BombaMag n. 4: Nel labirinto
È online il numero 4 di BombaMag dal titolo “Nel labirinto”. Dall’uscita nel giugno scorso del numero 3 sono passati diversi mesi: abbiamo attraversato la pausa estiva, il ritorno di settembre, la lenta ripresa di ottobre… il tutto in un continuo fiorire e poi scomporsi di progetti e iniziative, con guizzi e false partenze.
Lo stesso tema della rivista ha subito diversi cambi di rotta, fin quando non ci siamo resi conto che in questo periodo di alti e bassi, di speranze e delusioni, di notizie buone e meno buone, la cosa che potevamo meglio descrivere era proprio la nostra confusione.
Il risultato è una sintesi fra alcuni temi su cui abbiamo lavorato in questi mesi (la complessità, il mistero), uniti dal fil rouge del labirinto.
A differenza dei numeri precedenti, questo numero non è stato realizzato con la collaborazione dei nostri amici e followers sui social. La ragione, molto banalmente, è che fino all’ultimo non sapevamo esattamente dove stavamo andando e quindi non era facile proporre uno stimolo-chiave chiaro ed efficace. Contiamo di riprendere le interazioni a partire dal prossimo numero.
Nelle pagine riservate ai laboratori, si prende una pausa BombaInk, mentre compare un nuovo esperimento generato dalla lettura di un brano dell’OpenLab che ha molto attivato la fantasia dei partecipanti: si tratta di una collana di riflessioni più simile al lavoro che si dipana durante le Officine che a quello che avviene nei laboratori. Lo abbiamo intitolato, in virtù di un ciclo di Officine dallo spirito analogo realizzato nell’anno 2008-09, “A partire da…”. Speriamo (ma, visto il risultato, siamo fiduciosi) che l’esperimento possa intrigare il lettore.
Buona lettura!
Dopo vent’anni di «corpo a corpo» con uno scrittore è possibile capire se e come la sua opera ci ha lavorato dentro. E io non me ne sono mai liberato. Ti spia, sta in agguato con le sue suggestioni e i suoi suggerimenti. Quella di Raymond Carver è una scrittura che si apposta nel tuo quotidiano e lo spacca a metà. Compie un intimo discernimento tra ciò che è autentico e ciò che non lo è.
Chissà come sarà stato il domani di Rossella O’Hara. Si sarà trattato veramente di “un altro giorno” o sarà corso via come tanti altri, nell’affannosa lotta per mantenere stile di vita e apparenze tra i campi di cotone della Georgia?


