Preposizioni – “DA”

Come indicato dal vocabolario della lingua italiana, la preposizione da “serve principalmente a determinare il punto di partenza, il luogo da cui ha inizio o origine un’azione, un movimento” (moto da luogo, provenienza, origine, separazione). Al lettore viene poi rammentato di come introduca anche altri complementi, come il moto a luogo, l’agente e la causa efficiente, il mezzo, la causa, il tempo, la qualità, il fine.

Effettivamente, anche senza interrogare il vocabolario, la preposizione da rimanda subito alla propria origine, tra giocattoli d’infanzia, angoli della casa natia e foto color  seppia di antenati baffuti. Da indica provenienza. Tuttavia, la provenienza, almeno nell’universo giovanile, costituisce un argomento scomodo, che quasi si vorrebbe dimenticare. Perché, in un’età in cui si anela al volo, l’ultimo desiderio è proprio quello di scoprirsi dolorosamente trattenuti da robuste radici. Eppure è esattamente quello che avviene a ogni persona. Ciò che talvolta si tende a dimenticare è che le radici che ci impediscono il volo sono le stesse che ci salvano dalla caduta. [Continua »]


Chi sei? Cosa fai?

C’è mio nipote Paolo che ha due anni e mezzo ed è entrato nella fase della Domanda. Gira per la casa, per la città e bombarda il mondo con domande a raffica, su tutto. In realtà le domande che pone sono in effetti solo due: “Chi/che cosa è?” e “cosa fa?”. Stamattina mi ha sottoposto ad un terzo grado su qualsiasi cosa colpisse la sua attenzione (cioè tutto): cos’è il pigiama? Cosa fa il pigiama? Cosa è la mutanda? Cosa fa la mutanda? Cosa è il computer? Cosa fa il pinkuter (lui lo chiama così)? Cosa è l’aspirina? Cosa fa l’aspirina? …un tormento.
Poi si è fissato con i miei piedi: che cosa sono? Mi ha chiesto toccandomi entrambi i piedi con le sue manine. “Sono i miei piedi” ho risposto. “E cosa fanno i piedi?” difficile rispondere, ma lui ripeteva a raffica: “cosa fanno? Cosa fanno?” non puoi far aspettare un bambino troppo a lungo. “Camminano, i piedi camminano” ho risposto con un pizzico di incertezza, come se mi riappropriassi di una antica verità. Paolo ha cominciato a diffondere la notizia, sempre sotto forma di domanda: “zia Vivì, cosa sono?” chiedeva a mia moglie indicando i suoi piedi. “Sono i piedi”, “e cosa fanno?” di fronte all’indecisione di Elvira pronta e recisa l’affermazione del nipotino: “I piedi camminano!” [Continua »]


Sorridere alla vita

«La più semplice verità sull’uomo è che egli è un essere veramente strano: strano quasi nel senso che che è straniero a questa terra […] solo, fra tutti gli animali, è scosso dalla benefica follia del riso; quasi avesse afferrato qualche segreto di una più vera forma dell’universo e lo volesse celare all’universo stesso».

Questa affermazione tratta da L’uomo eterno di Chesterton mi viene in mente al termine della terza visione del film L’albero della vita di Terrence Malick, proprio nella sua ultima immagine, quando sullo schermo si vede Sean Penn che scende dall’ascensore e, prima disorientato, poi si guarda intorno e appunto accenna ad un mezzo sorriso, come a evidenziare il fatto di aver colto quei segreti dell’universo raccontati per oltre due ore di grande spettacolo dal film di Malick (un film che, proprio per questo, necessita di almeno due se non tre re-visioni). Da un certo punto di vista il film parla solo di questo: inizia con Sean Penn-Jack che si sveglia e va in ufficio, nel giorno che ricorda l’anniversario della morte prematura del fratello più giovane. [Continua »]


Preposizioni per il Nuovo Anno

Passante: Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?
Vend
itore Speriamo.
Passante.
Dunque mostratemi l’almanacco più bello che avete.
Venditore
. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.
Pass
ante Ecco trenta soldi.
Vend
itore Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi.

