Il realismo luminoso di Jiro Taniguchi

Jiro Taniguchi, In una città lontana

Jiro Taniguchi, In una città lontana

Se le ore si succedono freneticamente e la vita è una tempesta cosmica che stordisce, potremmo trovare un grande sollievo nelle tavole del disegnatore giapponese Jiro Taniguchi ovvero in immagini capaci di rimodulare la frequenza del battito del nostro cuore su un ritmo più umano. L’occasione per questa riflessione è scaturita dalla lettura di In una città lontana (Harukana Machi-e), una sorprendente graphic novel, scritta e disegnata da Taniguchi nel 1998 (e che non ha nulla a che fare, per lo stile e la qualità della narrazione, con i manga commerciali che tutti conosciamo). La potenza di questo fumetto sta nello spazio interiore aperto innanzitutto attraverso la rappresentazione estremamente realistica del mondo in cui si svolge la storia (notate, per esempio, nella figura, il nitore architettonico della scuola in cui si muovono Hiroshi e Tomoko). Una precisione e una concretezza espressiva che sarebbe fine a se stessa se non ci fosse un dialogo continuo tra le vibrazioni di questo contesto urbano e naturale e i moti dell’animo dei personaggi. Un dialogo possibile perché è costitutivo del modo di vivere dei protagonisti delle sue storie che sono portati – per carattere o dalle circostanze – a guardarsi intorno con curiosità, a cogliere con stupore e meraviglia quanto accade davanti ai loro occhi, a godere di momenti e rivelazioni inaspettati e, infine, a riflettere e a evocare, tenere a mente immagini, suoni e sapori. [Continua »]


BombaCarta a Roma: ecco tutte le attività

Ecco tutte le attività di BombaCarta a Roma:

Logo BombaCartaL’incontro di OFFICINA, l’appuntamento principale, è un workshop tematico in forma di seminario tra espressione scritta, visuale e musicale. Il primo appuntamento sarà Sabato 25 Ottobre, dalle 15.00 alle 19.00 nella nuova sede di via San Saba, 19 (zona Aventino).

Le altre attività consistono in LABORATORI di espressione creativa. Sono previsti laboratori di Cinema, Musica, Scrittura, Lettura, WebTv, BombaBibbia, Cineforum. [Continua »]


Un calendario provvisorio

Ecco un calendario provvisorio degli appuntamenti di BombaCarta Roma, nell’attesa che si completi la ristrutturazione del sito. Tutte le attività sono libere e gratuite.

Officina (sabato 15.00-19.00 via di San Saba, 19):

  • 25 ottobre
  • 15 novembre
  • 20 dicembre
  • 24 gennaio
  • 21 febbraio
  • 21 marzo
  • 2-5 aprile Convegno a Reggio Calabria
  • 23 maggio
  • 6 giugno

Laboratori: una volta al mese, di giovedì, a via di San Saba 19, dalle 19 alle 21:

  • BombaBibbia: 20 novembre
  • Lab O’Connor (lettura): 6 novembre – 4 dicembre
  • BombaMusica: 13 novembre – 11 dicembre
  • BombaCinema: 27 novembre – 18 dicembre

Infine c’è il laboratorio di Scrittura che inizierà sabato 25 ottobre ore 10-13 (e nel pomeriggio ci sarà l’Officina).

Partecipate!


Scrivendo oltre, sempre oltre, si va incontro all’imprevisto…

Inserisco, col suo permesso, una riflessione di Gianni De Martino suscitata dalla lettura di Abitare nella possibilità.

