BombaCinema – Giovedì 18 Dicembre – ore 19.00 – San Saba

Finalmente arriva BombaCinema di dicembre! Il prossimo appuntamento sarà Giovedì 18 Dicembre alle ore 19,00 presso la sede di San Saba, in via di San Saba 19.
Il tema dell’incontro sarà “Il telefono“.

Si tratta di un laboratorio informale di visione cinematografica. Non ha forma di lezione, ma di aperto e libero confronto tra i partecipanti circa le proprie impressioni o riflessioni di visione.
La novità di quest’anno è l’introduzione di un tema generale per tutti gli incontri del laboratorio. Il tema in questione sarà “Oggetti sparsi nel cinema“, e di volta in volta il tema specifico sarà un oggetto più o meno ricorrente nella storia del cinema.
Ogni partecipante, quindi, dovrà portare una scena di massimo 5 minuti da un film a scelta, in cui è protagonista il telefono, in quanto oggetto o in quanto concetto. Dopo la proiezione seguiranno brevi riflessioni e commenti da parte di tutti i partecipanti.
L’accesso al laboratorio BombaCinema è libero e senza costo di iscrizione, e non è richiesta alcuna cultura cinefila. Non sono ammessi uditori ed è richiesta, oltre la puntualità, una prenotazione inviando una risposta al responsabile del laboratorio ([email protected]).

Vi ricordo che a seguire si terrà il CINEFORUM annesso al Laboratorio di Cinema.
L’appuntamento è sempre Giovedì 18 Dicembre alle ore 21,00 presso la sede di San Saba, in via di San Saba 19.
In questo incontro andremo a visionare “Americani” di James Foley, all’interno del ciclo di visioni che per quest’anno seguirà il tema “L’uomo ed il lavoro“.
L’incontro seguirà le modalità di un classico cineforum, con presentazione iniziale del film e dibattito successivo tra i presenti.


Nuovo appuntamento con BombaMusica l’11/12/2008

Giovedì 11 dicembre, ore 19.00, appuntamento con BombaMusica, il laboratorio musicale di BombaCarta.

Vi aspettiamo per ascoltare… treni! Lo lo sferragliare pigro delle sue giunture, il fischio del vapore, il richiamo di un Mistery Train, Love Train, o di un Last Train Home… non c’è dubbio che il treno abbia attratto musicisti di ogni luogo e generazione. Per questo l’abbiamo scelto come tema di quest’incontro: ognuno porta un brano che ricordi, citi, o evochi treni, poi lo si ascolta e commenta insieme. La durata del brano dovrebbe essere di massimo 5 minuti, ed è preferibile portarlo su cd (ma non necessario, per altri supporti tipo ipod, flash pen, o brani in mp3 contattatemi); è preferibile portare anche le fotocopie del testo, se presente.

Ci vediamo in via San Saba 19 (Aventino, Metro B Circo Massimo), dalle 19.00 alle 21.00.


WALL•E: quale futuro per la femminilità?

WALL•E: UNA PELLICOLA AUDACE…
L’aggettivo che meglio inquadra e descrive “WALL•E”, l’ultimo lungometraggio targato Disney-Pixar, è “audace”.
Anzitutto per la scelta più evidente: un’assenza quasi totale della parola. Davvero ardito se si parte dal presupposto che il target principale (non il più importante, solo il principale) sia quello dell’infanzia. I dialoghi sono rarissimi, minimi e scarna è pure la colonna sonora.
WALL•ERipensando alla filmografia classica per bambini non possono che venire alla mente titoli famosissimi abbinati a brani musicali che ne hanno rappresentato parte del successo. Il canto usato per “incantare”, per catturare il piccolo spettatore e trascinarlo più velocemente nell’universo della fiaba cinematografica. La canzone serve a veicolare in modo immediato la morale; inoltre, l’abbinamento di parole e musica permette alla morale stessa di vivere a lungo nella mente e nel cuore del pubblico.
Come riesce allora “WALL•E” a mediare, a rendere fruibile il proprio racconto a una platea affascinata dalla parola, facendo a meno della parola stessa? [Continua »]


“Art is the center of the real world”

“Art is the center of the real world”, la leggerete, nel video, questa frase, composta da frammenti di specchio, vetri colorati incastonati sulla parete dipinta in mille colori. E vi colpirà come una vera esplosione. Isaiah Zagar è un folle, ma come l’autore de I Bisonti di Altamira, non può non esprimersi.

