OpenLab virtuale – pt. 1 e 2: Cortázar e Berlin
In periodo di quarantena, anche molte attività di BombaCarta diventano virtuali: iniziamo con l’OpenLab, che consiste nella condivisione e nel commento di un testo.
Valerio: Istruzioni per ammazzare le formiche a Roma, in Storie di cronopios e famas (Julio Cortázar)

Le formiche si mangeranno Roma, sta scritto. Fra le lastre di pietra vanno; lupa, quale corso di pietre preziose ti seziona la gola? Da qualche parte le acque qui escono dalle fonti, le ardesie vive, i tremuli cammei che a notte fonda biascicano la storia, le dinastie e le commemorazioni. Dovremmo trovare il cuore che fa pulsare le fonti perché si premunisca contro le formiche, e organizzare in questa città turgida di sangue, di cornucopie ritte come mani di cieco, un rito di salvazione affinché il futuro si limi i denti sui monti, si trascini ammansito e senza forze, completamente senza formiche.
Prima di tutto cercheremo di individuare la dislocazione delle fonti, cosa facile perché nelle mappe a colori, nelle piante monumentali, le fonti hanno anche zampilli e cascate celesti, basta cercarle bene e iscriverle in un recinto di matita blu, non rossa perché una buona mappa di Roma è rossa, come Roma. Sul rosso di Roma la matita blu traccerà un recinto viola attorno a ogni fontana, e solo così possiamo essere certi che ci sono tutte, che ne vediamo i fiorami.
Qual è il senso del nome che ognuno di noi porta, dal momento in cui nasce fino alla sua morte?
È nelle librerie il nuovo libro di Rosa Elisa Giangoia. Un romanzo storico (
(…) Ci vorrebbe una buona notizia
“La speranza è l’ultima a morire”, recita l’antico adagio. Nella sua raffigurazione più diffusa, la speranza è ritratta con una catena sollevata nelle mani e un’ancora ai piedi. Se la catena rappresenta il passato da cui doversi liberare, l’ancora simboleggia invece la fiducia nel domani, visto come un approdo sicuro rispetto ai marosi dell’esistenza. Passato e futuro, ieri e domani, sono le due facce della speranza contenuta nella frase “dopotutto domani è un altro giorno”.