Quid sibi vult verbum quod feriae sonat?

Iam in maritimis litoribus vel in summis montibus vel etiam in nostris urbibus sumus, sed laxiores. Qui nunc etiam non laxus , laxaturus est, vel certe sibi se laxare exopta vel precatur. Forsitan nonnulli optimi libri nobiscum sint.
Aestas feriarum tempus est! Sed quid significat verbum quod feriae sonat? Ipsum dies vacuos et inanes. Feriae ad vacuum attintent. Britanni nos adiuvant et nobis suo sermone has ferias holy, id est sanctas, esse dicunt: verbo Britannico holiday utuntur. Sed sine Britannis feriis nostris vacuum minax imminiret. Quarum rerum vacatio esset? [Continua »]



Ma che significa «vacanza»?

Siamo già al mare o in montagna o forse in città, ma più rilassati. Chi non lo è ancora si accinge ad esserlo, o almeno si augura di esserlo o almeno desidera esserlo. E magari abbiamo con noi qualche buon libro.

L’estate è il tempo delle vacanze! Ma che significa «vacanza»? Per sè significa giorni di vuoto, giorno di vuoto o di assenza. La vacanza ha a che fare con il vuoto. Gli inglesi ci aiutano e ci dicono che questa vacanza è holy, santa: holiday è il termine da loro utilizzato. Ma senza gli inglesi sulla nostra vacanza il vuoto stenderebbe la sua ombra minacciosa. Vacanza da che cosa? [Continua »]


La Roma in nero: Ardecore – La madonna dell’Urione

Ardecore Ardecore è lo straordinario progetto nato da un’idea del cantautore Giampaolo Felici insieme alla band Zu e al cantante chitarrista Geoff Farina, leader degli statunitensi Karate. L’idea è registrare i brani più neri della tradizione popolare romana, senza stravolgere le partiture originali, ma evidenziando, al contrario, alcuni particolari stilistici che ne esaltano l’originalità musicali.

Il risultato, nonostante nonostante i trecento e passa anni che arrivano ad avere alcune canzoni (è il caso dell’apertura del cd, come te posso ama’), è uno straordinario mix di musica popolare e ricerca interpretativa, con una chitarra da ballroom texmex che sposa, a forza ma felicemente, l’interpretazione morbida e sgolata della vitaccia rose e coltelli, della Roma ottocentesca trombone e contrabbasso. [Continua »]


Pinguini di carne e papere di plastica

Ritornato in famiglia per il ponte di S. Pietro e Paolo gironzolo per canali – approfitto dell’opportunità della TV satellitare – e su Sky Cinema 2 mi imbatto sul profilo di un centinaio di pinguini in marcia dentro al gelo della notte polare. Sono mamme-pinguino in corsa contro il tempo per portare il pesce di cui sono colme ai loro pulcini. Folgorato, resto immobile fino alla fine del documentario e mio padre e mia madre, seduti ciascuno sulla propria poltrona, sembrano condividere il mio interesse dedicando alle immagini la loro muta attenzione. Si tratta del film-documentario “la Marcia dei pinguini”, di Luc Jacquet, che racconta le modalità riproduttive dei pinguini imperatore, i quali ovunque si trovino intraprendono contemporaneamente ogni anno un viaggio verso l’Oamok, [Continua »]


Innovare

Una riflessione di Cristina Allodi

Innovare è creare valore.

Non si fa una cosa nuova fine a se stessa, la si fa per aumentarne il valore, per fare qualcosa di utile per qualcuno.

L’innovazione è legata indissolubilmente a colui o colei che la opera, il suo autore. L’innovatore è colui che introduce nuove idee, metodi, sistemi o forme nella vita politica, sociale e religiosa, economica culturale ed artistica, colui che riforma, l’antitesi del conservatore. L’innovatore muove il progresso, lo anima. Essere innovatori non consiste [Continua »]


Un mondo senza verde

Ogni volta che diamo voce ai bambini, ai ragazzi succede qualcosa di inaspettato, di straordinario.

Capiamo che cosa abbiamo perduto crescendo e diventando adulti e rimpiangiamo di non avere più quella immediatezza, quella semplicità, quella freschezza per guardarci intorno e descrivere il mondo così com’è. [Continua »]