di
Andrea Monda -
pubblicato il 5 Agosto 2013
Ma voi, d’estate, cosa fate?
Prima di dirvi cosa faccio io, voglio subito precisare che la domanda non è oziosa, “estiva” appunto, non è una curiosità da giornalista ma è invece un interrogativo molto serio, poiché ritengo che quello che si fa d’estate rivela molto della propria identità. L’otium rivela più del negotium. È proprio quando hai tempo “libero” che emergono i tuoi desideri, le tue passioni, ambizioni, sogni.. dunque, cosa combiniamo d’estate?
Io d’estate leggo e scrivo. Nelle altre stagioni dico di leggere e scrivere ma in realtà non riesco a farlo, quindi recupero d’estate. Ore e ore a leggere. Vedo che non sono il solo preso da questa passione estiva, siamo in tanti sotto l’ombrellone con i libri più disparati, tutti concentrati mentre il tempo passa, ecco l’aggettivo che cercavo: concentrati. L’estate come tempo della concentrazione, tutto l’anno sono decentrato, “esploso” e disperso in mille cose diverse (che però ruotano quasi tutte intorno ad un unico centro focale, quello del lavoro) e poi arriva l’estate e anche qui sono preso da mille cose ma è il centro focale ad essere diverso, non è il lavoro ma il mio cuore, non è più fuori ma dentro di me. Da una vita centrifuga ad una centripeta; il punto è che l’estate è un tempo estremo che ricorda alcuni luoghi estremi come il carcere, l’ospedale, luoghi in cui il tempo è dilatato e si vive essenzialmente della compagnia dell’amico più sconosciuto e inquietante, se stessi. [Continua »]