In perpetuo maris motu

Ex Antonii Spadari charta Rosa Elisa Giangoia vertit

Piegato dal ventoIn suo intimo sermone qui inscribitur Nostra consolationis necessitas ille Suetius auctor cui nomen Stig Dagermann est maxime perspicuus in disserendo videtur: “mortalium consolationis necessitas nullo modo expleri potest”. In optimis chartis ab illo Dagermann scriptis inopiae sensus contra flagrantis sed interdum vehementis cupiditatis alicuius rei maioris, consolationis scilicet faciei cava lineamenta semper est: “Nam fieri potest ut, dum in ora maritima ambulo, formidolosam aeternitatis meae vitae provocationem in perpetuo maris motu et in assidua venti vi repente intelligam”.

Ecce igitur experiendi aliquid facillimum et proximum, forsitan non omnino conscium, sed certe magnum et vividum imago. Poeta, in ora maritima ambulans, animo aeternitatem maris et ventorum motibus  continuis patefactam repente videt. Res vera rei cogitatione fictae, tam non subito manifestae quam acri et praecipuae remittit  Percontatio occurrit illius clarissimi Italici poetae cui nomen est Iacobus Leopardi qui in carmine suo quod  Supra formosae feminae simulacrum in eiusdem sepulcro sculptum ex se quaerit: “Humana natura, cur, si fragilis vilisque, si pulvis umbraque es, altissima intelligis? Quamquam humana natura se caducam esse scit, altissima intelligit. In gravibus percontationibus cuiuspiam magnitudinis signum inest. Nostra cogitatio gravibus percontationibus vehementer incitata est: quid mortalem consolatione lenitum esse significat? Qua in re humanae vitae aeternitatis provocatio consistit? Quid eis rebus quae ab hac mea vita opto convenit, atque etiam quid in ipsius voti radice est? Quid me beatum facere potest?


Nell'incessante movimento del mare

Nel monologo Il nostro bisogno di consolazione lo scrittore svedese Stig Dagermann appare di una lucidità assoluta: «il bisogno di consolazione che ha l’uomo non può essere soddisfatto». Nelle pagine migliori di Dagermann il senso di privazione è però sempre il calco vuoto di uno struggente, e a volte impetuoso, desiderio di qualcosa di più grande, di una forma di consolazione, appunto: «Posso per esempio camminare sulla spiaggia e all’improvviso sentire la spaventosa sfida dell’eternità alla mia esistenza nell’incessante movimento del mare e nell’inarrestabile fuga del vento». [Continua »]


Processo a Spoon River?

Sul numero di giugno di Studi Cattolici è apparso un articolo di Giovanni Romano dal titolo «Spoon River»: antologia di poca fede. L’articolo tenta una rilettura in controtendenza del capolavoro di Edgar Lee Masters concludendo: «Una situazione di incomunicabilità penosa che finisce per scaricarsi in una ventata di emozioni disincarnate e soggettive, perché il suo Cristo ideologico non veicola nessun Mistero né salva il presente. E l’Antologia che parte alla ricerca dell’infinito finisce per incagliarsi nell’autosuggestione». Insomma qualcosa come una stroncatura o un “j’accuse”, forse, che comunque mette al centro della riflessione quest’opera – oggi forse un po’ più in ombra rispetto a tempo fa – e da una prospettiva inedita.

Spoon River AnthologySu La Civiltà Cattolica tempo fa avevo letto l’Antologia facendo le mie riflessioni che, tutto sommato, giungono a conclusioni molto differenti e, per certi versi opposte, rispetto a quelle di Romano. Il quotidiano Avvenire oggi, 2 luglio, ha così dato conto di questo dibattito.

Come vedo io l’Antologia di Spoon River? Rispondendo alla mia intervistatrice, Bianca Garavelli, dicevo che di fronte alla morte non c’è schermo che resista. Ogni esistenza in questo libro è così dipinta come un microcosmo individuale, che però si innalza a descrivere quel macrocosmo che è la vita umana. Già nel 1931 Pavese affermava che la cosa importante di quest’Antologia sta nell’ardore con cui sono affrontati, oltre il particolare momento storico, il problema del senso dell’esistenza e il problema delle azioni che si compiono nella vita. Lo stesso Pavese riconosceva in questo ardore e in questi problemi essenzialmente morali un preciso sapore biblico. Ecco dove si gioca il valore e il vigore dell’Antologia: nella domanda sul senso dell’esistere e sul significato dell’agire morale in ordine a quel senso.

