Disseppellire Dio da pietra e sabbia
Undici quaderni dalla grafia minuta, veloce, quasi indecifrabile narrano la storia di una ragazza ebrea di Amsterdam nel 1941: la vita di ogni giorno, le letture, gli amori, la guerra. Ma le pagine del diario di Etty Hillesum sono molto di più: sono la testimonianza di una straordinaria ricerca spirituale, capace di elaborare una “sconcertante” risposta al male. Pagine mistiche, in uscita in questi giorni per Àncora, raccoglie testi inediti, tratti dai diari e dalle lettere di Etty Hillesum: testi in precedenza pubblicati, sempre parzialmente, dall’editore Adelphi. Curato da suor Cristiana Dobner, traduttrice e saggista, il volume restituisce un profilo nuovo e approfondito dell’intensa spiritualità della “ragazza che non riusciva a inginocchiarsi”.

Coma White (Mechanical Animals, 1998)
C’è un proverbio cinese che dice, più o meno, questo: “non ti disperare se incontri un muro che non riesci a superare; guardati intorno, raccogli i legnetti che trovi in terra e comincia a costruire su questo muro una capanna”. Il muro insormontabile, quasi disperante a volte, è la pagina bianca. I legnetti sono le nostre parole, quelle frasi smozzicate, buttate lì a occhi chiusi, da cui ogni racconto ha inizio se abbiamo l’umiltà di affrontare lo spaesamento della creazione di una storia con semplicità, affidandoci a ciò che abbiamo a disposizione, a quello che siamo. Basta pensare a Frodo, l’hobbit de “Il Signore degli anelli” che, per salvare la Terra di mezzo, decide di farsi guidare alla meta proprio da colui che vuole ucciderlo e sottrargli l’anello. A volte, proprio come Frodo, non abbiamo alternative, dobbiamo metterci in gioco nella scrittura e affrontare la pagina bianca con quel poco che siamo e che abbiamo. Ma i risultati, perseverando, possono essere entusiasmanti.