[Report] Officina di dicembre 2017
Andrea
Il conflitto è l’anima delle storie. Non c’è storia senza conflitto. I conflitti possono essere di tantissimi tipi diversi ma saranno sempre al cuore di ogni narrazione. La teoria dei 3 atti è un’altrea conferma di questa affermazione. E’ una teoria molto diffusa nel campo della scrittura cinematografica. Soprattutto negli USA i film vengono scritti prevalentemente nel rispetto di questa teoria per cui la storia si articola appunto in 3 atti: INIZIO, SVILUPPO e CONCLUSIONE.
INIZIO: In questa fase deve essere presentata la situazione complessiva così come appare. In particolare chi sono i personaggi e cosa fanno normalmente nella loro vita di tutti i giorni (mondo ordinario), così come il mondo in cui vivono e le eventuali necessità più o meno manifeste dei personaggi stessi.
Generalmente in questa parte l’eroe (il personaggio principale) ha un problema o un obiettivo che vorrebbe raggiungere. Potrebbe essere un desiderio segreto, un problema con sua moglie, oppure qualcosa che non va con il suo lavoro. Una meta alla quale vorrebbe tendere. O solo qualche cosa che potrebbe dare un significato alla sua vita, o migliorare le sue condizioni generali.
Questa situazione è quella che comunemente viene denominata “conflitto”.
In realtà esistono spesso due linee di narrazione in cui dietro il conflitto evidente, quello che viene mostrato, si nasconde un conflitto più profondo e nascosto che deve essere risolto in concomitanza con quello palese. In “Home Alone” di Chriss Columbus, per esempio, il problema evidente è per Kevin quello di vivere senza i suoi genitori e sconfiggere i ladri che vogliono entrare in casa. Quello sommerso è il fatto che egli è da sempre considerato il “buono a nulla” della casa. Alla fine del film entrambi i conflitti verranno risolti.
Nel primo atto si ha, presto, il PRIMO PUNTO DI ATTACCO: improvvisamente nella storia qualche cosa accade. Un evento che cambia improvvisamente il mondo ordinario del personaggio, e stravolge completamente le sue aspettative e le sua situazione attuale. Il protagonista è spinto in una situazione nuova che rinnova radicalmente la sua vita di ogni giorno e quello potrebbe dare una risposta alle sue domande nascoste, proiettandolo senza pietà nel suo mondo “straordinario” (cioè quello nel quale normalmente non si troverebbe ad agire). In “Rocky”, il personaggio principale è scelto per una sfida per il titolo mondiale.
Il resto della storia, Sviluppo e Conclusione, hanno sempre a che fare con il conflitto (e appunto la sua conclusione, come superamento). [Continua »]



