Quando la fede diventa poesia…
di Rita Lia
“Esiste un mezzo che risulti più efficace per partecipare ad altri la bellezza di un’esperienza se non quello del linguaggio poetico?”. Così si esprime Don Antonio Staglianò nell’introduzione (Col cuore grato) alla sua ultima fatica poetica e teologica: la raccolta di poesie e riflessioni dal titolo “Terra di ogni terra madre” (Edizioni Pubblisfera).
Un’esperienza-evento col suo carico di emozioni struggenti è stata per l’autore il viaggio in Terrasanta, “là dove ogni uomo può dire “qui io sono nato”.
Fin dalla copertina con i simboli delle tre grandi religioni monoteistiche professate in quella terra, è un continuo riandare con la memoria intrisa di commozione e passione “viva, calorosa, ardente” alla figura di Gesù di Nazaret. Quel Gesù che in veste umana abitò e visse quegli orizzonti, quei paesaggi, quegli ampi spazi di libertà. [Continua »]
La paura da vincere il 26 Maggio scorso può chiamarsi paura di mettersi in gioco, paura di confrontarsi con gli altri, paura di esporsi, paura di esprimersi davanti agli altri; un modo inconsueto di farsi conoscere basato sul dialogo di argomenti, temi, sensazioni ed emozioni che non espongono in prima persona ma mostrano l’individuo così com’è.
Immaginare di viaggiare in un universo dominato dal nero, talora, significa sprofondare in un abisso di non-colore. Si cerca di aggrapparsi ad un appiglio che freni la discesa. Ci si affanna a non perdere la centralità del cammino.
Alessandra Montrucchio, Macchie rosse, Farfalle, Venezia, Marsilio, 2001.