La parola poetica: farfalla infilzata o conchiglia marina?

(relazione al Convegno “La poesia. Vivere nella possibilità”, Reggio Calabria, 3 aprile 2008) 

La poesia è una «forma di vita», potrei addirittura dire che è la vita che prende forma. Quando una vita prende forma? Quando davanti a lei si aprono possibilità. Una vita prende forma non quando è determinata, necessitata, ma quando davanti ad essa si dispiegano opportunità, aperture, possibilità. Vivere è vivere nella Possibilità, come ha scritto in un suo verso la poetessa statunitense Emily Dickinson (1830-1886): I dwell in possibility (P 657). Per la Dickinson il poeta guarda e vede ciò che è sotto gli occhi di tutti, ma egli ha la funzione di dischiudere le immagini e distillare significati: Svelatore d’Immagini, / è Lui, il Poeta. (Of Pictures, the Discloser – / The Poet – it is He, P 448).

In questo svelamento vi è anche una dimensione «esplosiva» così che lei può parlare allusivamente della poesia come di una bomba presa e stretta al petto: afferrammo una Bomba – / e la stringemmo al Petto – / anzi la stringiamo (P 443). Cosa fanno i poeti, dunque?

[Continua »]


La poesia: vivere nella possibilità

REGGIO CALABRIA3-4-5 Aprile 2008
Sala del Dipartimento di Scienze Storiche e Giuridichevia T. Campanella, n.38
REGGIO CALABRIA
3-4-5 APRILE 2008

Sala del Dipartimento di Scienze Storiche e giuridiche
via T. Campanella, n. 38

GIOVEDÌ 3 APRILE

ore 16.00 Saluto delle autorità e dei rappresentanti della Federazione BombaCarta
ore 16. 10 Andrea Monda: Apertura dei Lavori
ore 16. 20 Antonio Spadaro: La parola poetica: farfalla infilzata o conchiglia marina?
ore 17.00 Alexandru Cistelcan: La poesia – qualcosa che non si può leggere

ore 17.30 Break

ore 18.00 Nicola Merola: La poesia come lettura
ore 18.30 Valerio Chiovaro: Meshialim, la possibilità dell’infinito
ore 19.00 Interventi e dibattito

ore 21.00 Reading di poesie con Stas’ Gawronski

VENERDÌ 4 APRILE

ore 10.00 Laboratori di lettura e scrittura creativa nelle Scuole Medie Superiori
A cura di Michela Carpi, Rachele Digilio, Gian Luca Figus, Stas Gawronski, Cristiano M. Gaston, Paolo Pegoraro

ore 16.00 Andrea Monda: Apertura dei lavori
ore 16.15 Edoardo Rialti: “Amor mi mosse che mi fa parlare”: il cammino di Dante Alighieri
ore 16.45 Giovanni Carteri: La poesia di Tommaso Campanella: la forza dell’utopia, il lievito del nuovo mondo

ore 17.45 Cristiano M. Gaston: Vivere poeticamente, vivere realmente
ore 18.15 Giovanni Cananzi: L’apertura all’oltre nel Cantico dei Cantici

ore 18.45 Interventi e dibattito

ore 21.00 Tavola rotonda presso il Salotto dell’editore di RTV

SABATO 5 APRILE

ore 10.00 Andrea Monda: Apertura dei Lavori
ore 10.15 Giuliano Ladolfi: Mario Luzi, oltre la Postmodernità
ore 10.45 Claudio Damiani: Lorenzo Calogero: il perduto e la possibilità

ore 11.15 Break

ore 11.45 Paolo Pegoraro: L’invocazione nelle tenebre. Sulla poesia di Par Lagerkvist
ore 12.15 Tonino Pintacuda & Maria Renda: «La sorella del sole» e il mondo sublunare: Aristotele, Leopardi e Zanzotto
ore 12.30 Fortunata Ferro: Conclusione del Convegno

DOMENICA 6 APRILE

Escursione a Serra San Bruno e Monte Stella
Partenza nel pomeriggio di sabato 5 e rientro nel primo pomeriggio di domenica 6.