Sì, Antonio, scrivendo oltre, sempre oltre, si va incontro all’imprevisto… Occorre essere intrepidi, disposti a lasciarsi sorprendere da un tratto inatteso: magari un pugno, una cornata dall’invisibile.
È la scrittura meno gratuita che esista, la più pericolosa. Viene irresistibilmente in mente la storia di Sheerazade: “Racconta una bella storia o ti uccido.” È a questo “tirannico” impulso scrittorio (i romantici direbbero “ispirazione”) che ci si sottomette, o meglio si ubbidisce nel corso dell’atto dello scrivere?
SheerazadeIn ogni caso occorre sorvegliare le parole, non solo le emozioni e i sentimenti, e rendersi accoglienti: mettersi in un angolo, in posizione femminile, vivendo nel tempo dell’intervallo degli altri, sospesi a una virgola come in attesa di un dettato… [Continua »]


La voce antica di Anna Cinzia Villani

Ninnamorella - Anna Cinzia VillaniLe parole inglesi mirror e miracle derivano entrambe dal latino miraculum (che a sua volta viene da mirus, stupefacente, meraviglioso). La lingua inglese ha conservato un legame misterioso: quello tra il miracolo – inteso come ciò che desta meraviglia – e lo specchio. Il miracoloso è ciò che in qualche modo ci consente di specchiarci e di ritrovare qualcosa di noi. La voce di Anna Cinzia Villani è allora un piccolo miracolo, perchè nelle sue vibrazioni, nella sua estensione, nel suo talento, nelle sue canzoni del Salento, torna a vivere un tempo perduto ma non morto.

Nel 1959 Ernesto De Martino approda in Puglia. Dalla sua indagine, nascerà La terra del rimorso, opera in qualche modo aurorale, perché termine di paragone per tutto il lavoro etnografico che seguirà sulla Puglia. In realtà la taranta aveva inquietato e interrogato anche altre intelligenze. Tra queste il gesuita Atanasio Kircher.

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Dalle sponde del mare bianco

In Napoli Ferrovia Ermanno Rea invoca per Napoli un destino: il meticciato. Solo l’annacquarsi di un’etnia – scrive – può offrire alla città la possibilità di un riscatto. In un libro di qualche anno fa, ancora su Napoli, Raffaele La Capria impugna l’arma della nostalgia. Una nostalgia che non è – spiega – un arroccarsi o un mitizzare un passato che non è più, ma al contrario “serve ad armare la memoria contro la rassegnazione, è un combustibile per alimentare la non assefuazione”. Come conciliare queste due voci, quella che pretende un futuro diverso – di mescolanza – e quella che invece indugia sul dolore suscitato da un passato tradito, un passato che chiede la non-rassegnazione? Una via paradossale – forse – c’è: il sud ascolti la voce di ciò che sta ancora più a sud. Solo così – forse – potrà ritrovare se stesso, potrà riagganciare al contempo il suo passato e il suo futuro. La casa editrice di Messina Mesogea lavora da tempo a comporre, registare, recuperare queste voci. Voci del Meditteraneo, voci del sud, come quella del poeta tunisino Moncef Ghachem. [Continua »]


Abitare nella possibilità

Dopo il saggio del 2002 A che cosa “serve” la letteratura?, in cui era arrivato alla conclusione che la letteratura “serve” fondamentalmente a dire la nostra presenza nel mondo e, come uno “strumento ottico” (Proust), a interpretarla, a cogliere ciò che va oltre la superficialità del vissuto, il gesuita Antonio Spadaro, docente di “Introduzione all’esperienza della letteratura” presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, e redattore letterario della rivista “La Civiltà Cattolica”, ha ulteriormente approfondito la sua indagine sul valore e sul senso della letteratura nel recente saggio Abitare nella possibilità. L’esperienza della letteratura.  Nella prima parte del volume lo studioso traccia un percorso che attraversa e intreccia gli itinerari di critici e scrittori per individuare che cosa sia la letteratura e quali siano i modi per viverla e comprenderla. Passando attraverso concezioni diverse, Spadaro giunge ad “intuire come la “verità” della  letteratura stia nella sua “capacità di interpretare l’esistenza e di condurla al di là di se stessa”. [Continua »]