Quando la vita si fa parola

di Giuseppe Condello dell’Associazione “Le Madie“

L’uomo e la storia degli uomini. L’uomo e la sua storia. Tutto vissuto nell’immediatezza spontanea e riflessiva dei versi, nei rapimenti di luce, “nel cuore che è il paese più straziato“. I morti che parlano di dolore e della precarietà della vita umana di fronte ai grandi e tragici eventi militari e politici. La moralità dell’uomo ridotta a un cumulo di odio e le parvenze della retorica che macinano propaganda sono attuali nel Novecento.

Ungaretti Giuseppe, un cognome e un nome, eppure, un poeta. Lui forse più di altri nel secolo XX ha incarnato con la sua poesia il disagio, il dolore, la profonda commozione per l’umano indifeso. [Continua »]


Un personaggio difficile da incasellare

Vi segnaliamo che è possibile ascoltare on-line l’intervista ad Andrea Monda, andata in onda il 6 aprile su “28 minuti“, la striscia quotidiana di approfondimento condotta da Barbara Palombelli alle ore 13.00 su Radio Due (qui).

Andrea Monda milita da anni in BombaCarta ed è responsabile del laboratorio di cinema.

Ai microfoni di Radio Due ha parlato del senso del Venerdì Santo e dell’insegnamento della Religione oggi, partendo dalla sua personale esperienza di docente a scuola e presso la Pontificia Università Lateranense.


A Reggio Calabria è scoccata l’ora dei laboratori

Una delle grandi novità dell’ultimo convegno promosso dall’associazione “Pietre di scarto” a Reggio Calabria è stata di organizzare alcuni laboratori di scrittura e di lettura nelle scuole. A me è stato chiesto di incontrare due classi del Liceo Classico “Campanella”. Il primo laboratorio si è svolto nella nobile sede principale del liceo mentre il secondo è avvenuto nella “succursale” della scuola alla periferia della città, un casermone anonimo della peggiore edilizia popolare. I ragazzi erano stipati in un’aula spoglia e sporca, i muri zeppi di scritte, la lavagna storta, uno straccetto da cucina per cancellino, una cattedra pericolante (quando mi ci sono appoggiato stavo per finire per terra) e una stufetta elettrica in un angolo che faceva finta di riscaldare l’ambiente. Mentre la professoressa presentava l’autore televisivo venuto da Roma per la lezione di scrittura creativa avrei voluto dire ai ragazzi: cosa ci fate qui? Cosa avete fatto per meritarvi tanto degrado? Come potete essere educati alla bellezza e all’amore per la vita in un luogo che sembra fatto appositamente per offendere la vostra dignità? [Continua »]


L’Uomo e l’Eco di Yeats: il venerdì santo della parola poetica

Giunto al termine della sua vita, nella prima metà degli anni ’30 del secolo scorso il grande poeta irlandese William Butler Yeats, rivisitando la propria esistenza e analizzando con la freddezza e la lucidità del poeta il contributo delle proprie idee alla vita politica e culturale del suo Paese, – nonché il senso del proprio essere e del proprio operare al cospetto del giudizio della storia e di un Essere Superiore cui prestava una fede intermittente, personalissima, densa di esoterismo ma anche di smaglianti intuizioni – arrivava ad una conclusione non analitica, ma affidata alla suggestione e alle parole dei versi, nella poesia “L’uomo e L’eco” dove immagina un pellegrino che invece di recarsi in un luogo sacro, ad interrogare qualche oracolo di una qualsivoglia divinità, si reca sulle pendici del Knocknarea, calva e bizzarra montagna che si erge tra Sligo, luogo d’origine del poeta, e l’Oceano. [Continua »]


Scrivono i giornali

Anche attraverso i giornali il Convegno di Reggio Calabria ha lasciato il segno, tutte pagine per noi molto significative e che di certo conserveremo, nuovi tasselli della nostra piccola grande storia. Ho ricevuto, in particolare, i seguenti articoli, pubblicati dal quotidiano locale “CalabriaOra” di mercoledì 4 Aprile e portano la firma di Jenny Canzonieri, che ha preso parte ad alcuni momenti dei lavori del Convegno.

“«È difficile trovare l’ispirazione da sé».
Esordisce così una giovanissima scrittrice. La chiamiamo scrittrice per farla sentire importante, invece Maria Cristina è una liceale attenta che spera di trovare nel laboratorio di scrittura creativa e nello stimolo poetico, una via “tecnica” perché il genio dello scrivere [Continua »]


Una parzialissima mappa del calcio scritto

Nuove pubblicazioni tra narrativa, saggistica, memoria e interpretazioni: “Come il calcio spiega il mondo” di F.Foer (Baldini&Castoldi); “E’ finito il nostro carnevale” di F. Stassi (Minimum fax); “Un antropologo nel pallone” di B.Barba (Meltemi); “La matematica del gol” (Aa.Vv. Fandango); “La partita dell’addio” di N. Governato (Mondadori) .

Nonostante sia l’anno post mondiale e post scandali il calcio scritto è sempre più vitale e versatile. Ma quali sono gli autori più significativi? E ci sono dei filoni? Quale geopolitica letteraria si può individuare nell’universo del pallone raccontato? Proviamo a delineare un nostro personalissimo e parzialissimo atlante del calcio scritto. [Continua »]


Su “100 chiodi”

Legittima difesa di un lettore.

Ermanno Olmi

Ermanno Olmi

“100 chiodi“, l’ultimo lavoro di Ermanno Olmi, è il film-testamento con il quale il maestro si congeda dal suo pubblico per dedicarsi ad altro (documentari, sembra).

La storia è quella di un professore (Raz Degan) che abbandona i libri per incontrare l’uomo, la natura e la felicità. Il film, tra dialoghi pilotati per dare ragione alla tesi dell’autore, frasi altisonanti e momenti ispirati nella descrizione di momenti di vita “agreste” non mi ha entusiasmato, ma non è di questo che mi preme.
Tra i temi principali del film, se non in principale, c’è un violento attacco alla “cultura”. Più precisamente: un violento attacco ai “libri”. I lunghi 100 chiodi del titolo, con una immagine che vorrebbe possedere chissà quale potenza, letteralmente inchiodano al pavimento 100 pregiati volumi antichi. [Continua »]