PER INFORMAZIONI:

Fortunata Ferro
presidente
tel. 0965 33 22 77

Serena Griso
segretaria
tel. 0965 59 46 24 (ore ufficio)

Maria Iaria
responsabile organizzazione
cell. 347 59 06 621

Giuseppina Catone
responsabile organizzazione
cell. 340 48 46 236

Katia Marino
ufficio stampa
cell. 340 86 93 885

DOVE ALLOGGIARE:

Hotel Lungomare
Viale Zerbi 13/B
tel. 0965 20 488

L’Attico
Affittacamere di Andrea Migliardi
Via D. Tripepi 149
tel. 320/5643251

B&B Al teatro
Via D. Tripepi 140
tel. 333 20 37 008 | 329 29 38 522


Gruppo di lettura a Firenze, reloaded

Cari bombers,

desidero ragguagliarvi sul nostro gruppo di lettura, che stenta a decollare, ma al momento poco importa: ci ritroviamo in pochi ma con immenso piacere.
Ecco a voi i testi letti lo scorso 5 marzo:

  • Il piacere di G. D’Annunzio, letto da Toni
  • Diario di un dolore di Lewis, letto da Giuseppe
  • Felicità (poesia) di R. Carver, letta da Valerio
  • Vietato di Karin Tuil, letto da Cristina

I testi si rincorrono, si illuminano a vicenda: siamo passati da un addio tra due ex-amanti, mediato da un mazzo di rose che fioriscono e appassiscono altrettanto velocemente, ad una nevicata che pian piano deforma l’immagine evocata della moglie – i fiocchi di neve sono impressioni e ricordi del marito, niente che appartenga originariamente ad Helen – pur mantenendo la forma approssimativa, ad un matrimonio che non s’ha da fare per mancanza di documenti che possano dimostrare che il futuro marito è ebreo, alla felicità incarnata in due giovani che consegnano il giornale la mattina presto.

Mi sto allenando al delirio, in tutto questo vedo quattro coppie: una di amanti che si lasciano perché l’amore è semplicemente finito, svaporato, un’altra separata dalla malattia della moglie, una negata dalla burocrazia, ed infine la coppia più interessante, a mio avviso: due amici, la mattina presto, l’aria tersa, i loro sguardi, tutta la vita davanti, tutta la giornata davanti a loro.

Un caro saluto, alla prossima


La verità della vita

La lunga consuetudine con i testi degli autori classici, che, se letti in originale, comporta lentezza e penetrazione, crea vicinanza ed empatia tra il lettore moderno e l’autore antico con un crescendo di interesse nei confronti del secondo da parte del primo che diventa vera e propria curiosità quanto meno si hanno notizie storiche certe sul personaggio che ce lo possano delineare in una sua precisa fisionomia e far collocare in un ambiente definito. Caso molto coinvolgente è quello del poeta latino T. Lucrezio Caro, il cui poema filosofico De rerum natura rappresenta una lettura impegnativa, ma avvincente, capace di provocare forti emozioni, ma sulla cui figura nulla di sicuro sappiamo, mentre le scarse e tarde notizie che ricaviamo da San Girolamo possono non sembrarci degne di molta fiducia e nello stesso tempo acuiscono la nostra curiosità aprendoci inquietanti interrogativi, con quelle allusioni alla pazzia, al filtro afrodisiaco e al suicidio. Per tutte queste ragioni i lettori appassionati sono ritornati più volte a fantasticare sulla vita di questo personaggio dell’antica Roma, poeta e filosofo, cercando con la fantasia, alimentata dal rigore della filologia, di inventare la verità della sua vita. [Continua »]


Alcune volte il Cinema fa commuovere

di Giuseppe Di Vetta (classe 1^, sezione C, Liceo Classico Pilo Albertelli di Roma)

