di
Max Granieri -
pubblicato il 5 Aprile 2009
“Voglio correre, voglio nascondermi, voglio abbattere i muri che mi tengono dentro. Voglio protendermi e toccare la fiamma, dove le vie non hanno nome”. E’ la prima strofa di Where The Streets Have No Name, storica canzone degli irlandesi U2, la band rock più famosa degli ultimi vent’anni. Il vocalist e capo carismatico Bono Vox, nelle esibizioni live, canta di strade senza nome, correndo da una parte all’altra del palco, per trovare la via del Paradiso, o di un paradiso. La stessa idea che muove BombaRoad, un percorso musicale su strada, nato nel Lab di BombaCarta. La meta è un album, tutto intero, in barba alle playlist personalizzate dell’iPod e alla pigrizia musicale. Una comitiva ha intrapreso il primo pellegrinaggio, passando ai raggi X la novità discografica degli U2, No Line On The Horizon. Un laboratorio su tutto quello che gli U2 hanno espresso nell’album: il sound, i temi trattati, soprattutto l’idea del sacro, la loro cristianità. Si sale in macchina, un pò di benzina per il viaggio e si ascolta il cd, mettendo in pausa un brano, riavvolgendolo, evitando così un approccio superficiale alle canzoni. In sostanza, il laboratorio itinerante è un paziente esercizio d’ascolto, gradevole per le visioni che il peregrinare offre durante la corsa su strada. [Continua »]