di
Tiziana Debernardi -
pubblicato il 30 Settembre 2016

Come sarà questo nuovo anno di BC? Negli ultimi due editoriali del nostro blog già ne avete avuto qualche assaggio.
In puro stile BC l’argomento delle nostre Officine sarà una passeggiata dentro BC stessa.
Nessun ripiegamento interiore o movimento narcisistico; nessun bisogno di andare oltre o fare sensazionali scoperte.
Più semplicemente un’esigenza di raccontarsi, di ripercorrere scene già calcate e mete già raggiunte facendo ricorso a quell’ingrediente che in BC è imprescindibile: l’esperienza. E con l’aiuto dell’esperienza provare a guardare a BC con occhi ancora e sempre nuovi.
Facciamo BombaCarta ormai da molti anni. Quando usiamo un verbo come “fare” intendiamo proprio l’azione materiale del compiere un atto (un’esperienza addirittura!). Fare BC che significato ha?
BC ci avvicina all’arte (letteraria, visiva, poetica,…) e, come ebbe a dire Antonio Spadaro “l’arte è una “esperienza”, non un “fatto” o un “oggetto” (ob-jectum) che mi sta davanti e che io devo semplicemente “rispettare” come se fosse a me estraneo. Nel momento in cui io vengo a contatto con questo “oggetto”, esso “rischia” di diventare carne della mia carne e ossa delle mie ossa e pupilla del mio occhio. Nel momento in cui io mi ci espongo, quella cosa là diventa parte di me, pur rimanendo se stessa. Quindi l’esperienza della visione o della lettura entra in contatto con la mia vita e mi fa reagire, commentare, approfondire, persino litigare con me stesso o con l’opera stessa o persino con la vita”.
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