Gravity, un inno alla vita

“I dwell in possibility”, Io abito nella possibilità, cantava Emily Dickinson. Questi versi mi vengono in mente al termine della visione del film Gravity di Alfonso Cuaròn, con George Clooney e Sandra Bullock. Come inseguendo l’arcata di un ponte, questo film si apre e si chiude all’insegna di questi versi: sulle prime immagini del film campeggia una serie di scritte che si conclude con la frase “nello spazio la vita è impossibile”, mentre tutta la sequenza finale mostra l’arrivo sulla terra di Sandra Bullock (nei panni dell’astronauta Ryan Stone) che prima sprofonda con la sua sonda sott’acqua, poi si libera da tutti gli impacci e finalmente riemerge in un piccolo laghetto popolato da alghe e rane, a segnalare quella vita che qui, sulla terra, è possibile. [Continua »]

Spesso rispondo “sincerità…”. Faccio seguire la parola dai puntini di sospensione, come se non avessi detto abbastanza, come se non avessi detto tutto. “Quando scrivo cerco la sincerità, quando leggo cerco la sincerità, una voce sincera”, dico.


