Si e tabula a Benedicta picta (MCMXIX –MCMXXIV) Scaphae motoriae velocitas inscripta incipere volumus…

E charta Michaelae Carpi Rosa Elisa Giangoia vertit

Nomen libello dare, ardentes et vitales esse, artissime artem et vitam coniungere et maxime omnes artes aestimare (etiam artem coquinariam), creandi ratio consentiens et mutua, in multis regionibus pervulgari et magna mulierum frequentia, sunt solum nonnullae virtutes quae illum nostrum gregem cui nomen BombaCarta est cum illo grege qui Futurismus dicitur deligant. Primis edendi Libellum Futurismi saeculariis celebrantibus (a.d.X Kalendas Martias MCMIX) nos quoque laudem et honorem iis hominibus qui non solum gregem sed veram scholam fecerunt reddere volumus.

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A partire da… «Velocità di motoscafo», opera futurista, di Benedetta

velocità di motoscafo, bendetta

Velocità di motoscafo, Benedetta (1919-24)

L’adesione a un Manifesto, il carattere «esplosivo» e «vitale», la strettissima interrelazione tra arte e vita e la valorizzazione di tutte le forme d’arte (cucina inclusa!), una visione solidale e collettiva della creatività, la diffusione regionale e una forte componente femminile, sono solo alcuni degli aspetti che legano l’esperienza del Futurismo a quella di BombaCarta.
Nel centenario della pubblicazione del primo Manifesto del Futurismo (20 febbraio 1909) non potevamo dunque non omaggiare anche noi quello che fu non solo un «gruppo», ma un vero e proprio «movimento»: «Il Futurismo è un movimento, il movimento è vita», come scriveva Severini rispondendo alle critiche mosse da un’«antica, invincibile avversione di tutti per le novità e per l’audacia» (Tutta la vita di un pittore, 1946)…

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Canto una vita immensa (in passione)

Tratto da:
Walt WHITMAN, Canto una vita immensa, traduzione e introduzione di Antonio Spadaro, Milano, Ancora, 2009.

"Canto una vita immensa" di Walt Whitman tradotto da A. SpadaroCon il suo vigore e con il grande respiro dei suoi versi, mi mette in uno stato mentale di libertà, pronto a vedere meraviglie; mi porta, per così dire, in cima a una collina o al centro di una piana; mi scuote e poi mi getta addosso migliaia di mattoni”: queste le impressioni che lo scrittore Henry David Thoreau ricavava dalla lettura della poesia del suo contemporaneo Walt Whitman (1819-92). L’anno di esordio del poeta statunitense fu il 1855. A 36 anni Whitman a proprie spese pubblicava la prima edizione di Leaves of Grass (Foglie d’erba), l’opera poetica che lo avrebbe reso un gigante all’interno del canone letterario statunitense.

Cosa accadeva in quegli anni? Nasceva Pascoli, Carducci elaborava le sue Rime, e Baudelaire i suoi I fiori del male. Proprio in questi anni Whitman scriveva: “Gli Stati Uniti in sé, nella loro essenza, sono il più grande dei poemi. (…) Qui finalmente troviamo nell’umano operare qualcosa che risponde all’operare maestoso del giorno e della notte“.

Ad una prima lettura queste espressioni potrebbero comunicare l’idea di un orgoglio patriottico che scade nell’enfasi retorica. Dov’è l’intensità silente e meditabonda di tanta grande poesia? Dove il dramma della coscienza inquieta che trova la poesia nelle sfumature? Nulla del genere in Whitman e anzi, poco dopo l’uscita dell’edizione finale di Foglie d’erba (1892), c’era in Italia chi confidava che la “freschezza vitale” dei suoi versi fosse capace di liberare l'”asmatica e tisica nostra poesia” e di trasfondere in essa un po’ di sangue. [Continua »]


Sulle tracce del Boss

Bruce SpringsteenQuanto è vecchio il nuovo Springsteen? Quanto è nuovo il vecchio Springsteen? Quello del rocker del New Jersey rimane un corpo poetico tra i più originali di tutta la canzone americana, un corpus nel quale tutto si allaccia, tutto si richiama, tutto mostra assonanze e echi, tutto è nuovo e vecchio, vecchio e nuovo allo stesso tempo.  

