Habemus Papam
Leviamoci subito il pensiero: “Habemus papam” non è un gran film. Nemmeno un bel film.
Mi costa ammetterlo. Moretti è uno dei miei beniamini. Ho apprezzato i suoi lavori più cervellotici (“Ecce bombo”, “Palombella rossa”, “Bianca”) ed esaltato la stagione posteriore alla cesura di “Aprile” (la paternità è un evento che sradica) e che esplode nel ricchissimo “La stanza del figlio”. Quest’ultima pellicola, ahimè, delude e basta. Non dice nulla. Non è capace di graffiare, non se ne coglie l’intento, la domanda, la tesi.
E sì che l’incipit è promettente e stuzzicante! Il papa attuale è morto (scene di repertorio dall’indimenticabile commiato di Giovanni Paolo II). Il conclave si riunisce e dopo qualche scaramuccia elegge al soglio di Pietro un cardinale sconosciuto. A cui saltano i nervi proprio al momento dell’annuncio solenne. Il papa eletto non vuole “fare” il papa. [Continua »]
Questo «commencement address», è stata per lui
Non è d’accordo nemmeno Roger Scruton, filosofo inglese che si cimenta con il tema grande, insidioso e inquietante della bellezza, quella cosa che“può consolare o turbare; può essere sacra o profana, ispiratrice, raggelante. Può influenzarci in infiniti modi, ma mai viene considerata con indifferenza: la bellezza esige di essere notata”. E Scruton risponde a questa esigenza notando, anzi an-notando le sue riflessioni contro il relativismo insito nella sentenza latina perché oggetto delle sue (dotte) annotazioni è proprio il “gusto”: “Il buon gusto è importante nell’arte come nell’umorismo,anzi, potremmo dire che il gusto è il nocciolo della questione. […] In fatto di arte il giudizio estetico riguarda ciò che dovrebbe e non dovrebbe piacerci e qui (sostengo io) quel ‘dovrebbe’, pur non essendo propriamente un imperativo morale, ha un peso morale”.
Eccoci qui, anno nuovo, vita nuova. E scusate il ritardo. Settembre è volato, col suo sole estivo che ha rallentato l’entrata nel vivo della nuova stagione di BombaCarta, che però ora è pronta per ripartire, quindi prendete carta e penna e date un’occhiata al calendario qui a fianco, segnatevi le date di ottobre dei diversi laboratori e soprattutto della prossima Officina che si terrà il 5 novembre. Anno nuovo, tema nuovo: preposizioni.
Ricordo che tempo fa si discusse sulla rappresentazione della famiglia nella narrativa italiana. Di recente ho intervistato il disegnatore cult Leo Ortolani che nella sua prima opera non a fumetti racconta l’ingresso in casa di due bambine colombiane. Non due bambine qualsiasi: le sue figlie.
A proposito di: Valter Binaghi e Giulio Mozzi, Dieci buoni motivi per essere cattolici, Laurana editore, 2011, € 11,20
(La presente recensione al romanzo Persuasori di morte di Roberta Borsani è apparsa su Avvenire il 24 settembre).