A Philadelphia, nei pressi di una fabbrica di vetro in disuso e altri fabbricati abbandonati del suo quartiere, questo artista ha cominciato a raccogliere e conservare oggetti, frammenti, detriti e li ha restituiti sotto forma di mosaico, installazione, murales. Ha iniziato cinquant’anni fa nelle stanze della sua casa, giù per i corridoi e su per i soffitti. Poi è uscito fuori ha trasformato le facciate e non si è più fermato, per tutto il quartiere, per le strade, nei giardini, sui muri degli altri edifici della città. [Continua »]


Il ritorno di “Vita e destino”

La nuova edizione Adelphi di Vita e destino di Vasilji Grossman (1905 – 1964) nella traduzione dal russo di Claudia Zonghetti è uno degli eventi più importanti di questi ultimi anni nel magmatico e contraddittorio mondo dell’editoria italiana. Anche perché si tratta di una versione completa. Pubblicato per la prima volta in Italia da Jaca Book negli anni ottanta sulla base di una versione parziale del manoscritto in lingua francese, poco noto ai critici nostrani e sconosciuto al grande pubblico pur essendo un capolavoro riconosciuto a livello internazionale (George Steiner lo ha annoverato tra i libri che «eclissano quasi tutti i romanzi che oggi, in Occidente, vengono presi sul serio»), finalmente questo romanzo cardine della letteratura del ‘900 trova anche in Italia il suo posto in libreria accanto ai grandi classici di ogni tempo. Considerato dallo stesso autore il “Guerra e pace” del XX secolo, Vita e destino è il racconto corale della storia di una famiglia russa durante l’assedio di Stalingrado, epicentro di una sfida che un intero popolo è chiamato a vincere ma che stravolge innanzitutto il destino di singole esistenze, mettendo in gioco affetti, certezze e identità. Krymov, Darenskij, Strum, Zenya, Sofja Osipovna e gli altri protagonisti del romanzo [Continua »]


E…Altamirae uris

E Mauricii Cotronae cartha Rosa Elisa Giangoia vertit

Abhinc XV milia annorum, in spelunca Sandaquito XXX km. distante, homo (an homines?) carbone ocraque vel haematite sumptis facere quod antea numquam fecerat incipit, quod ad vivendum ei necessarium non erat: in cuniculi ducenta metra longi laqueari fera mammalia et hominum manus pingere incipit. Quod maxima cura sua ipsa operae faciendae potestate efficit: naturalibus murorum ad crassitudinem rerum effingendam circuitibus usus est; colores ad luminum umbrarumque rationem conficiendam iunxit; miram formarum verarum accurationem non per ambages animalium effigies persecutus est; ad musculos vere pingendos variis coloribus usus est; partium status ut ex inferiore loco omnia apta et congruentia essent studio efficit. [Continua »]


Poesia: vedere cose, avere visioni

Seamus Heaney

Seamus Heaney

Chissà se Jacob Dylan ha mai letto Seeing Things, la bella raccolta di poesie di Seamus Heaney del 1981? La domanda non è retorica e propende per il sì: l’indizio che spinge verso questa ipotesi scaturisce dal titolo dell’ultimo album musicale appena pubblicato dal giovane cantautore (figlio del più celebre Bob), che è proprio, guarda un po’, Seeing Things, “veder cose” si potrebbe tradurre, e così infatti s’intitolava l’edizione italiana della raccolta di Heaney, ma l’espressione vuol dire anche “avere delle visioni”. È bella in questo caso la ricca ambiguità della lingua inglese, perché viene da pensare che le due cose coincidano, veder cose e avere visioni, e comunque questa è la stoffa con cui è tessuta la poesia, un fatto di “vista”. [Continua »]