La fabbrica di cioccolato
Nella pellicola del 2005, il grandissimo Tim rinsalda la propria alleanza con gli amici che hanno accompagnato la sua carriera cinematografica: il dark, Roald Dahl, Johnny Depp e le musiche di Danny Elfman.

Locandina del film di Tim Burton
Tim interpreta al meglio lo spirito macabro della favola di Dahl, alternando scene tetre nelle quali prevale il buio e il freddo, ad altre coloratissime che ben rappresentano il mondo dei dolciumi. Macchine enormi e fantasiose, guidate dai bizzarri Oompa Loompa, sono il cuore pulsante della fosca e solitaria fabbrica. Il pallore funereo di Willy Wonka (Johnny Depp), i suoi modi sbrigativi e affettati, sono accostati al rutilante arcobaleno di caramelle e zucchero. [Continua »]

Cari Bombers, è stato pubblicato sul sito il nuovo numero della e-zine di BombaCarta: il numero 66 di Gas-o-line.
>La poesia ha tante voci, è duttile, malleabile, accoglie e regala, viene da lontano e si apre con disponibilità alle voci del dire, secondo i desideri, gli orientamenti, le aspettative e le urgenze esistenziali dell’uomo nel tempo del suo vivere. Talvolta la poesia si è fatta voce dell’uomo che vuole parlare con la divinità, è stata sentita come forma speciale per dialogare con chi speriamo ci ascolti e ci risponda, al di là di ogni umana certezza. Per questo la poesia fin dai primordi
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Beethoven scrisse il 6 ottobre 1802 un documento che custodì preziosamente, conosciuto con il nome di “Testamento di Heiligenstadt”. Nello scritto Beethoven svela la sua sordità. Una seconda parte del testamento fu redatta alcuni giorni dopo, il 10 ottobre 1802.