di
Paola Padula -
pubblicato il 13 Novembre 2006
Nella tessitura morale, culturale e letteraria della Milano del primo novecento, in quella corposa fenomenologia del suo tragico intrigo moderno, vengono alla luce, nel giugno del 1913, i Frammenti lirici, del giovane milanese doc, Clemente Rebora, questo vero e proprio Canzoniere letterario che, con la dedica “Ai primi dieci anni del secolo ventesimo”, citata in epigrafe, vuole, attraverso la parola poetica, raccontare la quotidianità ostile di una città dai ritmi ingenerosi e scomodi, confusi e convulsi che le hanno rapito il respiro, ed il suo senso.
Rebora viene così tanto turbato dalla città. Ne assorbe le valenze antinomiche più radicate e laceranti ma, al contempo, non proporrà mai una possibilità di salvezza esigita al di fuori della città stessa. Per lui, ciò che conta davvero, è tentare di trovare, con forza etica, espressiva e motivazionale, un ruolo della poesia proprio in essa, per poter realizzare un nexus comunque armonico e fecondo tra momento poetico e ritmo produttivo cittadino. [Continua »]