DA 14 anni

- 14 candeline tutte per noi e per tutti gli amici di BombaCarta!
E così BombaCarta ha 14 anni…però, c’è da dire che è proprio una bella ragazza, che cresce bene. Innanzitutto cresce. Il che non è scontato. Una realtà come BombaCarta (ma forse ne esistono poche di realtà come la nostra) che vive, insiste e resiste dopo 14 anni, senza soldi nè altri potenti mezzi, vuol dire che la stoffa, la consistenza, c’è, e che le radici (il tema della prossima Officina) sono profonde.
Non farò discorsi presidenziali, ho ancora un pizzico di humour che mi salva, ma voglio giusto sottolineare una cosina: io 14 anni fa non c’ero. Questa è una cosa bella di BC: è fatta di persone e di legami ma non è legata alle persone, la somma finale di BC è più grande della somma algebrica dei componenti. C’è un ingrediente segreto dentro BombaCarta, come negli spaghetti del padre di Po, il protagonista di Kung-Fu Panda. E ovviamente il segreto va custodito, perchè è delicato.
Siamo tutti tronchi di questo albero dalle forti radici, siamo tutti “di passaggio”. Lo ha detto bene il Papa qualche giorno fa dando il battesimo a 16 bambini ragionando sull’espressione biblica “le sorgenti della salvezza”: “I genitori devono dare tanto, ma per poter dare hanno bisogno a loro volta di ricevere, altrimenti si svuotano, si prosciugano. I genitori non sono la fonte, come anche noi sacerdoti non siamo la fonte: siamo piuttosto come dei canali, attraverso cui deve passare la linfa vitale dell’amore di Dio“. Siamo di passaggio, e così, come non c’ero 14 anni fa, è pure vero che fra qualche anno, spero, non ci sarò (come presidente). Cioè: una volta entrati dentro BC, toccati da quella segreta linfa, non si esce mai da BC, però, spero, si possa uscire dalla carica di presidente! Ecco, questo sì che è un appello: liberatemi!
Scherzi a parte, per ora godiamoci questo momento intensamente bello e soffiamo tutti insieme le 14 candeline: auguri alla nostra splendida, capricciosa, selvaggia, ipercinetica ed esplosiva adolescente!
Come indicato dal vocabolario della lingua italiana, la preposizione da “serve principalmente a determinare il punto di partenza, il luogo da cui ha inizio o origine un’azione, un movimento” (moto da luogo, provenienza, origine, separazione). Al lettore viene poi rammentato di come introduca anche altri complementi, come il moto a luogo, l’agente e la causa efficiente, il mezzo, la causa, il tempo, la qualità, il fine.
C’è mio nipote Paolo che ha due anni e mezzo ed è entrato nella fase della Domanda. Gira per la casa, per la città e bombarda il mondo con domande a raffica, su tutto. In realtà le domande che pone sono in effetti solo due: “Chi/che cosa è?” e “cosa fa?”. Stamattina mi ha sottoposto ad un terzo grado su qualsiasi cosa colpisse la sua attenzione (cioè tutto): cos’è il pigiama? Cosa fa il pigiama? Cosa è la mutanda? Cosa fa la mutanda? Cosa è il computer? Cosa fa il pinkuter (lui lo chiama così)? Cosa è l’aspirina? Cosa fa l’aspirina? …un tormento.
Passante: Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?
Lo scorso 16 dicembre si è celebrato a Canterbury il 400° anniversario della traduzione della Bibbia in inglese attribuita a Re Giacomo. In questa occasione David Cameron, Primo Ministro del Regno Unito, ha pronunciato un discorso che vale davvero la pena di leggere per intero. Un discorso che, insieme a 