L’abilità di Master sta dunque nell’aver fatto nascere la domanda sul senso proprio nell’aldilà, cioè in una vita già passata attraverso il setaccio che è la frontiera del suo compimento. Se la poesia parla dall’ [Continua »]


Inside the Church of Flannery O’Connor

from Image Update #149 – July 1, 2008

Supremely sensible, no-nonsense, and dismissive of those who want to extract “meaning” from short stories as if they were opening a sack of chicken feed, Flannery O’Connor doesn’t seem to have had much patience with bad literary criticism. Hers is an intimidating intellect. In her letters and essays, the humor is dry and unsparing, and her contempt for fools (and in particular for those with foolish opinions about fiction) is withering. Going into the field of O’Connor studies as a professional literary critic would seem to take a certain amount of nerve. For one thing, if one makes it to heaven, one may meet her there and have to answer to her.A new anthology, [Continua »]


Viaggio attraverso le Georgiche I

Il I libro delle Georgiche si apre con una breve esposizione dell’argomento generale dell’opera, che tratterà di agricoltura e di allevamento, accompagnata dalla dedica a Mecenate, cui segue l’invocazione agli dèi tutelari dei campi e a Ottaviano, ormai quasi divinizzato. Tutto questo denota l’intento da parte del poeta di creare un poema complesso – pur nel solco della tradizione del genere didascalico – che rappresenti un evidente innalzamento rispetto alla poesia tenue, raffinata e, per certi versi, leggera delle Bucoliche. [Continua »]


Il tempo e la memoria: Savyon Liebrecht

Meir – il protagonista dell’ultimo romanzo della scrittrice israeliana Savyon Liebrecht – non ha memoria della sua infanzia. Una menzogna ha sbarrato il fluire dei ricordi. La sua memoria è inceppata. Finché la verità – che improvvisa gli viene rivelata dalla madre – rimuove quell’ostruzione. La memoria, come un fiume, prima lentamente poi precipitosamente, torna a scorrere.

Marcel Janco, On the Way to Ein Hod

Marcel Janco, On the Way to Ein Hod

L’esperienza del tempo, il conflitto tra tempo e memoria, sono centrali nell’opera della Liebrecht. Già nel suo romanzo più noto, Prove d’amore i fanstasmi del passato – della shoah – tornavano a sconvolgere il presente dei suoi protagonisti. [Continua »]


Abitare nella possibilità. L’esperienza della letteratura

Cari amici, vi segnalo l’uscita del mio libro Abitare nella possibilità. L’esperienza della letteratura, Milano, Jaca Book, 2008, pp. 302, euro 24,00 – ISBN 978-88-16-40832-6

La copertina

La copertina

La letteratura ci supera e ci sorprende, implica l’intelligenza delle cose, la domanda sul senso di ciò che si vive, la meraviglia e il giudizio; scopre mondi e li spalanca davanti al lettore, non importa se in modo realista, o fantastico. Se così non fosse sarebbe vuoto e noia.
In questo libro la letteratura è intesa come qualcosa capace di modificare realmente il modo in cui una persona vive la propria vita.

È lo spazio di una apertura: spalanca possibilità, come scrive Emily Dickinson nel verso da cui è stato tratto il titolo: I dwell in possibility, abito nella possibilità… E’ un’esperienza decisiva, mai pianificabile o controllabile e soprattutto irreversibile, tale da poter persino costringere il lettore a un «corpo a corpo», circoscrivendo così lo spazio di un ring, una lotta con l’angelo

La prima parte del volume compone un percorso che attraversa e intreccia i sentieri di critici e scrittori alla ricerca di che cosa sia la letteratura, dei modi di viverla e comprenderla.
La seconda parte propone una visione articolata di che cosa sia l’esperienza letteraria, svolgendo in maniera originale i temi dell’ispirazione, della creazione, della fantasia, della narrazione, della lettura e della critica.  (dalla IV di copertina)

Il libro può essere acquistato anche presso le librerie on line Feltrinelli (clicca qui).