di
Andrea Monda -
pubblicato il 11 Maggio 2015

La prossima Officina del 23 maggio, sul tema del “mestiere del cuoco”, promette grandi cose (e forse grandi mangiate); si tratta di un tema che è sempre stato caro all’interno del mondo di BombaCarta. Per prepararci degnamente all’appuntamento è allora cosa buona leggersi questo brano tratto dal saggio di Cesare Pagazzi “La cucina del Risorto” (EMI) considerando che lo stesso teologo lodigiano verrà a Roma il 23 proprio per partecipare all’Officina.. buona e gustosa lettura a tutti!
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Homo culinarius
I Vangeli mostrano il Figlio di Dio come l’uomo singolarmente capace di rivelare e restituire la relazione salvifica data dalla carne, familiarità di corpo e mondo, espressa dalla fame e dai cibi tutti buoni. Anche in un altro dettaglio dello stile del Signore circa il cibo si scorge la già notata insistenza evangelica al riguardo. Infatti egli non solo gode della convivialità della tavola e nutre gli affamati, ma si mostra pure intenditore del processo di produzione e approvvigionamento delle materie prime degli alimenti: il frumento da seminare e raccogliere (Mt 13,3-9.24-30), i pesci da pescare e scegliere (Mt 13,47-50), un ortaggio adatto per i condimenti (Mt 13,31-32), il sale per insaporire (Mt 5,13). I Vangeli regalano un altro tratto del portamento di Gesù, quasi per nulla notato: con buona probabilità, sapeva cucinare! Diamo ancora voce alle parabole che mostrano l’attenta osservazione del Signore verso le cose di ogni giorno, dentro cui egli indica il fremito del Regno. Tra le ‘cose di ogni giorno’, annunciatrici del Regno, sta pure la cucina: “Il Regno dei cieli è simile al lievito che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata” (Mt 13,33). Stupiscono la resa puntuale dei gesti (“prendere” e “mescolare”), la menzione agli ingredienti (“lievito” e “farina”), l’allusione al tempo necessario alla lievitazione (“finché non sia tutta lievitata”), ma soprattutto la precisione delle dosi, senza cui è impossibile cucinare: “tre misure di farina” (come ogni cuoco che si rispetti, è tenuta segreta la quantità di un ingrediente, il lievito). [Continua »]