BombaBibbia, giovedì 28 maggio ore 19

BibbiaBombaBibbia è un reading group centrato esclusivamente su testi tratti dalla Bibbia. È possibile scegliere testi (poetici, narrativi, sapienziali, storici,… qualunque) tratti dal testo biblico di qualunque tradizione (cattolica, protestante o ebraica), traduzione (purchè italiana) ed edizione, sia essa “religiosa” o “laica”. Si tiene presso la

Parrocchia di San Saba, via San Saba, 19 – Roma


Antonia Pozzi: all'altra riva

Il 3 dicembre 1938, moriva, a soli ventisei anni, Antonia Pozzi, una delle voci femminili più intense della poesia italiana del Novecento. Il giorno precedente un contadino l’aveva trovata distesa in un prato nei pressi dell’abbazia di Chiaravalle, semiassiderata e priva di sensi per l’ingestione di barbiturici. A settant’anni dalla morte, la teologa Cristiana Dobner, carmelitana scalza, in un agile saggio edito da Marietti e intitolato All’altra riva, ai prati del sole. L’immaginario di Dio in Antonia Pozzi,  ripercorre i luoghi, i volti, gli amori, le sconfitte, le gioie che hanno popolato la vita della giovane.

Sebbene in vita Antonia Pozzi non abbia pubblicato neppure un verso (la sua prima raccolta uscì postuma nel ’39), si assiste oggi a un interesse crescente sulla sua opera da parte di critici, accademici, editori e lettori. Fenomeno sottolineato, nell’introduzione al saggio, dal poeta Davide Rondoni: “In effetti, alcuni dei tratti di impotenza affettiva, di sofferta separatezza, e, in sintesi, di inverno dell’io, che ritroviamo nella poetessa, segnano oggi il volto di tanti, specie di giovani, insieme alla medesima confusa aspirazione a Dio”. Insomma, nell’esperienza di quella giovane donna tradotta nelle righe dei suoi diari, lettere e versi si agitano in modo serio e partecipato problemi e tensioni che ci abitano. “Antonia sta divenendo sempre più soggetto del paradigma culturale odierno”, precisa a sua volta l’A. Inquietudine, inappagamento e ricerca sono i punti di partenza emotivi e esistenziali esposti con sincerità assoluta e quasi disarmante nelle poesie di Antonia Pozzi: “la mia vita era come una cascata / inarcata nel vuoto”, recitano i versi di Vicenda d’acque. Ma [Continua »]


Il Santo nell’Ascensore arriva in Italia grazie a BombaCarta&Castelvecchi

Amatissimo in patria, tradotto e apprezzato in Europa, il talento creativo dello scrittore romeno Petru Cimpoesu arriva finalmente in Italia con Il Santo nell’Ascensore, romanzo di Angeli e Moldavi (Castelvecchi editore).

Non so quanto la notizia rallegrerà i Moldavi, ma immagino l’effetto sugli Angeli: ne saranno commossi e divertiti. Perché gli angeli, ho imparato, non si interessano certo ai nostri romanzi sulle speranze deluse o alle poesie risentite con il mondo, ma «liberi da occupazioni angeliche» preferiscono piuttosto guardare qualcosa come le nostre commediole del cinema muto, dove «l’inseguimento in circolo si trasforma in fuga davanti al fuggitivo» e «cento catastrofi sono cento divertenti capriole su cento abissi» (W. Szymborska, Commediole).

Mi piace pensare che questo romanzo, senza BombaCarta, avrebbe dovuto aspettare a lungo prima di arrivare in Italia. [Continua »]


Addio a «Letture» – Cosa ci si aspetta da una rivista letteraria? (4)

Quarta intervista dall’ultimo numero di Letture per rispondere alla domanda: Ma che cosa ci aspettiamo di trovare, in una rivista letteraria?

L’avventura di Stilos cominciò nel 1999 e terminò nel 2007. Otto anni in cui, tuttavia, il supplemento culturale de La Sicilia assistette a una crescita imprevedibile, fino a conquistarsi l’indipendenza dal giornale madre e ad essere distribuito nelle edicole di tutta la Penisola, prima quindicinalmente, poi addirittura ogni settimana. Il suo fondatore, Gianni Bonina – scrittore, saggista, giornalista – ci racconta il senso di quell’esperienza, nutrita e cresciuta grazie alla passione personale e di tanto “volontariato” culturale offerto gratuitamente dai suoi collaboratori. [Continua »]


Addio a «Letture» – Cosa ci si aspetta da una rivista letteraria? (3)

Terza intervista sull’ultimo numero di Letture per rispondere alla domanda: cosa ci si aspetta da una rivista letteraria?

