[Report] Officina di settembre 2017
Andrea
Punto e a capo dunque, si riparte, si ricomincia. La letteratura può servire anche a questo: a ridare una nuova possibilità, anche al passato, non perchè si possa tornare indietro, ma perchè il racconto dona nuova luce e maggiore profondità all’esperienza che si riteneva di conoscere. Il racconto come fonte di riscatto è il senso del film Saving Mr.Banks, dedicato alla vicenda storica di Walt Disney che lotterà per 20 anni per convincere la scrittrice Pamela Travers a dargli i diritti per realizzare il film tratto da Mary Poppins. E qui si aprirebbe la questione se la letteratura può “salvare” (magari per un’altra officina).
Quando è il momento per mettere il punto? Fermare il processo creativo è il vero momento generativo? Dopo 9 mesi di “concepimento” arriva il momento del “parto” che è un vero e proprio “taglio”, come esprime efficacemente la scena tratta dal film Sei gradi di separazione (non a caso intitolata “creatività”):
Non solo la punteggiatura è importante, ma tutta la grammatica, anche i modi del verbo. Ad esempio il congiuntivo contiene in sè l’idea di futuro e quindi di speranza, come osserva George Steiner nel saggio Grammatiche della creazione:
«Sì, mentre l’animale è capace di percepire il presente e, in qualche misura, di fare memoria (cioè passato), l’homo sapiens è l’unico capace di fare ipotesi su ciò che accadrà o su possibilità che esulano dalla pura realtà.
“Se Cesare non fosse andato in Campidoglio…”: questa frase richiede un tempo verbale che spalanchi il mondo dell’immaginazione, il congiuntivo appunto. E Steiner afferma che questo dato grammaticale sia la prova tangibile del bisogno di oltrepassare lo scandalo incomprensibile della mortalità».
Cornici. Perimetri. Bordi. Contorni. Confini. Che siano fisici o ideali, queste cose sono un elemento imprescindibile della creatività umana in qualunque campo (artistico e non). Sono il riconoscimento della nostra finitezza: non possiamo estendere il nostro operato a TUTTO, quindi dobbiamo darci dei limiti.
Le Reichenbachfall sono delle cascate del fiume Aar, alte più di duecentocinquanta metri, situate nei pressi del comune di Meiringen, in Svizzera. Sono celebri per motivazioni più letterarie che naturalistiche, in quanto teatro della morte di Sherlock Holmes nel racconto The final problem, improvvidamente tradotto come L’ultima avventura. La storia, come sempre narrata attraverso la voce del Dottor Watson, si apre con le seguenti parole: «È con cuore molto pesante che prendo la penna per scrivere queste parole, le ultime con le quali avrò mai più occasione di ricordare al mondo le straordinarie capacità che il mio amico Sherlock Holmes possedeva»; e si conclude con la colluttazione tra Holmes e il Professor Moriarty, suo antagonista. La lotta termina in parità, ossia con il sacrificio del detective, che precipita insieme a Moriarty proprio nelle cascate di Reichenbach. Le pressioni di pubblico e critica saranno però tali da costringere Doyle a resuscitare Sherlock Holmes in un racconto successivo, dove viene narrato il modo in cui egli scampa alla sua presunta fine. Le ‘parole, le ultime’ che Watson, e con lui Doyle, pensavano avrebbero dedicato alla narrazione delle arguzie del celebre investigatore, trovano invece una loro prosecuzione. Non un ‘punto e basta’, dunque, ma un semplice ‘punto e a capo’. 

