Addio a «Letture» – Cosa ci si aspetta da una rivista letteraria? (1)

«Sembra una beffa del destino: proprio il numero dedicato alle riviste letterarie italiane è l’ultimo della nostra rivista. Sì, perché da oggi la pubblicazione di Letture viene sospesa». Così Antonio Rizzolo, direttore responsabile della testata, nell’editoriale del numero di maggio: l’ultimo, in tutti i sensi.

Riproporrò nei prossimi giorni alcune voci interpellate in questo numero per rispondere alla domanda: «Cosa ci si aspetta da una rivista letteraria?».

E comincerei proprio da  Antonio Spadaro, in forza del legame “d’inchiostro” che lega i gesuiti a Letture. [Continua »]


Minutari per una vita che scorre: Francesco Grisi e Carlo Coccioli

Dal carpe diem di oraziana memoria son trascorsi molti giorni eppure l’essere umano ha sempre avuto il bisogno di uno strumento particolare per «cogliere l’attimo» che fugge e fissarlo, cercando non solo di farne la fotografia, ma di interpretarlo, indagarlo, metterlo in questione. Da questa esigenza nascono i diari che trasformano il flusso della vita in scrittura e poco importa se essi siano destinata alla pubblicazione o meno. Nello scrivere si ha sempre davanti una sorta di «lettore implicito» che non abbandona facilmente la coscienza di chi scrive.
I diari possono registrare un’intera vita diventando autobiografie, oppure fasi di un vita. Possono però registrare anche solo un periodo breve ma denso della propria esistenza, essere una raccolta di minute, «minutari». E’ possibile includere in questa categoria i due libri che qui presento: La notte lunga di Francesco Grisi (Cosenza, Pellegrini, 2001) e Piccolo karma. Minutario di San Antonio in Texas di Carlo Coccioli, uscito in prima edizione nel 1987. Sono due libri molto differenti tra loro, come lo sono i loro autori, che di comune hanno apparentemente solo l’essere nati negli anni ’20. Grisi è stato cattolico conservatore e, secondo alcuni, «integralista». Coccioli è uomo inquieto, che è passato dal cattolicesimo all’ebraismo, al buddismo, all’induismo per approdare a una visione di fatto sincretistica. Le Monde nel 1988 lo definì «errant spirituel». Proprio l’accostamento stridente tra le due figure, il primo morto del 1999 e il secondo nel 2003,  aiuta a comprendere che entrambe i loro libri hanno un filo comune, nonostante le differenze: pongono un rapporto intensissimo tra vita e scrittura, tanto da [Continua »]



Il nuovo western: i giovani, i belli e i coraggiosi

WesternIl grande romanziere inglese Graham Greene non nascondeva che, tra i suoi modelli letterari, un posto fosse riservato a Zane Grey. Un nome che oggi non dice più nulla al lettore italiano, eppure tra il 1930 e il 1970 i suoi numerosissimi romanzi western furono riproposti di continuo e con successo da Sonzogno. Come pure spopolarono i titoli di Louis L’Amour per Mondadori: Hondo, Apache, Sentiero di guerra, Giustizia texana, Nevada, Terra selvaggia, L’orgoglio dei Sackett… Ma oggi? Abbiamo detto addio ai vecchi romanzi d’appendice con pistoleri incanagliti, sceriffi senza macchia, carovane sul confine e donzelle in pericolo? Se fate un salto in libreria, scoprirete qualche sorpresa. Qualche mese fa, ad esempio, Einaudi ha tradotto Tutti i racconti western di Elmore Leonard (pp. 676, € 20), tra cui figurano alcuni classici del genere poi passati in pellicola, come Quel treno per Yuma o Io sono Valdez. [Continua »]


Excellere et res novas studere

Ex  Christiani Mariae Gaston cartha Rosa Elisa Giangoia vertit

Remigius coquus fieri vult, sed parentes sui minime assentiunt. Adde quod singula eius consilio impedimento sunt: Remigius mus est. Personae primae pelliculae motus descriptos et pictos signantis quae Ratatouille inscribitur a domu Pixara anno MMVII facta ingenium, votum, consilium est; praeterea in loco ubi est semper magis alienus (qui locus etiam eum semper magis alienum contra videt) vivit; intellegit iter ad excellendum se ferre longe a loco ubi natus est. Sed etiam cum init hoc excellendi iter, aliud genus ei impedimento est: hominum, coquorum, cauponarum genus.
Quid Remigium impellit? Quid eum vere impellit? Quid ei verum propositum est? Praesertim: cum propositum nostrum in magnam difficultatem in loco ubi sumus incurrit, quomodo impedimentum infringere possumus?


L’altro fuoco. L’esperienza della letteratura

Ho il piacere di annunciarvi l’uscita di L’altro fuoco. L’esperienza della letteratura, vol. II, Milano, Jaca Book, 2009, pp. 300.

Dalla quarta di copertina:
La parola poetica brucia ma non si consuma, rivelando una presenza permanente che la abita. Quando la parola è davvero «poetica» – cioè creativa – diviene come un biblico roveto ardente.

Quando è letta, diventa attiva nel lettore, comunica la sua potenza espressiva, ma non si disperde, non si infiacchisce nella lettura: è un fuoco che il suo ardore rigenera (M. Luzi). E soprattutto non «divora» il lettore annullandolo, assimilandolo in se stessa. Il fuoco prodotto da selci brucia e consuma in sé.

L’esperienza della letteratura invece è generata da un «altro fuoco», che infiamma ma proprio per questo potenzia. Ecco dunque la necessità di scoprire senza selci l’altro fuoco, come afferma un verso di Bartolo Cattafi.

La vera esperienza estetica rafforza l’uomo, non lo annienta, come invece fa l’ideologia o la mistificazione. La parola poetica è una invisibile fiamma (O.Sedakova), che resta viva e lascia vivi. Anzi produce i suoi effetti lentamente, modificando nel lettore il suo modo [Continua »]