L’intelligenza della parola

Vale la pena di tornare sulla poesia di Pierluigi Cappello (il primo post risale al luglio del 2009) che nel frattempo ha vinto il Premio Viareggio 2010 con la raccolta Mandate a dire all’imperatore (Crocetti). In questo filmato Cappello legge Parole povere e ci parla della sua esperienza sottolineando che la parola poetica ha una sua propria autonoma, imprevedibile, generosa vitalità: la poesia non nasce dall’abilità/intelligenza del poeta, ma da una “postura” dello scrittore che si mette “nella condizione in cui le parole vengono animate da un’intelligenza propria”. Come scrive Saverio Simonelli “Cappello ci insegna ad essere amici della poesia, senza alcuna retorica o infingimento” dicendoci con grande semplicità che la poesia nasce dall’incontro fiducioso tra due alterità, due intelligenze, due cuori pulsanti: quello assetato del poeta e quello sorgivo della parola.