Alcune volte il Cinema fa commuovere, senza pretendere di raccontare una storia scontatamente sentimentalista o storicamente “drammatica”, in cui i protagonisti sono lì per far piangere, vestendo i panni tristi e a volte anche melensi – soprattutto quando il film non è d’autore – di uomini e donne costretti dagli eventi della vita o della storia a dover soffrire. arrivederciragazzi Quando, infatti, un Film “fa commuovere”, senza appunto averne l’indispensabile pretesa per il successo nei botteghini, il pubblico rimane incerto, un po’ attonito, tacendo il più delle volte la tristezza di una lacrima, perché la commozione è così pungente e interiore che esibirla è come una vergogna. Le lacrime rimangono negli occhi, si assaporano nella riflessione riguardo a ciò che si è visto, e soprattutto si suggellano nella mente come la fotografia di un istante in cui ci si è sentiti pervasi da una “sensibilità nuova”. I grandi registi, infatti, non cercano prima di tutto il successo, né tanto meno le lacrime da “suggestione collettiva” più che individuale: questi “signori del cinema e dell’immagine”, come lo stesso Louis Malle o Steven Spielberg, fanno poesia, accettando coraggiosamente di raccontare storie semplici, interpretate il più delle volte da bambini, il simbolo della purezza, dell’innocenza e dell’inconsapevolezza.  [Continua »]


BombaCinema 27 Marzo 2008

Cantando sotto la pioggiaIeri, Giovedì 27 Marzo, si è svolto l’ennesimo appuntamento del Laboratorio di Cinema di Roma. L’affluenza non è stata molto alta, visto anche il clima che sta falcidiando le nostre buone volontà. Il tema di questo incontro era La musica e sono state visionate sequenze dai seguenti film:

1. LE VITE DEGLI ALTRI di Florian Henkel von Donnesrmarck (portato da Andrea)

2. VELEVET GOLDMINE di Todd Haynes (portato da Claudia)

3. PHILADELPHIA di Jonathan Demme (portato da Marco)

4. CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA di Stanley Donen e Gene Kelly (portato da Giulio)

5. AMADEUS di Milos Forman (portato da Damiano)

6. ALTA TENSIONE di Mel Brooks (portato da Andrea)

Il prossimo appuntamento si terrà Giovedì 10 Aprile, alle ore 19.00, sempre presso Via di San Saba 19.
Il tema sarà: “Il Bene e il Male”.
A seguire, alle 20.45, ci sarà la visione del film “Collateral” di Michael Mann.


Intervista a Claudio Piersanti

» Scarica la puntata in formato .mp4

Ci ha accolto nella sua casa romana, un piccolo rifugio affacciato su Trastevere dove la scrittura si fonde con la riflessione e il silenzio. Claudio Piersanti ha parlato dei suoi libri e della totale incapacità umana di star bene in solitudine.

È su questo concetto che lo abbiamo interrogato e ascoltato: per Piersanti il suo Enrico, protagonista del romanzo Il ritorno a casa di Enrico Metz, è un uomo che sceglie di stare da solo, di ritornare ad apprezzare la quotidianità, di lasciarsi affascinare da gesti semplici e umili.

Solitudine non significa chiudersi in se stessi e allontanarsi dal mondo, come avviene, invece, per il personaggio di Luisa e il silenzio. Essere solitari, apprezzare la propria compagnia, non significa soffrire.

Claudio Piersanti è nato in Abruzzo nel 1954. Laureatosi in Filosofia a Bologna, attualmente vive tra Roma e le Marche. A lungo giornalista scientifico, è anche autore di sceneggiature cimematografiche (ha lavorato soprattutto con Carlo Mazzacurati) e di un libro a fumetti,Stigmate, scritto con Lorenzo Mattotti.

È autore di una raccolta di racconti e di numerosi romanzi tra cui L’amore degli adulti, Luisa e il silenzio, Charles, L’appeso, Gli sguardi cattivi della gente e Il ritorno a casa di Enrico Metz. Con quest’ultima storia ha vinto il “Premio Campiello 2006”, il “Premio Napoli 2006”, il “Premio Alassio 100 libri – Un autore per l’Europa 2006” e il “Premio Frontino Montefeltro 2006”.