Deliverance
Ho trovato su YouTube questa scena tratta dal film Deliverance (Un tranquillo weekend di paura). Avevo solo 11 anni quando il film uscì e dovetti aspettare qualche anno per poterlo vedere, ma da allora questa scena non mi è più uscita di mente. Il duello di Banjo è un mito della mia gioventù. Questo film è pieno di aspetti misteriosi e terribili: la genialità della diversità, la brutale innocenza della natura. Calvino ha scritto ne “Le città invisibili”: “L’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t’aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti”. E in questa scena mi pare che ci stia tutta.
Beethoven scrisse il 6 ottobre 1802 un documento che custodì preziosamente, conosciuto con il nome di “Testamento di Heiligenstadt”. Nello scritto Beethoven svela la sua sordità. Una seconda parte del testamento fu redatta alcuni giorni dopo, il 10 ottobre 1802.
ll laboratorio di scrittura è un luogo di ESPERIENZA (lettura e scrittura di testi), RIFLESSIONE (confronto e discussione con l’editor e gli altri lettori del laboratorio) e AZIONE (lettura, scrittura e riscrittura nella propria dimensione privata). Tre momenti fondamentali senza cui è impossibile sviluppare la propria capacità di visione e di scrittura. Nell’ultimo incontro abbiamo letto con attenzione la prima stesura di un nuovo racconto di Paola, la storia di due amiche che, pur in modo diverso, ricercano l’attenzione dello stesso uomo.
«In principio era il Caos, e il Caos era presso Dio, e il Caos era Dio – la realtà»: comincia così Kristus, l’ultimo romanzo di Robert Schneider (Neri Pozza, 2006, pagg. 550). Anno 1500: la follia regna sull’Europa, sprofondata in una schizofrenia sociale tra l’ordine agognato e la tragicità del presente. L’ottimismo umanistico naufraga, come testimoniano Il vascello dei pazzi di Sebastian Brandt (1494) e l’Elogio della follia di Erasmo da Rotterdam (1509), mentre torna alla ribalta il millenarismo. Nuovi spiritualisti recuperano il progetto della Città utopica. Alcuni la teorizzano, altri tentano di realizzarla. Ed ecco Utopia di More (1516), la Ginevra di Calvino (1541), La Città del Sole di Campanella (1603) e soprattutto Münster, roccaforte degli anabattisti (1534), proclamata nuova Sion, eppure così simile a una tela di Jeronimus Bosch.
Qualcosa è cambiato è un film che fa riflettere sulla qualità della vita sociale nel nostro tempo, mettendo in luce le manie, le paure, l’individualismo e la solitudine che tendono ad ingoiarci, sottolineando che l’inaridimento verso cui potremmo andare si può sfuggire solo amando per primi.
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Quando un artista compone un’opera, essa è frutto della sua libera fantasia o di uno sguardo attento su ciò che lo circonda? La realtà è semplicemente uno «spunto» per i suoi voli fantastici? Quale rapporto esiste tra la realtà e la fantasia, soprattutto nel campo della creatività letteraria?