Letture: “Favole del morire” di Giulio Mozzi.
- Del morire.

Con Favole del morire (Laurana, 2015), da poco più di un mese in libreria, Giulio Mozzi ci propone una riflessione articolata, vertiginosamente consequenziale ed apparentemente asettica sul morire. Non sulla morte, ma sul morire, sull’esserci e non esserci, sulla presenza o assenza di vita o, il che pare proprio lo stesso, sulla presenza o assenza di morte. La morte come metamorfosi, ma anche come durata, il trapasso come stadio intermedio tra due condizioni che a volte si fondono, come ci insegnano angoscianti declini di persone care, lenti di una lentezza che esaspera lo strazio della contemplazione impotente su alterazioni che sfigurano caratteri prima ancora che fattezze. La materia uncina poi ogni coscienza appena un po’ avvertita del proprio attraversare un tempo ed uno spazio limitati da una fine, di tutto o di questo tempo e di questo spazio. Per assioma, non ha limiti, e Mozzi la percorre cogliendo frammenti che possano tornare utili non come elementi di comprensione (siamo al cospetto dell’inconoscibile), né tantomeno di consolazione, ma come ausili alla consapevolezza. Questo libro ci pone di fronte al morire non per capire, non per trarne qualche forma di conforto, ma per ricordarci che c’è, che ci sarà immancabilmente: ci si confronta allora con qualcosa (“qualcosa”? ma la prosa di Mozzi nella sua precisione assoluta, pare lasciare intendere per contrasto quanto siano inadeguate le ordinarie convenzioni espressive per questo tema) che per alcuni “non è un traguardo alla fine di un percorso, ma un niente dove non c’è nemmeno il niente”, come chiosa Lorenzo Marchese nell’illuminante postfazione Una comparsa in frantumi. [Continua »]
Nel 2012 il fotografo
La guerra è tutta un fastidio. Così sentenzia Giovannino dalle Bande Nere nel film Il mestiere della armi, di Ermanno Olmi. In quel fastidio, Giovannino, capitano di ventura, trova la ragione della sua esistenza e la causa della propria morte. La guerra assume, per lui, i tratti propri dell’inevitabilità, del fato che tutto ordina e dal quale è impossibile fuggire.


