Vero o Falso? Un cammino pieno di rischi

(il presente editoriale è nato dalla collaborazione di Elena Buia, Cristiano Gaston e Andrea Monda)

C’è sempre quell’ometto, Truman Burbank, un po’ Ulisse un po’ Fantozzi, che solca il piccolo grande mare di SeaHeaven per andare verso un mondo essenzialmente più vero. Con la sua faccia intrepida e sbigottita Truman-Jim Carrey si getta alle spalle il paradiso luccicante, perfetto ma finto per un mondo, magari buio, ma vero. Leggi il resto »

BombaCalendario

Officina
Tema: VERO-FALSO (binomi)
Sabato 15 giugno – ore 16
Via Panama 9
Laboratorio F. O’Connor (lettura)
Martedì 26 giugno  - ore 19:00
Libreria Aquisgrana, via Ariosto 28
BombaBibbia
Giovedì 16 maggio – ore 19:00
Via Panama 9
BombaCinema
Giovedì 23 maggio – ore 19:30
Via Panama 9

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Letteratura e giornalismo

Di recente si è sviluppata una discussione, in particolare dentro la mailing list di BombaCarta, sul rapporto tra letteratura e giornalismo (si parlava di Saviano e dintorni). Vexata quaestio. Mi viene in mente la battuta folgorante di Chesterton:

“L’unica scusa valida per fare letteratura è rendere nuove le cose; e la principale iattura del giornalismo è renderle vecchie.”
(da Impressioni Irlandesi). A volte il passaggio dall’una all’altra categoria è più dolce di quello che si possa immaginare. A tal proposito colgo quest’occasione per “girare” la recensione che una giornalista, Donatella Cerboni, vecchia amica di BC, ha dedicato all’opera letteraria di un’altra giornalista, Diletta Nicastro, che con la sua tesi “Gianluca Vialli, un eroe moderno veicolato dai mass media”,  ha vinto nel 2000 il Premio di Laura Stefano Benetton come miglior tesi sportiva dell’anno.

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Un’avventura chiamata “Famiglia”

La Civiltà Cattolica – The Chesterton Institute – Associazione BombaCarta

sono lieti di invitarvi a

UN’AVVENTURA CHIAMATA “FAMIGLIA”
Terzo incontro internazionale su Gilbert K. Chesterton

Sabato 1° giugno 2013, ore 16:00
La Civiltà Cattolica, Via di Porta Pinciana 1 – Roma
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Letture. La caduta di Giovanni Cocco

Che la complessità sia il carattere più immmediatamente evidente della contemporaneità è osservazione quasi banale; assai meno banale è la constatazione che di essa cerchi di farsi carico la “finzione” narrativa, con le possibilità che le sono proprie, descrivendola, anzitutto, e proponendo motivi, se non di comprensione, quanto meno di riflessione profonda. Notevole senza altri aggettivi è infine la circostanza che il tentativo sia azzardato e condotto a buon fine da un autore sostanzialmente esordiente, Giovanni Cocco, nel suo primo romanzo La Caduta (Nutrimenti 2013, euro 16,00). Della complessità della materia che sostanzia l’opera è raffigurazione esplicita la stessa strutturazione del libro, che si compone di un ciclo di racconti, non connessi tra loro apparentemente (ma solo apparentemente: i rimandi sono facilmente rintracciabili ed essenziali per la comprensione della concezione della storia che sostiene il testo). La cornice, nella migliore tradizione della nostra novellistica, racchiude e completa il mondo che si intende raffigurare (come in alcuni cicli pittorici rinascimentali, precisa l’autore nella Notafinale), in un alternarsi di scene principali e “tondi” di raccordo (qui eseguiti come “voci narranti”, narrazioni brevi inerenti il destino a suo modo esemplare di un singolo personaggio). Si tratta in totale di dodici episodi, compresi un prologo ed un epilogo. I sei capitoli recano, infine, ad esergo versetti del Pentateuco e dell’Apocalisse, quasi che in essi il caos fumigante evocato dalla narrazione possa trovare ordine, se non spiegazione. [Continua »]


Il brutto del bello

Ve lo dico subito: non saltatemi fuori con la storia che “non è bello ciò che è bello” e via discorrendo. Mi ricorda la prima scena del Macbeth e le tre streghe che si salutano alla parola d’ordine: «Fair is foul, and foul is fair / Bello è il brutto e brutto il bello». [Continua »]


Il fruscio della speranza

La poesia d’apertura (Incipit) di questa nuova silloge della poetessa calabrese Angela Caccia si imprime subito con rilievo nella nostra mente, fin dalla prima lettura, per quel suo incisivo tono riflessivo e sapienziale, che dimostra l’impegno dell’autrice a ricercare e a comunicare agli altri, attraverso l’efficacia della parola poetica, il senso della vita: un senso imperniato sulla dialettica tra la salvezza, garantita dalla Resurrezione, e la nostra umana debolezza, che ci fa facilmente cadere nel tradimento, come quello di Pietro, scandito dal canto del gallo. Correlativo oggettivo di questa tensione (alla maniera di Eliot e Montale) diventa il “fruscio feroce di ulivi ignari”, voce della natura, stravolta dall’incapacità di comprendere il senso che misteriosamente pervade l’arco della nostra esistenza, dal nascere “nella penombra di una grotta”, come “una scintilla”, fino al morire che diventa l’”incipit di un’altra storia”, affermato con fiducia dalla poetessa. Tensione dialettica ripresa in Giardino, con forza nel verso “Storia perenne amare – tradire”, in una lirica che si conclude nella luce della speranza. [Continua »]


L’anarchico che insegnava a obbedire

Immaginatevi la scena.

