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Redazione -
pubblicato il 20 Marzo 2018
Cristiano
Cristiano ha iniziato con un breve sondaggio sul senso della parola “passaggio”: è emersa una costellazione di significati molto ampia. Questi i termini proposti dal pubblico a ruota libera:
porta – p. di stato – Totti (il p. nel calcio) – p. di governo – scambio – cambiamento – luogo di p. – tempo di p. – passato – passare del tempo – epidemia – contagio – nomadi – tradizione – trasmissione
Durante la discussione si oscillava fra due poli fondamentali: il passaggio come momento transitorio (quindi fugace) e il passaggio come momento di transizione (quindi irrevocabile). Si è deciso per questo intervento (e per gran parte dell’officina) di concentrare l’attenzione sul primo polo, anche se durante tutta la giornata è emersa a più riprese una tensione fra i due estremi.
Il discorso è stato tripartito, secondo questo schema:
Luoghi di passaggio: come da editoriale, gli spazi della casa (la domus antica, il genkan orientale, l’ingresso contemporaneo) che non sono “fuori” pur non essendo propriamente “dentro”. Si è accennato al controverso tema dei non-luoghi, affrontato più apertamente in altre officine (utilizzando ad esempio il film The Terminal).

Bruce Davidson, 1980
Tempi di passaggio: rinviando ad altre date un discorso sul kairòs, si è accennato solo al tema della notte usando come esempio il film Tutto in una notte di John Landis. [Continua »]