Which is the religiousness in Andy Warhol?
Andy Warhol has been defined as “the United States in the moment the United States became the world” (1), that is, just over the first half of the 20th century. How can one not recall his TV sets reproducing his now famous Campbell tomato cans, or the reproductions of popular “icons” such as Coke bottles, Marilyn Monroe or Marlon Brando? According to Artprice indexes, between 1997 and 2006 the price of his TV sets has increased by over 300%. Warhol is part of that group of American artists of the 60s that wanted to represent the reality around them “literally”. The pop art artists, in other words, of “popular art”, started to use parts of the language of the culture of masses, such as publicity images, comics, movies, television, consumer goods and fashion in a more educated level. Thus, the mass experience entered into the individual experience, making the artistic expression of each person leave his own territory and open it to a social, collective, massive and commercial dimension.
CONSUMER SOCIETY AND PRIVATE DEVOTION
Pop –”popular”- images are pictorially assumed and reformulated. Andy [Continua »]
Nessun classico del Novecento può vantare tanti appassionati lettori quanti Il Signore degli Anelli. Ma a cosa si deve il successo di questo corposo romanzo, che ci si ostina a confinare nel genere “fantasy”? Potrà sembrare un paradosso, eppure una delle ragioni principali è il suo realismo. Perché chi scrive racconti fantastici, metteva in guardia Flannery O’Connor, deve prestare «un’attenzione ancor più rigorosa al particolare concreto, rispetto a chi scrive in chiave naturalistica – perché quanto più la storia forza i limiti della credibilità, tanto più convincente dovrà essere l’ambientazione». E Tolkien è stato di una meticolosità imbattibile: ci fornisce il calendario di viaggio dei protagonisti, appendici storico-sociali, alberi genealogici, tavole linguistiche, regole per la pronuncia, note di costume, una mappa dettagliata… Il puntiglio del filologo applicato alla multiformità dell’immaginazione. Tolkien non ne ha mai fatto mistero. Scrivere romanzi non era uno sfogo individuale, ma la diretta conseguenza dei suoi studi, al punto che alla base del suo capolavoro «c’è l’invenzione dei linguaggi. Le “storie” furono create per fornire un mondo […] avrei preferito scrivere in elfico». Eppure tanta precisione non preclude il mistero. Al contrario. Gli basta la citazione improvvisa di un nome sconosciuto, fatta quasi en passant, per evocare nel lettore il senso d’infinite storie non raccontate ma presenti, che occhieggiano da dietro le quinte. Ecco un altro forte tratto di realismo: è quella “suggestione del non detto” – lo notò Erich Auerbach nel suo Mimesis – affluita nella letteratura occidentale attraverso la narrativa biblica.
Finalmente arriva
La nuova edizione Adelphi di Vita e destino di Vasilji Grossman (1905 – 1964) nella traduzione dal russo di Claudia Zonghetti è uno degli eventi più importanti di questi ultimi anni nel magmatico e contraddittorio mondo dell’editoria italiana. Anche perché si tratta di una versione completa. Pubblicato per la prima volta in Italia da Jaca Book negli anni ottanta sulla base di una versione parziale del manoscritto in lingua francese, poco noto ai critici nostrani e sconosciuto al grande pubblico pur essendo un capolavoro riconosciuto a livello internazionale (George Steiner lo ha annoverato tra i libri che «eclissano quasi tutti i romanzi che oggi, in Occidente, vengono presi sul serio»), finalmente questo romanzo cardine della letteratura del ‘900 trova anche in Italia il suo posto in libreria accanto ai grandi classici di ogni tempo. Considerato dallo stesso autore il “Guerra e pace” del XX secolo, Vita e destino è il racconto corale della storia di una famiglia russa durante l’assedio di Stalingrado, epicentro di una sfida che un intero popolo è chiamato a vincere ma che stravolge innanzitutto il destino di singole esistenze, mettendo in gioco affetti, certezze e identità. Krymov, Darenskij, Strum, Zenya, Sofja Osipovna e gli altri protagonisti del romanzo