C’è questo bambino che no, di andare a letto non se ne parla proprio, e il giovane papà hai voglia, a dirgli di obbedire! Solo che il giovane papà è anche il redattore di un quotidiano anarchico. Il giornale è lo svedese “Arbetaren” (Il lavoratore) e il giornalista niente meno che Stig Dagerman.
Chi ancora non lo conosce, colga l’occasione al volo. In Italia le sue opere di narrativa sono quasi tutte fuori commercio e questo volumetto – Perché i bambini devono ubbidire? (Iperborea 2013, pp. 96) – è un ottimo punto di partenza. Contiene racconti, brevi saggi e poesie sul tema dell’infanzia e dell’educazione.
Si comincia con l’autobiografia: un epico ritratto dei nonni che hanno cresciuto il piccolo Stig in campagna al posto dei genitori. Lui, un uomo che gli ha impresso «la gioia del lavoro ben fatto»; lei, una donna che aveva «il coraggio di dimostrare il suo affetto».  E due vite così intense da far impallidire la letteratura.
Poi ci sono i racconti. “A casa della nonna”, pagine da vertigine. Come si descrive il momento in cui un bambino scopre di poter mentire? E scopre di averlo fatto con la persona che più ama? E non sa se potrà tornare indietro? [Continua »]


Nei boschi narrativi alla ricerca del lupo

Nei giorni 18, 19 e 20 aprile 2013, si terrà a Reggio Calabria presso l’Auditorium San Vincenzo de’ Paoli, via Mazzini, l’annuale Convegno Nazionale sulla Letteratura, organizzato dall’Associazione Culturale PIETRE DI SCARTO. La decima edizione del convegno avrà come titolo Nei boschi narrativi alla ricerca del lupo: tre giorni dedicati a tre forme narrative diverse, la fiaba/favola, il racconto breve, il romanzo d’avventura e di fantascienza. Lo scopo è quello di proporre la lettura e, ancora prima, la scrittura come incontro con il <lupo>, esperienza, cioè, di vita, di crescita nella conoscenza di sé e della realtà.

Il tema del convegno richiama titoli di libri importanti, dalle Sei passeggiate nei boschi narrativi di Umberto Eco alle Lezioni americane di Italo Calvino alle Istruzioni per l’uso del lupo di Emanuele di Trevi e, soprattutto, Alla ricerca del lupo, di Antonio Spadaro. Proprio p. Spadaro, durante l’ottavo convegno Chi fuor li maggior tui?, parlando dei -maggiori- concludeva: “Questa infatti è la potenza del «maggiore»: ci illumina a partire dal nostro destino, a partire dalla verità ultima della nostra vita e per questo è inafferrabile, selvaggio e affascinante, come lo è un lupo del resto”. Il Convegno Nazionale sulla Letteratura è punto di arrivo ed insieme di partenza dell’impegno di studio e di ricerca che l’Associazione Pietre di scarto conduce nei Laboratori di Lettura consapevole, di Scrittura creativa, nella stessa Officina di espressioni creative, ai quali fornisce spunti per la riflessione e l’approfondimento e dai quali attinge le tematiche che ogni anno vengono puntualmente affrontate.

Il programma prevede l’inizio dei lavori giovedì 18 aprile: alle ore 16, dopo il saluto delle autorità ed un breve intervento del presidente di Pietre di scarto, prof.ssa Tita Ferro, dal titolo Lupus in fabula, il prof. Saverio Simonelli, critico e saggista, terrà la prima relazione sui fratelli Grimm, Nel paese delle fiabe; seguirà la tavola rotonda Dal calderone delle storie, a cui parteciperanno quattro relatori che daranno voce ad altrettanti scrittori di fiabe e favole. Alle ore 20, sempre nell’Auditorium San Vincenzo de’ Paoli, il Preside Bruno de’ Masi presenterà il libro di Saverio Simonelli, Nel paese delle fiabe, a cui seguirà la proiezione del documentario dal titolo omonimo. [Continua »]


Rete e critica letteraria. II parte.

5. Luoghi della critica in rete.

Ciò che ancora sembra non cessare di disorientare tanti, e soprattutto quelli tra noi non proprio esattamente nativi digitali, è la sovrabbondanza dell’offerta reperibile in rete. Ma ciò che è davvero cresciuto a dismisura, rispetto al tempo in cui la rete non c’era, non è tanto l’insieme delle proposte più o meno assimilabili alle riviste letterarie cartacee, quanto l’opportunità di amplificare la diffusione delle impressioni di lettura. Ciò che un tempo si concretizzava nel passaparola, nella condivisione di gusti con piccole compagnie di amici, nel consiglio a un allievo o nel colloquio con il libraio, adesso è un’informazione la cui trasmissibilità in teoria non ha limiti (il che comporta, tra l’altro, riflessioni non trascurabili circa la consapevolezza di ciò che si sta facendo e sulla assunzione delle relative responsabilità).

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