Respondere

Ex Antonii Spadari charta Rosa Elisa Giangoia vertit

Immagine del profiloTelephonicum colloquium fit. Adsum! Quis? / Mihi iterum dic. Sed qua lingua locutus es? Ita non est, tu non es, non es homo quem nos responsurum volumus. Non est homo quem responsurum existimavissemus. Quoties hoc nobis accidit? Interdum quidem. Numerum erravimus. Machinatio, qua nostro verbo “adsum” notissimum verbum “salve” respondet, effringitur his versibus illius poetae cui nomen est Lucianus Luisi. Ita responsi vim intelligimus: cum erratum responsum accipimus.
Qui poeta colloquium telephonicum facit et etiam iterum facit. Et ego, ut commotus, incertus, mihi me fortasse nomen quod vollem congruentem vultui tam somniatum animo finxisse dico. Nescimus si homo ab eo quaesitus vere sit aut si tantum imago, coniectura, magni absurdi voti proiectio sit: telephonico colloquio amata non respondet. Si quis respondet illa non est. Numerum reficio, tento milies appellare tuum nomen in vacuo, sed fatigatior ad perseverandum et ad cogitandum sum. Tunc poeta vestes deponit, lectum petit, se usque ad oculos tegit ad animo fingendam mulierem quae non est: et ita / – liberus te fingedi- pergo te quaerere.

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Gruppo di lettura a Firenze. Il sequel

Sono passati tre anni e mezzo, e questa storia incomincia a diventare seria.

O allegra.

Una storia senza pretese, forse,  come il funambolo che guarda esclusivamente l’appoggio successivo del piede, e con una serie innumerevole di appoggi costruisce un percorso. Il funambolo non guarda mai l’estremità del filo, e così facciamo noi. Un passetto alla volta, e così facendo abbiamo fatto tanta strada insieme.

Ci siamo conosciuti in occasione dell’apertura di una biblioteca a Firenze, che avrebbe dovuto lasciare spazi da gestire per incontri di lettori, occasioni di scambio di letture, anche in orario serale. Così non è stato, le promesse sono state disattese. Ma da quell’occasione di incontro, ci siamo ritrovati in una libreria, in qualche casa, in un bar, per poi ritrovarci da molto tempo presso la sede dei Gesuiti a Firenze. Certo, avremmo preferito una biblioteca, sede naturale per un incontro del genere, ma va dato atto ai gesuiti che si sono rivelati il solo punto di riferimento stabile e accogliente, e senza chiederci un euro. Grazie di cuore.

Ci ritroviamo una volta al mese, e nel corso del tempo si è selezionato un gruppetto di affezionati lettori, e anche amici, a questo punto.

Cristina. Lei ha letto praticamente tutto, con il sorriso intuisce l’origine del brano che stai leggendo, e fornisce, con le sue impressioni, un sigillo di competenza sul libro in questione. Viaggia perennemente in bicicletta in mezzo ai fumi di Firenze. Come fa, è un mistero.

Francesca. Spazia dai classici alla novità, è un piacere ascoltarla. Se per sbaglio dimenticate in una cena del gruppo una sciarpa a casa sua, lei farà di tutto per non riportarvela. Ma, si sa, nessuno è perfetto. [Continua »]


BombaBibbia Report (12/2010)

L’ultimo Laboratorio di BombaBibbia è andato male. Cioè, è andato bene, ma abbiamo parlato del male. E ne abbiamo parlato per bene. Nel senso che ne abbiamo parlato a lungo: praticamente tutti i brani portati ne parlavano, e si sono inanellati l’uno nell’altro con una consequenzialità incredibile, neanche fossero tratti dallo stesso libro. Allo start c’era il Vangelo di Luca 14,12-24: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti…». Immaginiamo tutta la laboriosa preparazione dei cibi e della sala, il viavai di persone, l’eccitazione e anche la trepidazione dell’anfitrione. Solo che pochi minuti prima dell’inizio gli ospiti cominciano ad accampare scuse assurde. Come se l’invito non gli fosse stato fatto da parecchio e non avessero avuto tutto il tempo per disdire la partecipazione per tempo. Il padrone di casa, comprensibilmente irritato, esplode in un interiore: “Questa festa s’ha da fare!”. E sostituisce gli invitati con emeriti sconosciuti. Emeriti miserabili sconosciuti. In abbondanza. Perché la festa non è festa se la casa non è piena, che poi ci si ritrova pure con un sacco di avanzi. E gli invitati? Si sono autoesclusi. Nessuno li ha cacciati via, se non loro stessi: hanno preferito altro, qualcos’altro gli è piaciuto di più. [Continua »]


