Due è duemila volte uno

Incontro dopo incontro, le Officine di quest’anno fanno emergere in modo preciso quanto la matematica, i numeri, insomma i concetti che siamo soliti definire astratti siano davvero strumenti utili per portarci al cuore dei diversi argomenti.
Dalla follia alla tempesta fino a “scivolare” verso il tema “naturale” della conseguenza più illogica che ci sia: l’amore. Banale più che naturale, si potrebbe pensare. E ce lo concediamo, nella misura (matematica) in cui guardiamo a questo sentimento, a questo senso, a questa sensazione, a questo aspetto ineludibile dell’esistenza umana.
Ci sia permesso dire che, come la matematica e senza offesa alcuna, l’amore è impalpabile. Ma anche inarrestabile, incommensurabile, imponderabile, imprevedibile. Impossibile, forse.
Indefinibile? Chi lo sa? Ovviamente no. Ma ovviamente sì. [Continua »]



