Andata e/o Ritorno
C’è una poesia di Mary Oliver il cui titolo Instructions for living a life (Istruzioni per vivere una vita) è più lungo della poesia stessa che dice così: Pay Attention,/ Be Astonished,/ Talk About It cioè: Fai attenzione,/ Stupisciti,/ Raccontalo (o parlane). Ai fini del tema che intendiamo affrontare in questo mese di dicembre si potrebbe ulteriormente “tradurre” così: Fai attenzione, l’andata; stupisciti, l’esperienza; raccontalo, il ritorno.
L’andata è l’attivazione di una at-tenzione sulla realtà, sul mondo che ti si spalanca davanti. L’ometto che è nell’immagine qui a fianco, tutti ormai lo conoscono, è il mezzouomo Bilbo Baggins, lo hobbit più famoso della Contea che ci dà le spalle pronto a tuffarsi nel mondo che c’è oltre la porta spalancata (come è noto il sottotitolo de Lo Hobbit è “Andata e Ritorno“), ecco la sua canzone [Continua »]

Per caso mi sono imbattuto ne Tropico del cancro di Henry Miller e sfogliandolo mi ha colpito la frase in esergo di R.W.Emerson: “E poi, a poco a poco, i romanzi cederanno il posto ai diari, alle autobiografie; libri avvincenti, purchè chi li scrive sappia scegliere, fra ciò che egli chiama le sue esperienze, quella che è davvero esperienza, e il modo per raccontare veramente la verità“.
Burt e Verona sono una coppia moderna. Qualcosa sta per scombussolare la loro vita. Verona è incinta. In un secondo si accorgono di avere un futuro. Complicato.
Sono ricominciati gli appuntamenti del laboratorio dedicato agli appassionati di libri e di lettura presso la libreria Aquisgrana, in via Ariosto 28-30 a Roma.
Con la singolare collana Zoo ||| Scritture animali diretta da Giorgio Vasta e Dario Voltolini, la casa editrice :duepunti dimostra come la nobile e per nulla facile (nonostante le apparenze) arte del racconto abbia ancora cultori di vaglia e riesca a esiti talvolta piacevolmente sorprendenti. In essa autori di estrazione assai eterogenea (da Mozzi a Lagioia, da Falco a Genna, per far solo qualche nome) si sono misurati in narrazioni ciascuna delle quali programmaticamente dedicata a un animale. Anche Marino Magliani, con questo suo La ricerca del legname, partecipa al cimento con risultati che ne confermano le solide qualità di narratore, a suo agio nel conferire profondità alla narrazione, pur nell’angustia del tema precipuo della collana e nell’esiguità della misura prescelta. Non propone una narrazione naturalistica ma una favola surreale, una comunità abitata da topi antropomorfi, fondale ideale per una puntuale allegoria dell’intrecciarsi dei rapporti e delle vicende del mondo degli umani.