La porta spalancata

A volte, sull’orlo della notte, si rimane sospesi
e non si muore. Si rimane dentro un solo respiro,
a lungo, nel giorno mai compiuto, si vede
la porta spalancata da un grido. La mano feriva
con una precisione vicina alla dolcezza. Così
si trascorre dal primo sangue fino a qui,
fino agli attimi che tornano a capire e restano
imperfetti e interrogati.

In questi primi versi di Quell’andarsene nel buio dei cortili, la nuova raccolta di Milo De Angelis, si viene subito condotti in un luogo e in un tempo precisi. Siamo su una soglia, sull’orlo della notte, sospesi […] nel giorno mai compiuto. È la consapevolezza di questa incompiutezza dell’essere la prima risorsa? E’ nel rimanere saldi e vigili in questa precaria sospensione l’occasione propizia?  E’ nell’inesprimibile gemito per questa ferita originaria ancora non guarita, dal primo sangue fino a qui, che la poesia vede un nuovo inizio, una porta spalancata da un grido?


Il Fumetto, un genere letterario?

“Sono un autore di letteratura disegnata, uno scrittore che sostituisce le descrizioni, l’espressione dei volti, delle pose, dell’ambientazione, con dei disegni. Il mio disegno cerca di essere una scrittura. Disegno la mia scrittura e scrivo i miei disegni”

Con queste parole l’autore Hugo Pratt ( padre di Corto Maltese) indicava il suo rapporto con la “creazione a fumetti”, la sua peculiare attenzione verso la parola e la maniacale cura nei riguardi del tratto disegnato. Questa definizione veniva data in tempi non sospetti, una ventina d’anni prima che il disegnatore Gipì venisse invitato in prima serata televisiva,  e che la conduttrice di turno ( una di quelle che piacciono al pubblico detto intelligente) asserisse come il fumetto debba essere considerato  “letteratura”.   Tale concetto assume però una sua consistenza critica ben prima di queste dichiarazioni mediatiche, precisamente nel 1992, anno in cui fu riconosciuto ad Art Spiegelmann il premio Pulitzer, per la sua opera a fumetti  Maus, in una sezione dedicata alla letteratura.

Ma può il fumetto essere realmente considerato un genere letterario? Da studente di estetica ed appasionato lettore di fumetti mi [Continua »]


1000 post sul blog di BombaCarta!

1000Cari amici, e così siamo arrivati a 1000! 1000 articoli sono stati pubblicati sul blog di BombaCarta: 1000 idee, 1000 suggestioni, 1000 immagini, 1000 domande e 1000 attese. BombaCarta è questo: un’amicizia che genera idee, spunti di riflessione, meditazioni e immagini, scelte.

Il nostro blog non è espressione di un singolo, di uno solo. Non è neanche l’espressione compatta e organica di un collettivo. È molto di più: il luogo di confronto di persone che hanno scoperto una sintonia profonda che però si esprime in una diversità di pensiero che ama confrontarsi. La gente di BombaCarta si incontra, si confronta su liste, scrive post o risponde a quelli scritti da altri. In questo senso è una avventura di pensiero oltre che di relazione.

Grazie a tutti coloro che ci leggono, che ci commentano, che segnano un “I like” sotto a questo o a quel post. Grazie a chi contribuisce attivamente con le proprie riflessioni. Avanti tutta in questa avventura tanto ricca per chi la vive da risultare difficile persino spiegarla.