma; in un’atmosfera raccolta e con un’ottima partecipazione di pubblico (29 presenze).

Come spesso accade in questo laboratorio, i testi scelti dai partecipanti hanno finito per… leggersi fra di loro, con rimandi e assonanze che fanno la bellezza della discesa e dell’immersione nelle parole. [Continua »]


Illuminare

Perfino così tardi avviene: / l’amore che arriva, la luce che viene. / Ti svegli e le candele si sono accese forse da sé, / le stelle accorrono, i sogni entrano a fiotti nel cuscino / sprigionano caldi bouquet d’aria. / Perfino così tardi gli ossi del corpo splendono / E la polvere del domani s’incendia in respiro. (Mark Strand, La luce che viene).

Le candele, forse, si sono accese da sole, le stelle accorrono, i sogni entrano nel cuscino… che cosa sta accadendo? L’amore arriva, la luce viene! Anche se tardi, ecco che l’avvento è annunciato. Anzi: è vissuto. Non c’è nulla da fare, da progettare, da studiare. Persino le candele si accendono da sole per festeggiare l’arrivo. I sogni non sono frutto della nostra mente ma entrano a fiotti dall’esterno, e su di essi la testa si poggia per riposarsi. Ma qui si parla di quel momento del risveglio che è prezioso perché fa rinascere noi al mondo e il mondo per noi nel momento in cui la fatica del corpo è abbandonata. Ecco che la polvere in quel momento si illumina, anzi si incendia: non è più cenere o scarto, ma quella stessa polvere che prende fuoco e illuminata si trasforma, come al momento della creazione, in respiro.

In queste buie stanze dove passo / giornate soffocanti, io brancolo / in cerca di finestre. – Una se ne aprisse, / a mia consolazione –. Ma non ci sono finestre / o sarò io che non le so trovare. / Meglio così, forse. Può darsi / che la luce mi porti altro tormento. / E poi chissà quante mai cose nuove ci rivelerebbero. (Costantinos Kavafis, da Settantacinque poesie).

Il perimetro della nostra vita non è chiuso in se stesso. Ha finestre, come i muri [Continua »]


Il report di BombaCinema di ottobre

Sonatine di T. Kitano

Sonatine di T. Kitano

Anche per noi comincia finalmente la stagione bombacartiana 2010/2011 nel migliore dei modi. Due presenze nuove, tante conferme dallo zoccolo duro ma soprattutto la novità dell’anno: il laboratorio si trasforma da tematico ad atematico. Perché? Per una serie di motivi più o meno sensati. Intanto la necessità propria del nostro essere BC di cambiare e stravolgere in continuazione. C’è da dire, però, che non si tratta di una novità ma di un ritorno al passato. Mettiamola così: ci siamo accorti che il tema era, sì, stimolante ma che imponeva un dialogo forzato tra i testi. Allora, perché non tornare al vecchio metodo di lettura “naturalmente” intertestuale che generava discussioni così folli e animate? Non avete capito? Non vi preoccupate e limitatevi a seguirci nel nostro resoconto che, se siete fortunati, qualcosa verrà pure a galla. [Continua »]


BombaBibbia Report (10/2010)

BibbiaIl nuovo anno di BombaBibbia? Novità e continuità. Novità perché al primo incontro si sono aggiunti cinque nuovi amici, continuità perché… qualcuno ha portato lo stesso brano che ha chiuso il precedente ciclo di laboratori. Parliamo di Isaia 55, un capitolo colmo di immagini che s’inenellano l’una nell’altra: l’appello a chi ha sete («O voi tutti assetati venite all’acqua», v. 1), l’arrivo delle piogge («scendono dal cielo e non vi ritornano / senza avere irrigato la terra», v.10) e il rifiorire della terra («tutti gli alberi dei campi batteranno le mani», v.12). Tutte immagini della Parola, che esce dalla bocca come saliva, come un oggetto, come un fatto concreto e non un flatus vocis.
A seguire la storia di Giuda e Tamaar raccontata in Genesi 38: più piccante di una novella bocaccesca, più astuta di una novella da Mille e una notte, così umanamente universale che Thomas Mann la riprenderà nel grandioso affresco di Giuseppe e i suoi fratelli. Omicidi, invidie, gelosie, stratagemmi. [Continua »]


Illuminare – Bombafoto

Arriva l’autunno e riparte anche Bombafoto, mutuando come tradizione il tema dell’imminente officina.

Il tema attuale è particolarmente fausto: illuminare.  Dal momento che stiamo parlando dell’ottenere immagini con la luce, difficilmente si potrebbe trovare un tema migliore per il laboratorio, ma… fotografare l’illuminazione non è facile: inquadrare direttamente le fonti di luce porta alla sovraesposizione e a immagini di scarsa qualità.  Come fotografare questo “illuminare”?  Come fotografare questo fenomeno senza il quale la fotografia semplicemente non potrebbe esistere?

vi aspetto qui

Matrix: la verità sotto la realtà

Ieri al laboratorio di BombaCinema (ricco di partecipanti e spunti interessanti) è stata proposta, non era la prima volta, la scena fondamentale del film Matrix (il 1^ episodio): Morpheus che offre le due pillole, blu e rossa, a Neo. Si stava accendendo un vivace dibattito, subito placato dal moderatore, che però forse vale la pena continuare qui in lista e/o sul blog. Morpheus “costringe”  Neo ad ammettere che in effetti si è reso conto che nel mondo reale ci sono dei “segni” che rivelano che la verità è più grande, comunque diversa dalla realtà. Esiste una verità che non coincide con la realtà visibile. Fin qui tutto bene, diciamo. [Continua »]