(G. Leopardi, Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passante)

Il venditore di almanacchi leopardiano ci ricorda ironicamente che ciascuno di noi all’avvicendarsi degli anni  si crea un orizzonte di attese e di speranze, che ci paiono nuove come il tempo che verrà ma che in fondo sono cicliche e ripetitive come le stagioni. Vogliamo vedere il bene al di fuori di noi, vogliamo che ci raggiunga e che scacci le ansie passate, vogliamo pregare per un presente migliore. [Continua »]


Il Re, il Primo Ministro e la Bibbia

Lo scorso 16 dicembre si è celebrato a Canterbury il 400° anniversario della traduzione della Bibbia in inglese attribuita a Re Giacomo. In questa occasione David Cameron, Primo Ministro del Regno Unito, ha pronunciato un discorso che vale davvero la pena di leggere per intero. Un discorso che, insieme a quello recentemente tenuto dal Rabbino Capo Lord Jonathan Sacks all’Università Gregoriana (in italiano qui), mi spiega, per lo meno, qual è il senso di un laboratorio quale BombaBibbia all’interno del progetto BombaCarta. Il testo inglese è qui.
La traduzione italiana è a cura di G. Rizzieri.
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È stupendo essere qui oggi tutti insieme per la conclusione di questo speciale 400° anniversario della Bibbia di re Giacomo. So che c’è qualcuno che si domanderà perché sia proprio io a tenere questo discorso, ma sono orgoglioso di essere qui per celebrare la Bibbia di Re Giacomo. Non sono qui da fervoroso cristiano in missione per convertire il mondo, ma perché, in qualità di Primo Ministro, è giusto riconoscere l’impatto di una traduzione della Bibbia che è, io credo, una delle più grandi imprese di questo Paese. La Bibbia è un libro che non soltanto ha forgiato il nostro Paese, ma il mondo. [Continua »]


Canzoni e fede cristiana: la meglio musica del 2011

Come ogni fine anno, arriva il listone delle dieci canzoni cosiddette “ispirate” dalla fede cristiana. I brani scelti e prodotti nel 2011 sono meno centrati sulla figura di Cristo: nella classifica il Signore viene pronunciato una sola volta. Ora si percepisce la paura di non vivere dignitosamene, causa la recessione economica. Si cerca una protezione, un rifugio sicuro. Involontariamente tutte le canzoni diventano speranzose, inni alla perseveranza, come l’intero disco “Mylo Xyloto” dei Coldplay. In Italia invece i testi riferiti alla religione sono insolenti, vedi e ascolta gli Zen Circus e Caparezza, esclusi per un fallo a gamba tesa sulla religione cattolica, da cartellino rosso. (“Nati per subire” degli Zen Circus rimane tra i migliori album italiani del 2011).

Nella classifica manca Sogno no. 1 di Fabrizio De Andrè, progetto di Geoff Westley, già produttore in Italia di Lucio Battisti. Con la London Symphony Orchestra ha arrangiato in chiave sinfonica alcuni tra i brani più celebri di De André, inclusi quelli cristiani. Fabrizio De André non può essere classificabile né racchiuso in una Top Ten: è semplicemente altro a tutto il resto.

Allora… Partiamo dal gradino più basso della classifica.

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Persone singolari: per una poesia democratica

Capita sempre più di rado che la fama di un futuro Nobel lo preceda al di fuori del suo Paese. Anche per questa ragione la polacca Wisława Szymborska rappresenta un caso eccezionale. La sua opera, pure ristretta – a oggi dodici sillogi, per un totale di poco più di 300 poesie, e qualche raccolta di prose – è interamente disponibile in italiano in ben due edizioni: un poderoso volume dell’Adelphi o gli esili libricini di Scheiwiller con il testo originale a fronte. Tutti tradotti e curati da Pietro Marchesani, il grande polonista recentemente scomparso. Ci sono però due raccolte che in Italia non giungeranno mai [Continua »]