Settembre, è tempo di rialzarsi e ripartire

L’editoriale di questo settembre è quello che in gergo si potrebbe chiamare un “copia e incolla”. O anche un piccolo scippo, ma concordato.
Abbiamo infatti chiesto ad Andrea Monda, presidente di BombaCarta e direttore dell’Osservatore Romano di farci un prestito: lasciarci “usare” l’editoriale che lui stesso ha firmato e che è apparso sul suo quotidiano lo scorso 2 settembre con l’esatto titolo “Settembre, è tempo di rialzarsi e ripartire”.
Il perché è presto detto: lo stile è molto BC e ci immerge completamente nell’atmosfera amata e un po’ odiata del ritorno dalle vacanze e della ripresa delle nostre attività, con uno sguardo ammiccante ma non troppo ai buoni propositi che il riposo ci ha aiutato ad elaborare. Ci spinge a osservare, guardare, a non fermarci. A proseguire i nostri viaggi estivi, a traghettarci verso altre e nuove mete. Buona lettura! [Continua »]

Dopo aver superato indenni le vicissitudini più eterogenee, schivando epidemie, moti rivoltosi, monache sventurate e malvagi signorotti, Renzo e Lucia possono infine mantenere la reciproca promessa di unirsi in matrimonio. Celebrato lo sposalizio, ultimati i festeggiamenti, intrapresa una fin troppo tarda vita coniugale, ai due – non più promessi – sposi residua pur sempre un futuro radioso e allietato dalla presenza di una innumerevole prole. Ma cosa rimane al lettore?
Abbiamo chiesto a due bomber di riepilogare la due giorni di Lubriano, ovvero di raccontare in sintesi un weekend, un gruppo di persone e alcuni momenti dedicati all’esperienza di BombaCarta.
“Un padre, volendo insegnare al figlio a essere meno pauroso, lo fa saltare dai gradini di una scala. Lo mette in piedi sul secondo gradino e gli dice: ‘Salta, che ti prendo’. Il bambino salta. Poi lo piazza sul terzo gradino, dicendo: ‘Salta, che ti prendo’. Il bambino ha paura ma, poiché si fida del padre, fa come questo gli dice e salta tra le sue braccia. Quindi il padre lo sistema sul quarto gradino, e poi sul quinto, dicendo ogni volta: ‘Salta, che ti prendo’, e ogni volta il bambino salta e il padre lo afferra prontamente. A un certo punto il bambino è su un gradino molto in alto, ma salta ugualmente, come in precedenza; questa volta però il padre si tira indietro, e il bambino cade lungo e disteso. Mentre tutto sanguinante e piangente si rimette in piedi, il padre gli dice: ‘Così impari: mai fidarti di un ebreo, neanche se è tuo padre’.”