Venezia 70 – THE CANYONS di Paul Schrader
Dopo cinque anni dall’ambizioso e sfortunato Adam Resurrected (2008) Paul Schrader torna deitro la macchina da presa presentando alla Mostra di Venezia il suo ultimo The Canyons, film low-budget scritto di Bret Easton Ellis e già uscito nelle sale americane la scorsa estate. Autore di una generazione gloriosa, quella del grande cinema americano degli anni settanta (tanto per capire stiamo parlando dello sceneggiatore di tanti capolavori di Scorsese e De Palma), Schrader si conferma autore al passo con i tempi, proponendo in modo impetuoso la propria visione teorica sulla morte del cinema. Il film si apre e si chiude proprio con immagini di sale cinematografiche chiuse, intervallate nei titoli di coda da istantanee di interni dismessi. L’autore ci avvisa in partenza che il suo sarà un film teorico, mettendoci in mostra il suo personale museo dei cinema, inquietante presagio di morte della settima arte. Le immagini iniziali si profilano quindi come compendio ideale agli spettatori addormentati dentro la sala nella prima scena di Holy Motors (2012) di Leos Carax. [Continua »]
Come dire, evitando banalità e luoghi comuni, i nostri stupori, le nostre angosce, le domande inespresse, le giornate grigie e il chiarore che illumina d’improvviso la comprensione di sé, e tanta parte ancora di ciò che abita i nostri giorni? Marino Magliani e Giacomo Sartori propongono l’antica (e nella nostra narrativa contemporanea un po’ desueta) forma delle storie di animali, attualizzandone l’attitudine a rappresentare lacerti della condizione umana attraverso un’assai discreta opera di antropomorfizzazione. In Zoo a due (di recente uscito presso Perdisapop), i due autori adunano un variegato bestiario in sedici racconti, due serie consecutive di Sartori, intercalati da due storie più lunghe di Magliani. Quasi i due autori si fossero intesi al riguardo, nell’intera raccolta non c’è traccia di condiscendenza verso la condizione animale.
Ma voi, d’estate, cosa fate?
Mi è capitato di riprendere in mano il saggio del 1908 di Chesterton Ortodossia (dovrò presentarlo ad agosto a Rimini) e, rileggendo questa miniera inesauribile, con il piacere della prima volta, ho trovato alcune osservazioni dello scrittore inglese che sembrano scritte apposta per l’evento che sarebbe accaduto 90 anni dopo, quando Antonio Spadaro dava vita a BombaCarta.