«L’arte è un modo di esprimere cosa significa essere vivi […] La statistica ci considera ridicoli, la termodinamica ci nega. La vita, secondo qualunque metro razionale, è impossibile, e la nostra vita, questa, qui e ora, lo è infinitamente di più. L’arte ci permette di dire, di fronte a tutte queste impossibilità, quanto valga la pena celebrare il fatto che siamo in grado addirittura di dire qualcosa». È questo uno stralcio del manifesto di Satisfiction, nata come blog (sul portale MenStyle, che raggruppa Vanity Fair, Vogue, GQ, AD, Traveller), è la prima free press letteraria italiana (edita al momento da Mattioli 1885), protagonista di un appuntamento settimanale su Radio Capital, attiva sia su Myspace che su Facebook. Multimedialità, certo, ma senza strizzatine d’occhio: il cartaceo è un severo bianco e nero fittissimo di testi. Ma che testi. Inediti d’autore e recensioni “soddisfatti o rimborsati”. Ne parliamo con Gian Paolo Serino, suo ideatore e direttore. [Continua »]


Addio a «Letture» – Cosa ci si aspetta da una rivista letteraria? (2)

Proseguono le interviste sull’ultimo numero di Letture per rispondere alla domanda: cosa ci si aspetta da una rivista letteraria?

Giulio Mozzi si definisce «doganiere» – ma gli sfugge un più esplicito «Caronte» – perché traghetta nuovi autori nel mondo non proprio aperto dell’editoria. Mozzi, tra le altre cose, ha alle spalle l’esperienza del bollettino informatico Vibrisse, cominciato come una mail inviata ad alcuni amici, evolutasi poi in un blog (vibrisse.wordpress.com) da cui ha prenso il via la casa editrice in rete Vibrisselibri.

Il motto di vibrisselibri è “La carta non è tutto (ma aiuta)”. E per quanto riguarda le riviste culturali? hanno ancora ragione d’essere su carta?
«Non solo hanno ragione di essere, ma sono fondamentali, perché la capacità d’influenza delle riviste in rete è ancora molto modesta e risente dell’essere confinata. Perché, mentre chi opera nella rete è molto attento alle pubblicazioni su carta, non si può ancora dire che avvenga  il contrario. Per adesso fare cultura sulla rete consiste soprattutto in un lavoro di contorno, cioè di commento e di approfondimento alle notizie presentate per lo più attraverso cioè che è pubblicato. Il prodotto su carta è più forte, più convincente, più autorevole per il fatto stesso di essere stampato e quindi di sostenuto economicamente. [Continua »]


La sgraziata forma del rock

“La mia missione è comunicare, svegliare la gente. E’ dare la mia energia e accogliere la loro. Siamo tutti coinvolti e io parteciperò emotivamente, in quanto lavoratrice, madre, artista, essere umano, con una voce. Abbiamo tutti una voce, abbiamo la responsabilità di esercitarla, di usarla”. E’ il manifesto musicale e politico di Patti Smith, poetessa del punk rock newyorkese, affisso nel film Dream of Life di Steven Sebring, edito da Feltrinelli. Le sue liriche sono segnate da un primordiale istinto alla sopravvivenza morale e civile. Una mostra visitata a Liverpool qualche anno fa, dedicata alle influenze sociali del punk britannico nell’era di Margaret Thatcher (primo ministro inglese dal 1979 al 1990), fece traslalire di gioia. Pensai, allora: “Qualcosa di buono hanno combinato i punker…”. In realtà, fu Patti Smith a sdoganare il punk dal bluff dei Sex Pistols e dal snobismo dei primi Police, a vestirlo d’uno status intellettuale che lo avvicinasse al blues e al jazz. Merito dei suoi continui riferimenti letterali nei testi, quella poesia urlata in faccia ai potenti, voce di tutte le comunità ai margini, calpestate nei loro più elementari diritti. Lei incarna la protesta e la rabbia del punk, una voce sgraziata che grida nel deserto del mondo. [Continua »]