Niger color

Nuper mihi parvam bulgam nigram donaverunt. Pulchra ornataque est. Si rubra, viridis vel lutea, tam compta et perpolita, sed colorata, non fuisset. Mecum quaero: mea nigra bulga colorata an non est? Postea cogito de imaginibus albis et nigris vel contra coloratis quae se in tabula moventes rem narrant. Colligere nigrum colorem non esse auderem.

Postea, libero notionum in mente mea nexu, rerum coloratarum nigrarum combustarum mihi in mentem veniunt: si colores inflammamus, focus eos in nigro colore extinguit. “Ut nihil post sensuum exstinctionem, ut aeternum silentium sine futuro et sine spe, nigri coloris intimus sonus est” dicit ille clarus pictor Kandinsky.  [Continua »]


Voci nere con a solo

natalie dessay lucia di lammermoor eric mahoudeauLe voci nere vanno ascoltate quando risuonano, come Lucia di Lammermoor?
Quando le palpebre tingono di nero lo sguardo che può concentrarsi dentro: nel nero? Oppure…dal nero?
Nero e bianco: assenza di segnale e compresenza di tutti i segnali. Ambiguità strutturale o feconda opposizione? Cosmica o umana? Cosmica ed umana?
Come districarsi quando la trasposizione è insita nel cuore della persona? Quando gli accidenti della vita sono gelati in noi fin dall’infanzia e formano la nera barriera dell’inconscio? [Continua »]


…perchè il tempo non li spurghi

Capita, discorrendo magari di un tema squisitamente culturale, che scappi un’inflessione dialettale. Molti, e tra questi il purista, inorridiscono a quella che è, a tutti gli effetti, una caduta di stile. Altri se ne compiacciono. Cercare le motivazioni di tanta ostilità verso il dialetto – voce imponente dei nostri paesi – esigerebbe, forse, un viaggio a ritroso – magari un percorso alla Conrad di “Cuore di tenebra”. Io comunque mi diverto da sempre a cogliere le reazioni che balzano dagli stridori di un meticciato linguistico.

Il corretto e forbito italiano fa da sempre status. Se postillato da personali coniature e licenze è decisamente dandy. Eppure il dialetto – a confronto, roba da ruspanti!… –  regge da sempre il peso di dipingere questo mondo di carne e di sangue. Quanti suoni buffi, alcuni così onomatopeici, ci accomunano e, in qualche modo, ci raccontano, tanto che viene facile abbozzare all’errore di sintassi o grammaticale. [Continua »]


Viaggio attraverso l’Eneide III

Viaggio di Enea da Troia verso l'Italia

Viaggio di Enea da Troia verso l'Italia

Enea continua a parlare davanti a Didone e ai notabili di Cartagine per esporre le peripezie del suo viaggio. Il senso di sconforto e di rimpianto che si avverte fin dai primi versi del canto, l’immagine di Troia (superbum /Ilium) ridotta ad un mucchio di macerie, il ricordo della sua potenza, della vita tranquilla e operosa di un tempo ormai perduta per sempre, sono i motivi che ispirano la poesia di questo libro e che, brevemente accennati all’inizio, torneranno insistentemente come un incubo doloroso a caratterizzare ogni stato d’animo e ogni situazione  di questa breve odissea virgiliana, di cui è protagonista un eroe destinato a peregrinazioni forzate, un vinto che non ha più una patria e viaggia con il rimpianto del passato e l’incertezza dell’avvenire. [Continua »]


Nero significa potenziale

In Adam, Kapoor creates an area of pure darkness in a flat face of pinkish sandstone. It is an unsettling work, partly because it is unclear what we are looking at. How deep does the hollow extend? Is it really a three-dimensional space, or a surface of impossibly black paint? While for some, the void may suggest nihilistic absence, for the artist it signifies potential. It might represent the womb, or the moment just before the creation of the universe.

Adam 1988-9
Sandstone and pigment

(dal sito della Tate Gallery, Londra)
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Nero

Mi hanno appena regalato una valigetta nera. E’ bella, elegante. Se fosse stata verde, rossa o arancione non sarebbe stata così elegante e raffinata, ma sarebbe stata colorata. Mi chiedo: la mia valigetta nera è colorata? Poi penso ai film in bianco e nero contrapposti ai film a colori. Mi verrebbe da concludere che il nero non è un colore.

Poi, per libera associazione, mi vengono in mente le cose colorate che diventano nere perché il fuoco le brucia: accendendo i colori il fuoco li spegne nel nero. “Come un nulla dopo lo spegnersi dei sensi, come un eterno silenzio senza futuro e speranza, questo è il suono interiore del nero” (Kandinsky). Così la notte spegne i colori col suo avanzare. Insomma, sembra che il nero sia il luogo in cui i colori si spengono, finiscono, e dunque un non-colore, un “buco nero” dove tutto va a finire. Del resto, [Continua »]


Sofferenza e meraviglia sono sorelle? La risposta di Ahron Appelfeld

ahronappelfeldQuando alcuni anni fa lessi Bianco su nero di Ruben Gallego (Adelphi), il racconto autobiografico di un orfano quasi completamente paralizzato sopravvissuto agli istituti per minori dell’Unione Sovietica, mi sorprese sopratutto lo sguardo pieno di meraviglia dello scrittore. Questo ragazzo destinato a una rapida morte riusciva ad esprimere sulla propria realtà una parola di stupore e di intima gratitudine, per quanto drammatica fosse la sua vita. I suoi occhi erano in grado di riconoscere la presenza della bellezza e della bontà in microeventi, incontri con persone o cose, che hanno avuto il potere di alimentare in lui il motore più potente e misterioso che un uomo possa avere per andare avanti nella vita: la speranza. [Continua »]