Outlaw Pete: Di fuorilegge è piena la discografia di Bruce: ovunque spuntano uomini che tentano di resistere alla vertigine dell’illegalità (Atlantic city), che lottano per non varcare quel confine e si trattengono sull’orlo (Straight time), che lo infrangono [Continua »]


Un romanzo di “common people”

Vito Bruno

Vito Bruno

«Questo libro è un dono. Un giorno mia moglie mi disse: “Guarda che sta arrivando la cicogna”. Era Giovannino. Due giorni dopo mi sono messo a scrivere e ho finito il romanzo in cinque mesi, senza avere un ripensamento». Mentre Vito Bruno ci racconta il suo ultimo romanzo (Il ragazzo che credeva in Dio, Fazi) il piccolo Giovanni – sedici mesi di pura vitalità – sale e scende dalle nostre braccia come da uno scivolo, rendendo l’intervista piacevolmente movimentata. Una storia piuttosto movimentata ce l’ha alle spalle anche Vito Bruno: nato in un paese vicino a Taranto nel 1957, emigrato in Svizzera con la famiglia, tornato poi ad Alberobello (Ba) per sposarsi con Elena, si è infine stabilito a Roma. Ma Taranto gli è rimasta nel cuore. Ed è lì che si ambienta la vicenda di Carmine Bianco, 49 anni, di “professione” sacerdote. Un prete amatissimo dai suoi parrocchiani, ma giunto ormai a un esaurimento emotivo. L’entusiasmo è venuto meno. E quando il dolore di chi gli sta attorno preme ed esige risposte, Carmine scopre di non avere più parole… Cos’è successo? È arrivato il momento di arrendersi? o quello di combattere? [Continua »]


L’ascensione dei Coldplay

I Coldplay pubblicano nel 2008 Viva la Vida or Death and Hall His Friends, tra la curiosità dei fans e le accuse di pungenti detrattori. L’esordio dell’album, infatti, non è dei più fortunati. Gli americani The Creaky Boards accusano i Coldplay d’aver copiato in Viva la Vida una loro canzone The Songs I Didn’t Write (titolo adatto alla situazione). Successivamente, su YouTube appare in video un’altra imputazione di plagio. L’involontario ispiratore sarebbe il chitarrista Joe Satriani, con il brano If I Could Fly. Sul web, alcuni bloggers inglesi battagliano da tempo contro Chris Martin, frontman del gruppo, deridendo le sue idee filosofiche e religiose. Recita la descrizione di un blog: “C’è un solo Dio e Chris Martin è il suo profeta”, sotto una foto ritoccata al Photoshop del Sacro Cuore di Gesù che raffigura Martin come il nuovo Messia. Riguardo una presunta spiritualità dei Coldplay, il leader Martin asserisce: “Non lo so se c’è Allah, Gesù o Zeus. Io quasi protendo per Zeus”. Qui c’è il timore d’essere confinati in una professione di fede che non appartiene al background culturale della band e che li renderebbe simili in tutto, anche nelle convinzioni, agli U2. [Continua »]


Bomba Musica 5 Febbraio 2009

Giovedì 5 febbraio, alle ore 19.00, appuntamento con BombaMusica, il laboratorio musicale di BombaCarta.

Vi aspettiamo per ascoltare… le migliori uscite del 2008! Ognuno porta il brano, tra quelli usciti lo scorso anno, che preferisce, poi lo si ascolta e commenta insieme. La durata del pezzo dovrebbe essere di massimo 5 minuti, ed è preferibile portarlo su cd (ma non necessario, per altri supporti tipo ipod, flash pen, o brani in mp3 contattatemi); è preferibile portare anche le fotocopie del testo, se presente.

Per chi fosse in cerca di spirazione sul brano da portare, ecco qui una prima Bombaclassifica (e alcune preziosissime altre) a cui ispirarsi!

Ci vediamo in via San Saba 19 (Aventino, Metro B Circo Massimo), dalle 19.00 alle 21.00.