Velocità e lentezza

Usain BoltIl tempo che precede lo sparo appare infinito. Tutti gli spettatori, quasi come per un silenzioso ordine, trattengono il respiro all’unisono, mentre gli atleti tendono muscoli e nervi. Gli uomini più veloci del pianeta sono in fila, l’uno accanto all’altro, tutti con lo stesso obiettivo nella testa e la medesima paura nel cuore. E null’altro intorno a loro; soltanto la pista che hanno di fronte, le orecchie che cercano il suono del via. Lo sparo giunge sempre inatteso, proprio quando la mente stava esercitando tutto il suo potere di controllo per impedire al corpo di scattare anzitempo, la tentazione più facile. Bolt non parte bene, ma anche chi non abbia mai osservato una sua gara sa che le partenze non costituiscono la sua specialità. Già qualcuno, per un momento, pregusta il successo a sorpresa di un altro atleta. Ma è una sensazione destinata ad avere vita breve, giusto il tempo impiegato da Bolt per raggiungere il suo avversario e, con passo più vicino alla danza che alla corsa, superarlo senza apparente fatica, indifferente come un’automobile che sorpassa una bicicletta. [Continua »]


Che spettacolo!

45545-La-Vita-di-Pi-scena-film-600x337Approfittando delle festività natalizie sono ritornato al cinema e ho visto due film: The Hobbit e La vita di Pi, entrambi nati dai due romanzi omonimi di grande successo. Ci sono almeno altri due punti di contatto tra questi due film apparentemente diversissimi, uno collegato al contenuto ed uno alla forma. Sul contenuto: la “morale” di entrambe le favole può essere espressa dall’esortazione evangelica estote parati, “siate pronti!” o se vogliamo, dall’affermazione di Amleto: readiness it’s all, la prontezza è tutto.È questa la principale virtù di Bilbo Baggins, lo hobbit protagonista della lunga favola scritta da J.R.R. Tolkien nel 1937 e ora diventata una trilogia cinematografica per opera di Peter Jackson. [Continua »]


Le canzoni religiose e antireligiose del 2012

La ricerca spirituale nel 2012 risorge nella musica popolare e nell’hip hop, quest’ultimo un genere musicale pieno di autori che scrivono testi politicizzati, d’impegno sociale e pure metafisici. La playlist qui proposta segue il criterio del gusto personale e la solita lettura cristiana della musica. Afferma Giulio Ragno Favero de Il Teatro degli Orrori (presenti nella playlist): «Noi sappiamo benissimo di cosa parlano le nostre canzoni, ma la libera interpretazione è quell’elemento fondamentale che rende il testo efficace e vivo in tutte le sue dimensioni possibili» (via sentireascoltare.com).

Ciò che accomuna i brani inseriti in questa classifica, secondo la mia libera interpretazione, è la tensione religiosa. In alcuni casi si arriva all’anticlericalismo, in altri si canta una resurrezione laica, in una canzone si palesa l’assenza di Dio. Nel bene e nel male, Dio e il Cielo sono sulla bocca di tutti.
Ascoltate la playlist con gli occhi e buon 2013. [Continua »]


Report Laboratorio BombaCinema novembre 2012

Giovedì 15 novembre c’è stato il primo laboratorio di BombaCinema presso la sede di Via Panama 9 (il prossimo sarà giovedì 13 dicembre, ore 19,30).
Il laboratorio è partito alla grande e i sette partecipanti presenti hanno selezionato ciascuno delle ottime scene, alcune prese da film celebri e altre da film meno noti, spaziando dal film storico in costume al film d’animazione della Pixar passando per i grandi film d’autore. [Continua »]


Solzenicyn e la trappola della «quasi» felicità

Ci sono racconti che vanno miscelati con attenzione, come reattivi chimici, o sbattuti seccamente l’uno contro l’altro, come selci per accendere un fuoco. Ad esempio, due opere che Aleksandr Solzenicyn pubblicò nel 1963: Una giornata di Ivan Denisovič e La casa di Matrjona.

Quando uscì il primo, Anna Achmatova invitò i cittadini dell’Unione sovietica a impararlo a memoria e Nikita Chruščëv volle conoscere personalmente l’autore. Il secondo vede escludere Solzenicyn dal premio indetto dalla Pravda a causa dell’«umanesimo di compensazione» e dell’«inutile senso di pietà» che ostacola «la battaglia per una moralità socialista».

Presi singolarmente, Una giornata di Ivan Denisovič è un gelido referto sociologico, e La casa di Matrjona un apologo edificante, pure un poco moralistico. Insieme, sono un dittico potentissimo. [Continua »]


Andata e/o Ritorno

C’è una poesia di Mary Oliver il cui titolo Instructions for living a life (Istruzioni per vivere una vita) è più lungo della poesia stessa che dice così: Pay Attention,/ Be Astonished,/ Talk About It cioè: Fai attenzione,/ Stupisciti,/ Raccontalo (o parlane). Ai fini del tema che intendiamo affrontare in questo mese di dicembre si potrebbe ulteriormente “tradurre” così: Fai attenzione, l’andata; stupisciti, l’esperienza; raccontalo, il ritorno.

L’andata è l’attivazione di una at-tenzione sulla realtà, sul mondo che ti si spalanca davanti. L’ometto che è nell’immagine qui a fianco, tutti ormai lo conoscono, è il mezzouomo Bilbo Baggins, lo hobbit più famoso della Contea che ci dà le spalle pronto a tuffarsi nel mondo che c’è oltre la porta spalancata (come è noto il sottotitolo de Lo Hobbit è “Andata e Ritorno“), ecco la sua canzone [Continua »]