Voglio un Paradiso a colori
Sarà perché stiamo pensando tanto ai colori.
Sarà perché sul balcone della camera da pranzo, dove ho l’unico angolo quasi totalmente mio col computer e libri disordinatamente accatastati, sono fioriti bellissimi gerani di varie tonalità di rosso che risaltano tra il verde intenso e qualche spruzzatina di giallo delle foglie, e l’ocra caldo dei vasi.
Sarà il verde tenero e lucido di una piccola pianta di peperoncini che, nata spontaneamente, è fiorita in breve tempo ed ha prodotto un unico piccolo peperoncino: lo controllo di tanto in tanto, come il piccolo principe la sua rosa, per vedere che gli sbalzi di temperatura non lo facciano appassire.
Sarà per questo, mi sono detta, che nel primo incontro di Officina sui colori, quando si è parlato dei colori della Divina Commedia, ho avuto una strana sensazione: un’attrazione istintiva per il purgatorio che si apre con il per dispiegarsi in tutta una varietà di colori e di toni, quasi mai violenti, direi mantenuti dentro le tinte pastello, un forte interesse per il realismo dell’inferno, che, pur giocato tutto sull’oscurità, suggerisce varie tinte negli aggettivi che riguardano altri campi sensoriali, ed uno scarso interesse per la luce assoluta del paradiso. [Continua »]
Venerdì sera, 24 Novembre, il PalaCalafiore di Reggio Calabria ha ospitato il tanto atteso Benigni-show, lo spettacolo dal titolo “Tutto Dante” dell’illustre comico fiorentino, che ha letteralmente stregato il pubblico di Reggio Calabria.



Anche in Sensation di Andrew Rutt il rosso si autocomunica: il potere di Giulio II, l’adorazione di Maria, l’interno della National Gallery – dove il colore si fa simbolo di rappresentanza e autorevolezza – sono presenze tangibili e avvolgenti. L’onda vitale del rosso investe lo spettatore a tal punto da portarlo a riconoscere il limite, il vulnus, la propria incompiutezza. Il rosso, per la sua caratteristica intrinseca di dare forma all’eccesso, spinge paradossalmente fino alla soglia, accompagna alla frontiera.
Chi questa soglia non vuole accettarla è l’artista viennese Hermann Nitsch. Le Azioni del suo Teatro delle orge e dei misteri vogliono farsi artefici di rigenerazioni e catarsi, rappresentando il sacrificio inteso come dionisiaco annullamento di sè. Il rosso in questo caso è il colore del sangue e delle interiora di animali squartati.