Una semplice canzone

Questa canzone tocca un nervo scoperto qui a BombaCarta. In realtà non ho ancora ben capito se questa canzone mi piace oppure no. La musica mi prende ma il testo, forse c’è troppa ironia.. boh, voi che ne dite?


Soltanto la fiction potrà salvarci

«Una verità inventata è meglio di una bugia inventata?». Tempo fa ho letto questo post del fumettista Massimo Cavezzali e mi sono messo a pensare. Moltissimi hanno commentato a caldo: “Sono tutte e due bugie!”, dando per scontato che ciò che è inventato sia automaticamente falso. Eppure il verbo «inventare» viene dal latino invenio, che significa “trovare, scoprire, immaginare, conoscere”. Il contrario di “verità” è “bugia”, ma qual è il contrario di “inventare”? Ciò che è “artefatto” – ossia “prodotto tramite arte”, ciò dall’abilità dell’uomo, o dalla sua creatività, o dalla sua fantasia… è per forza “falso”? Insomma, l’uomo è capace di verità? [Continua »]


[Report] Officina di dicembre 2016

Andrea

Come si fa a mettersi all’opera? Non è un fatto tanto concettuale ma piuttosto concreto, materiale, quasi fisico: “lo scultore pensa in marmo” come diceva Oscar Wilde.

La scena di New York Stories di Martin Scorsese in cui Nick Nolte è il pittore che quasi si getta dentro la tela e impasta i colori con le mani, con le note “caricanti” di Like a rolling stone di Bob Dylan&TheBand rende molto efficacemente questo immergersi in un corpo a corpo che è connaturato con l’esperienza artistica.

Ma a volte non c’è una musica che carica, a volte si è del tutto scarichi e proprio nel momento di mettersi all’opera si resta come paralizzati, svuotati, bloccati. È la crisi di Guido alias Fellini, alias Marcello Mastroianni nell’incipit di Otto e Mezzo:


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Esercizio n. 2: Incipit/Variazioni

Come introdotto in questo post, proseguiamo con gli esercizi collegati alle Officine. Per una serie di motivazioni pratiche e teoriche, abbiamo sospeso il programma sul medium “video”, mentre proseguiamo il lavoro con la scrittura e la fotografia. Come già spiegato, però, siete liberi di applicare i principi dell’esercizio a qualunque forma espressiva vi sia particolarmente gradita, purché vi occupiate voi stessi della “traduzione” in quella specifica forma.

Prima di passare all’esercizio vero e proprio, facciamo però un lavoro retrospettivo e torniamo sugli incipit.

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Mettersi all’opera

‘Quando si svegliò, il dinosauro era ancora lì’. Così inizia il più celebre racconto di Augusto Monterroso. Il lettore non sa cosa sia avvenuto prima del risveglio, ma si ritrova di fronte a un post, agli effetti di qualcosa che è già accaduto. Vi sono, evidentemente, almeno due soggetti: colui che si risveglia e un dinosauro. Innanzitutto, incontriamo un primo effetto straniante, ovvero, da che ci è dato sapere, uomini e dinosauri (con l’eccezione di Jurassic Park) non hanno mai avuto modo di incontrarsi. Dunque un uomo che si risveglia accanto a un dinosauro rappresenta già una situazione surreale, almeno quanto quella di Gregor Samsa che, ‘svegliatosi una mattina da sogni agitati, si trovò trasformato, nel suo letto, in un enorme insetto immondo’. Due risvegli quantomeno insoliti. [Continua »]


L’antico istinto del meraviglioso

Vi annoiate? Avete l’impressione che le cose attorno a voi girino sempre allo stesso modo e che le novità che ci arrivano addosso ogni giorno siano tanto numerose quanto insignificanti? Che la velocità a cui gira questo mondo non porti da nessuna parte?

Se la risposta è , allora la pensate come i protagonisti di Injection, fumetto scritto da Warren Ellis e illustrato da Declan Shalvey (pubblicato in Italia da SaldaPress).

Injection racconta la storia di cinque menti geniali, radunate da una struttura governativa per fare proiezioni sul futuro. I cinque raggiungono la medesima conclusione: dopo un picco di innovazione, la società sta per cadere in un lungo stallo. Il progresso si sta arrestando. Per risolvere il problema i geni danno vita ad una sofisticata intelligenza artificiale, la mescolano ad un pizzico di magia e la liberano nel XXI secolo con il compito di ridare sprint al futuro e rendere le cose più interessanti.

Appena venuta al mondo questa intelligenza si mette a rievocare la versione distorta di folletti e altre creature del folclore britannico e le scaglia contro i suoi creatori, per punirli del loro peccato. Quale peccato? Non aver capito che il mondo era già interessante così com’era. [Continua »]


[Report] Officina di novembre 2016

Sabato 12 novembre secondo appuntamento di Officina con un tema decisamente sfidante: “Cosa sono le storie?”.

Grande partecipazione di ragazzi e bombers; grande animazione ed entusiasmo per i diversi interventi che si sono succeduti: quali sono i contenitori delle storie, di cosa sono fatte le storie, da dove nascono le storie, le storie sono davvero necessarie, il cinema e le storie…

Come diciamo sempre, tanta carne al fuoco, proprio quel fuoco che scalda il cuore e ispira la narrazione, il racconto, le storie appunto.

Ed ecco qui di seguito, più nel dettaglio, gli interventi dell’Officina.

Il prossimo appuntamento è per il 17 dicembre.

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Esercizio n. 1: Incipit

Quest’anno BombaCarta proporrà una serie di esercitazioni collegate alle Officine. Ogni mese verrà proposto un esercizio: chi vorrà potrà condividere i propri materiali e contribuire al lavoro di gruppo (ma chiunque può seguire questo percorso anche a titolo esclusivamente personale).

A chi vuole partecipare viene chiesto solo di scegliere un “medium” e di mantenere la scelta fino alla fine del percorso. Proponiamo due filoni (scrittura e fotografia), ma siete liberi di utilizzare qualunque altra forma espressiva vi sia consona (musica, video, danza, teatro, disegno, fumetto, pittura etc.). In questo caso sarà però vostra cura “riadattare” il compito al medium scelto.

Non ci sono voti, non ci sono saggi, non ci sono diplomi finali. Qui potete scaricare il PDF presentato durante l’Officina di novembre:

esercizi-001

Esercizio n. 1: “Incipit”.

  • Scrittura: Scrivete un incipit. 4 frasi. Non pensate alla storia.
  • Fotografia: Fotografate un soggetto che vi interessa. Prestate attenzione alla composizione. Niente filtri.
  • Altri media: Applicare alla propria maniera il tema “Incipit”.

Ci vediamo il 17 dicembre per il prossimo compito!


Ancora una pagina

A chi di noi, da bambino, non è mai capitato di chiedere a genitori, nonni o zii di non smettere di leggere la favola che stavamo ascoltando. “Ti prego, ancora una pagina!”.

Non solo per prolungare le ore di veglia, ma soprattutto per il desiderio di continuare a stare dentro quella storia, proprio quella, che ci stava prendendo, ci stava portando lontano e anche perchè nella lettura di un adulto, nelle sue pause, nella sua voce artefatta in corrispondenza dell’entrata in scena di qualche personaggio, ecco farsi reale davanti ai nostri occhi il protagonista con tutte le sue avventure. [Continua »]