Isole da Nobel
Grazia Deledda, Luigi Pirandello, Salvatore Quasimodo:
la metà dei Nobel conferiti all’Italia provengono dalle isole…
Sardegna e Sicilia, “isole felici” della narrativa italiana? Da oltre una decina di anni a questa parte, gli scrittori insulari hanno scalato le classifiche dei bestseller, sbancato ai premi letterari, spopolato sul piccolo schermo. Quasi fosse in atto una rivincita del locale sul globale. Quasi che la narrativa delle grandi città, incolore e standardizzata, non riuscisse a colmare la nostalgia per ambientazioni più delimitate, perfino isolate, ma ancora ben identificabili, ricche di gusti e sapori caratteristici, di dialetti legati all’esperienza quotidiana. E di storie antiche, e di usanze ataviche, tramandate alle generazioni tra tante incertezze, ma senza smarrirsi nel meccanismo anonimo di una vita frenetica. Isole, scogli sicuri che resistono all’assalto quotidiano dell’eterno movimento: il mare, l’infido e sconfinato mare, legame e divisione con gli Altri… quelli della terra ferma, quelli che conoscono solo metà del mondo. Gli scrittori già noti sono Vincenzo Consolo e Andrea Camilleri per la Sicilia; Marcello Fois, Salvatore Niffoi e la cagliaritana d’adozione Milena Agus per la Sardegna. Ma, oltre a questi “assi pigliatutto”, quali altri nomi vanno segnalati? [Continua »]
Tempo fa «tecnologia» era solamente sinonimo di progresso, automazione, sviluppo industriale, e non aveva nulla a che fare con i concetti e le esperienze di amicizia e relazione. Oggi invece il suo riflesso immediato e decisivo sui rapporti umani in generale è semplicemente un dato di fatto, una ovvietà. Se una volta i due termini «tecnologia» e «relazione» sembravano stonati se usati insieme, oggi invece nel nostro tessuto sociale ha fatto irruzione una rilevante mediazione tecnologica: è un fatto con il quale bisogna confrontarsi.
Un Laboratorio O’Connor sui generis? Forse un po’.
«Se “Carmilla” o “Nazione Indiana”, proprio per il loro successo, tendono a diventare siti chiusi e unidirezionali, che danno poco spazio all’interazione con il proprio pubblico, altri siti mantengono aperto un dialogo vivace con i propri utenti, sebbene anch’essi dotati di una redazione chiusa. Tre esempi anche qui: l’articolato sito “Bombacarta” fondato nel 1998 dal critico cattolico Antonio Spadaro, “laboratorio sull’espressione creativa” con forum, mailing list, rivista letteraria, eccetera (www.bombacarta.com)».